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Concorso fotografico: chi ha vinto?

Scegliere il rito del tè più rappresentativo e più originale non è stato affatto semplice: la giuria avrebbe voluto quasi tutti vincitori. Tuttavia, si è ritenuto opportuno giudicare ciascuna fotografia secondo tre criteri ben distinti: bellezza estetica e capacità tecnica espressa dall’immagine; valore concettuale del rito rappresentato; aderenza al tema del concorso. La foto vincitrice ha soddisfatto pienamente tutti i parametri.

Tè, Biscotti e Parole

Tè, Biscotti e Parole

Elisa da Cuneo, 23 anni, vince la prima edizione del concorsoIl tuo rito del tè“.
Descrizione: Tè per scaldarmi il cuore. Biscotti per addolcire i pensieri. Parole per portarmi via.
Le motivazioni sono diverse:
– originale e molto efficace la scelta di una sequenza temporale che rappresenta un chiaro inno alla lentezza tipica del rito;
– bella la scelta della luce che sprigiona calore e della ciotola di vetro che evoca intimità;
– apprezzabile la cura riservata ad ogni dettaglio: tutto indica che non si tratta di un solo istante, ma di un lungo momento che si assapora e si consuma con estrema calma;
– ammirabile l’impegno e la cura profusi nella realizzazione del risultato finale dell’immagine.
Elisa vince perché ha puntato su soggetti genuini, consueti ed essenziali, ritratti con estrema  raffinatezza.
Tè, biscotti e parole, i tre protagonisti di questo rito, si intrecciano formando un incastro perfetto, per dare forma a tre stati d’animo strettamente legati al liquore ambrato: calore, dolcezza ed evasione.
Il premio consiste in una teiera di ghisa giapponese da 300 ml (che ho descritto qui) e un termometro per il tè (la cui immagine trovate qui).

Il rito del tè in ufficio

Il rito del tè in ufficio

Il Premio Simpatia va a Giovanni da Viterbo, 45 anni, per il suo rito del tè in ufficio.
Descrizione: Sappiamo bene che il tè ha i suoi tempi e i suoi riti. Ma siamo presi dal fast e dal food e qualche volta, nostro malgrado, facciamo del fast tea.
Lo scatto è originale e apprezzabile è la sua sottile vena ironica.
Attraverso la rappresentazione del rito del tè offre uno spaccato reale di un modo di vivere diffuso. Ha reso in maniera efficace il netto contrasto tra la necessità di tranquillità e lentezza proprie del momento dedicato al tè, e l’affannata corsa contro il tempo a cui tutti oggi siamo costretti.
Giovanni ha il merito di aver proposto una location insolita per il rito di cui parliamo, offrendo un taglio bizzarro.
Interessante la presenza di gestualità e la scelta di articolare l’immagine come una breve narrazione.
È una fotografia spiritosa ma che al tempo stesso offre un interessante spunto di riflessione.
Il premio consiste in un Bath Tea (descritto nel precedente post).

Il mio compagno di tè

Il mio compagno di tè

Margherita da Napoli, 18 anni, si aggiudica il Premio Speciale dedicato alla partecipante più giovane del concorso (ha compiuto la maggiore età nei primi giorni di dicembre).
Descrizione: Un tè non si prende mai soli. I miei compagni sono una allegra teiera afgana e una tazza colorata. Perché il tè non è solo quello inglese delle 5.00, o quello da caffè letterario, o l’orientale. È anche il tè di noi studenti nelle giornate fredde di studio, arrangiato e confortante.
Non sarà un rito tradizionale, ma è il mio prima di cominciare a studiare.

La giuria ha apprezzato l’estrema semplicità della foto, la purezza del pensiero e la chiarezza dell’intenzione. Lo scatto è compiuto, sensato, vero.
Ha centrato due aspetti fondamentali:
1) lo spirito di condivisione e contemporaneamente di intimità, entrambi caratteristici del rito del tè;
2) l’approccio di piena libertà con cui sarebbe bene avvicinarsi alla tazza calda, al di là di ogni pregiudizio e ogni valore sociale o formale.
Ha rappresentato in maniera efficace la prerogativa del conforto propria del tè, associandola in modo intelligente allo stato d’animo dell’allegria interpretato dagli oggetti che ha scelto.
Il premio consiste in un sottoteiera in marmo anticato, realizzato con motivi orientali attinenti all’universo del tè.

Di seguito i nomi e i titoli delle fotografie dei primi 10 classificati:
1) Elisa – “Tè, biscotti e parole” – n.29
2) Claudio – “Colazione borana” – n.19
3) Guendal – “Tea…nker bell” – n.17
4) Melissa – “Il tè e il viaggio”- n.18
5) Barbara – “Due tazze di tè” – n.39
6) Francesca – “Domenica dedicata al tè” – n.21
7) Margherita – “Il mio compagno di tè”- n.23
8 ) Alex – “Chai” – n.37
9) Kja – “Fiorisce il tè nel giardino segreto” – n.16
10) Marina – “Una mattina in diagonale” – n.36

Il tè e il viaggio

Il tè e il viaggio

Una breve nota di merito va a Melissa per la fotografia “Il tè e il viaggio” e a Matteo per “Un mare di te“.
Quanto alla prima, sebbene abbia rappresentato un rito occasionale, di passaggio, la giuria ha trovato molto piacevole il modo con cui ha reso la dinamicità tipica della dimensione del viaggio (attraverso il numero degli scatti e le inquadrature). L’immagine è evocativa, calda, anche per la scelta del bianco e nero. Particolari gli oggetti del tè inconsueti e sfacciatamente semplici: non ci sono teiere, né tazze convenzionali. È un rito essenziale e sostanziale, un bel modo per dire che ovunque si vada, il momento dedicato al tè significa casa.

Un mare di te

Un mare di te

Il secondo poggia su un valore concettuale del rito senza dubbio speciale. È uno scatto ricco di poesia, dallo spirito marcatamente romantico. La location è originale, l’associazione tra tè, mare e amore è sorprendente e la commistione tra immagine e parole è di discreto impatto emotivo.

Il calore tè

Il calore tè

Vera Puoti, uno dei componenti della giuria, ha riservato una menzione speciale per la fotografia n. 40 di Maurizio da Roma “Il calore tè”: l’immagine è molto piacevolmente sofisticata per la scelta degli spazi (ovvero il taglio), con molto nero nella parte alta e la serie di grigi riservati agli “attori”, mano e tazza. Inoltre mi piace la sinteticità estrema eppure efficacemente significativa. La preziosità della tazza richiama l’importanza e la cura che si dedica al momento stesso, la voluta di fumo non è solo un fatto estetico, ma suggerisce il calore che ne emana, e l’ “io”, rappresentato solo da una mano, sfumata ed elegante nel gesto, narra il piacere del rito.

Ringrazio ancora tutti i partecipanti, i giurati per la loro disponibilità e sensibilità, e porgo i miei sinceri complimenti ai vincitori. Mi piacerebbe fare delle considerazioni su altre fotografie che mi hanno colpita e di cui ho ammirato la creatività, ma rischierei di dilungarmi troppo. Ripeteremo senza dubbio l’esperienza con una seconda edizione.
Qualora aveste voglia di rivedere tutte le fotografie che hanno preso parte al concorso, cliccate qui.

Il concorso fotografico: in dirittura di arrivo

Chi sta seguendo gli sviluppi del concorso fotografico, sa che tra circa 10 giorni scadrà il termine entro cui poter inviare le fotografie. Due mesi sono quasi trascorsi e l’iniziativa ha riscosso un successo che non osavo immaginare.
Sono felice che abbiate accolto l’idea con entusiasmo, che vi siate dedicati con passione alla realizzazione degli scatti e che abbiate proposto riti unici e tutti diversi. Ringrazio ciascun partecipante e colgo l’occasione per comunicarvi che, oltre al premio riservato al vincitore assoluto, sarà aggiunto Il Premio Simpatia che gratificherà la fotografia più spiritosa.
Inoltre, tengo a ricordarvi che, come espressamente indicato nel bando di concorso, le fotografie devono essere inedite. Non è stato sempre possibile controllare gli scatti arrivati, ma quando ne abbiamo avuto la possibilità e abbiamo scoperto che erano già stati pubblicati su altri siti o album Flickr, siamo stati costretti a non accettarli. Vi invito pertanto ad essere corretti, nel pieno rispetto delle regole e degli altri partecipanti.

In attesa di decretare la fine dei giochi e mostrarvi tutte le immagini, godo dell’incanto della neve e vi lascio la ricetta di un tè semplice e veloce particolarmente adatto a curare i sintomi influenzali (tratto dal libro “La via del tè“).
Secondo un’antica leggenda che risale al periodo dei Tre Regni (221-277 d.C.), un famoso generale e il suo esercito furono curati con questo tè. Si trovavano in una regione montuosa e si ammalarono di influenza.
Gli abitanti del luogo conoscevano una ricetta speciale per curare questa malattia, sebbene la formula fosse mantenuta segreta. Ciononostante, gli abitanti del villaggio decisero di aiutare comunque i soldati e prepararono il tè curativo. Il generale e l’intero esercito guarirono e ancora oggi, i visitatori che giungono nei villaggi di montagna sono accolti con questo tè.

Lei Ch’a

Ingredienti:
• 1 cucchiaino di foglie di tè verde Sencha (o qualunque altro tè verde)
• 1 cucchiaio di riso bianco a chicco lungo, crudo
• 3 fette sottili di radice di zenzero fresco
• 850 ml di acqua

Lavate il riso e tritate finemente le fettine di zenzero. Mettete il tè, il riso e lo zenzero in un mortaio con un po’ di acqua fredda e con il pestello schiacciate gli ingredienti finché non saranno diventati una pasta fine (in alternativa potete anche usare il frullatore).
Portare l’acqua a bollore in un pentolino, aggiungete il composto e fate bollire, mescolando in senso orario per 2 minuti. Togliete dalla fiamma e lasciate raffreddare leggermente prima di bere.
Potete variare la quantità degli ingredienti secondo il gusto personale.
 

Concorso fotografico РPremio Insieme a T̬

Ciascuno di noi officia i propri riti nel corso della giornata. Che siano brevi, importanti, seri o spiritosi, ci rappresentano e ci infondono sicurezza, sono spesso sinonimo di intimità.
Chi ama il tè e lo ha reso parte integrante del proprio tempo, sa che ogni momento in cui lo si beve diventa un rito, anche perché permette di instaurare o rinsaldare i legami. Una serie di piccoli atti contribuisce alla realizzazione di un momento caratterizzato da una forte partecipazione emotiva.
Naturalmente ognuno interpreta questo rito assecondando il proprio gusto e il proprio modo di sentire, scegliendo gli accessori e il luogo che desidera, preferendo la solitudine o la compagnia di amici.

Il concorso a cui ho pensato parte da queste considerazioni, mosso dalla curiosità di scoprire in quanti modi diversi si può concepire e vivere il rito del tè. Inoltre, rimane la speranza di sempre, ossia diffondere quanto più possibile la conoscenza della bevanda, questa volta esaltando il talento nell’arte della fotografia.

Tutto quello che vi chiedo è uno scatto, realizzato con qualunque mezzo vogliate, che racconti il modo in cui siete soliti vivere, o come vorreste che fosse, il Vostro Rito del Tè.
Le poche regole, che vi prego di leggere, sono elencate qui e per partecipare dovete semplicemente compilare questo modulo.
Sarà mia premura pubblicare le fotografie di tutti i partecipanti e per il vincitore assoluto ci sarà un premio reale: una teiera di ghisa giapponese da 300 ml, munita del certificato di autenticità Iwachu, e un raffinato termometro per il tè.

Avete due mesi di tempo e come unica accortezza vi chiedo gentilmente, qualora foste proprietari di un blog e decideste di prendere parte all’evento, di pubblicare un breve post contenente il banner del concorso.

La giuria sarà composta dalla sottoscritta, dal fotografo professionista Giovan Battista D’Achille e da Vera Puoti, affermata pittrice. A loro porgo il mio sentito grazie per la disponibilità e l’entusiasmo con cui hanno accolto la proposta.
Ringrazio di cuore anche [:Nybras], Stefano e Katia per aver contribuito in vario modo alla realizzazione dell’iniziativa.

*Aggiornamento del 09.12.2008: chiusura del concorso e pubblicazione delle fotografie di tutti i partecipanti
*AGGIORNAMENTO DEL 18.12.2008: CHI HA VINTO?
I risultati del concorso