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Ricette fredde a base di Matcha: ultimo caldo

Una cara amica mi ha dato lo spunto: aveva il desiderio di un gelato artigianale al tè Matcha e mi ha chiesto la ricetta migliore che conoscessi. In realtà ne ho testato diverse versioni negli ultimi anni, ognuna delle quali si è rivelata ottima e a suo modo originale.
Ho pensato così di proporvi una selezione dal Web delle ricette fredde più curiose in fatto di Matcha, partendo dal gelato, passando per mousse e panne cotte, fino ad arrivare a budini e bavaresi. Per ristorare palato e spirito durante le ultime settimane calde che rimangono da godere.

Per coloro che ancora conoscono poco il tè Matcha, l’approfondimento più completo in merito ritengo sia quello redatto da Là dove fumano le tazze, un delizioso blog sul tè nato da poco più di un anno, che stimo e seguo con molta passione.
Qui invece potete trovare svariate fotografie in cui il Matcha è ritratto in tutte le sue declinazioni.

Divertitevi a sperimentare, confrontare e assaggiare.

Ancora buona estate a chi attende di riposare.

Novità in Puglia e in Giappone

Mancherò qualche giorno perché andrò a Gragnano (NA) a seguire il Master del tè.
Nell’attesa di potervi raccontare quanto appreso, vi lascio una ricetta finger food velocissima in cui i sapori tipicamente meridionali sorreggono e arricchiscono quelli orientali in modo originale e stuzzicante. L’idea nasce infatti per accompagnare una tazza di Genmaicha Hanafubuki o Houjicha Kaori Fumi: nelle cene improvvise, per un aperitivo sfizioso, a merenda o per un brunch innovativo.

Crocchette J’improvise

Ingredienti:
– 1 mozzarella fresca
– 6 taralli pugliesi medi all’olio di oliva con semi di finocchio
–  25 g di burro
– rosmarino fresco q.b

Tagliate la mozzarella a tocchetti e frantumate i taralli in un mortaio. Amalgamate in una ciotola questi due ingredienti con le mani. Rosolate subito dopo in una padella antiaderente i 25 g di burro insieme al rosmarino, fino a farlo imbiondire.
Prendete l’impasto con un cucchiaio per poi passarlo in un altro (formate delle quenelle), oppure prendete il composto e lavoratelo con le mani fino a ottenere delle crocchette.
Cuocete le crocchette nel burro aromatizzato al rosmarino per pochi minuti (girandole almeno una volta), finché non risulteranno dorate. Servite ancora calde (e filanti).

Rimanendo in Giappone, colgo l’occasione per comunicarvi che da pochissimi giorni la categoria “Accessori” della bottega virtuale si è ampliata grazie all’inserimento di due nuovi prodotti esclusivamente orientali: il chasen e il set 3 pezzi per la preparazione del tè Matcha.

Rimanendo in Puglia invece, vi lascio due accenni di alcune nuove proposte che si affacceranno nella bottega nei prossimi mesi: una confettata realizzata e adornata artigianalmente per una coppia di sposi di Bari e un pensiero-ricordo realizzato, sempre artigianalmente, per il primo compleanno del mio nipotino, dedicato agli invitati della sua festicciola.




Torno presto. Vi abbraccio.

Pillole di Matcha

Il tè si presenta in una miriade di forme. Può essere rugoso e rattrappito come stivali mongoli, dritto ma floscio come la giogaia di uno zebù, convoluto come le nuvole che fluttuando escono da dietro una montagna, leggermente ondulato come acqua increspata da una lieve brezza“. [Lu Yu, da il Canone del tè]

Il tè si presenta in una miriade di forme. Nel pensiero comune si è soliti collegarlo all’immagine di una tazza fumante, una bustina, una foglia; le menti più esperte lo riconducono anche a panetti di foglie pressate (nel caso dei tè Puerh), a piccoli fiori (nel caso dei tè lavorati) o ad una polvere impalpabile. Probabilmente nessuno lo associa ad una pillola.
Grazie all’ormai noto ingegno dei giapponesi, da oggi può accadere: le capsule di tè Matcha rappresentano una nuova maniera per occidentalizzare la loro bevanda più rappresentativa, per adattarla alle nostre esigenze spazio-temporali e per raggiungere tutte le generazioni che non vogliono saperne di teiere, infusori, tazzine e termometri.
Costituite al 100% da ingredienti naturali, sintetizzano l’essenza delle sostanze benefiche caratteristiche del tè Matcha, prima tra tutte la catechina. Assumendo 2 o 3 capsule al giorno, potremmo prevenire l’invecchiamento cellulare, abbassare la pressione, ridurre il colesterolo, ridurre gli zuccheri nel sangue e osteggiare virus e batteri. Il tè Matcha possiede la più alta concentrazione di antiossidanti rispetto a tutti i frutti e vegetali conosciuti attualmente, vanta 4 volte la quantità di beta-carotene contenuto nelle carote, utile a neutralizzare gli effetti negativi dei radicali liberi.

Le capsule si possono utilizzare in vari modi:
– assumendole con acqua calda e trattenendole nella bocca per sentire l’aroma del tè;
Рaprendole e spruzzando il t̬ Matcha direttamente sugli alimenti;
– aprendole e utilizzando la polvere di Matcha durante la preparazione di cibi dolci o salati.


Qual è la vostra opinione in merito? Di questo nuovo modo di vivere il tè, quali aspetti reputate positivi o negativi?

Maionese al Matcha

Continuano le sperimentazioni culinarie a base di Matcha.
La passione e l’interesse intorno a questo tè si muovono veloci negli ultimi tempi, contagiando preparazioni di torte, biscotti, paste fresche, mousse, creme e bevande; personalmente preferisco sfruttare la sua naturale propensione ad aromatizzare, piuttosto che utilizzarlo come ingrediente puro. E così nasce l’intuizione di personalizzare una salsa conosciuta in tutto il mondo con questa polvere erbacea che nel mondo sta conquistando molti consensi.
Il risultato è sfizioso, ben equilibrato, insolito. Rallegra la tavola, suggerisce nuove sfumature di gusto e sorprende. Potete accompagnarla con del pesce, cozze, tartine, uova sode, insalata di riso, come base per un’insalata russa un po’ diversa, con gamberi, filetto di manzo, per intingerci della verdura cruda, per farcire tramezzini e quanto di meglio la vostra fantasia vi suggerisce.

Ingredienti:
• 2 tuorli
• 500 ml di olio (extravergine d’oliva o di semi)
• succo filtrato di mezzo limone
• sale q.b.
• un cucchiaino di tè Matcha (potete ridurre o aumentare la dose a seconda dei gusti)

Mettete in una ciotola i tuorli, metà succo di limone, il Matcha e salate subito a vostro piacimento.
Iniziate a mescolare con una frusta; non appena vi accorgete che la salsa comincia ad acquistare una certa cremosità, aggiungete l’olio a filo e continuate a lavorare il composto fino all’esaurimento dell’olio. Fate la stessa cosa per il restante succo di limone: aggiungetelo gradatamente.
È importante che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente e il recipiente che utilizzate deve essere perfettamente concavo, senza spigoli interni, in modo che la salsa possa emulsionarsi perfettamente.
Come molti di voi già sapranno, bisogna fare attenzione a non versare l’olio troppo in fretta, in quanto avrebbe difficoltà a legarsi con il tuorlo e tenderebbe a separarsi dalla salsa.

Nelle occasioni in cui invece avete poco tempo, per una cena improvvisa o per una qualsiasi emergenza, potete ottenere un risultato molto simile utilizzando una maionese industriale già pronta.             

Ingredienti:
• 1 tazza di maionese leggera
• mezzo cucchiaino di tè Matcha
• alcune gocce di succo di limone

Frullate tutti gli ingredienti per 2 minuti e servite.
 

 
Se decidete di provarla vi invito a segnalarmi la ricetta a cui l’abbinate, sarebbe bello farne una raccolta. 

*Stella segnala la sua proposta qui.

 

Muffins con gocce di cioccolato e tè Matcha

La ricetta originale appartiene a Tulip. Ho voluto personalizzarla con l’aggiunta della ormai nota polvere smeraldina.
Il risultato è stato molto gradevole: un’alternativa leggera, perché priva di burro, gustosa ed energizzante, dato l’alto contenuto di caffeina del tè Matcha, indicata soprattutto per la prima colazione.
L’aroma erbaceo accoglie perfettamente la dolcezza del cioccolato ed entrambi concorrono al raggiungimento di una piacevole sensazione di freschezza.
Accompagnandoli con un tè verde naturale giapponese ne asseconderete il gusto morbido.

Ingredienti (per circa 12 muffins):
• 260 g di farina
• 90 g di zucchero
• 80 ml di olio di semi
• 1 uovo
• 180 ml di panna liquida
• 3 cucchiaini di lievito
• 4 cucchiaini di tè Matcha
• 100 g di gocce di cioccolato
• 1 pizzico di sale
• 1 pizzico di bicarbonato

Accendete il forno a 200°C.
Riempite la vostra teglia da muffin, o in alternativa i vostri stampi di ceramica o carta stagnola, e iniziate a preparare due impasti: liquido e secco, separati.
In una ciotola miscelate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il sale, il tè Matcha e il bicarbonato.
Nell’altra sbattete l’uovo con la panna e l’olio.
Versate il composto liquido in quello secco, aggiungete le gocce di cioccolato, mescolate e riempite gli stampi.
Cuocete per circa 20 minuti, poi lasciateli raffreddare 5 minuti nel forno aperto prima di sformarli.

Rasentano la perfezione se, incidendo un taglio nel mezzo, vi lasciate scivolare la crema di castagne della Sila al mosto cotto. Potete trovarla qui.

LatTè

Le muse ispiratrici di questa creazione sono Kjaretta e FrancescaV.
Mi sono sempre piaciute le collaborazioni, soprattutto se frutto di stima e affetto reciproci.
L’idea è nata da Francesca, dopo aver letto il reportage di Kja circa il suo soggiorno a New York.
L’oggetto in questione è il Matcha-Latte e l’invito è stato quello di creare una bevanda simile condita con un tocco di personalità. 
È stato divertente sperimentare vari abbinamenti e alla fine sono giunta a realizzare un elisir dal gusto vellutato e rinfrescante. Genuino e nutriente.
Da portare sulla spiaggia, da offrire agli amici per un aperitivo casalingo o da gustare a colazione.
Un’ulteriore testimonianza della versatilità di questa polvere smeraldina.

Matcha-Latte con banana, miele e cioccolato fondente

Ingredienti (per 2 persone):
• due bicchieri di latte freddo
• un cucchiaino di miele di lavanda (anche un semplice miele di acacia va bene)
• due cucchiaini rasi di tè Matcha
• una banana mediamente matura
• 2 cubetti di ghiaccio
• un pezzetto di cioccolato fondente
• qualche fiore di lillà

Ponete nel frullatore tutti gli ingredienti, escludendo il cioccolato e i lillà. Frullate finché non otterrete una crema omogenea e lievemente schiumosa.
Versate nei bicchieri e guarnite in superficie con il cioccolato a scaglie e i lillà.

 

* La proposta di Kja: Mélange du Cap latte version
* La proposta di Francesca V: Frullato tiepido di fragole e Matcha

Biscotti verdi dei due orologi

Li ho chiamati così sull’onda della suggestione di un libro che amo molto e che sto rileggendo con gusto: Saltatempo, di Stefano Benni. Un testo originale, spiritoso, poetico e intelligente.
Lo faccio spesso, mi piace cucinare leggendo, muovendomi abilmente tra parole e immagini, odori e colori. Da un prato di ciclamini, una corriera verso il fondovalle, ad una cascata di farina e zucchero.
Dedico questa ricetta alle due canzoni di grillo, al cesto pieno di funghi sottobraccio, all’acqua che sa di corteccia, che evocano ricordi puliti e soleggiati.

Ingredienti:
• 200 g di mandorle
• 200 g di zucchero a velo
• 2 albumi
• 1 bustina di vanillina
• 80 g di pinoli
• 4 cucchiaini di tè Matcha

Montate a neve ben ferma gli albumi con metà dello zucchero. 
Mescolate lentamente con il restante zucchero e con le mandorle tostate e polverizzate nel mixer.
Aggiungete la vanillina e il tè verde. 
Dosando con un cucchiaino fate delle palline da rotolare, se volete, su un piatto in cui avrete distribuito i pinoli. Altrimenti, se amate sentire il gusto del Matcha più forte e incisivo, mettete solo uno o due pinoli al centro del biscotto con lo scopo di guarnirlo.
Cuocete in forno caldo per 15 minuti circa a 170°.

«Dunque, mettiti sotto quel nocciolo umido di brina, e fai in modo di ascoltare il rumore delle stille che cadono. Ora ti spiegherò una cosa fondamentale. Questo, è un orologio per il mondo di fuori». E tira fuori una cipolla meravigliosa, di acciaio brunito con un disegno di stelle e pesci. Lo apre, e dentro c’è un carillon.
«È meraviglioso», dico io.
«Questo è l’orologio che segna il tuo giorno cosiddetto normale: quello del far tardi a scuola, dell’alzarsi presto, delle ore che non passano mai, dei calendari, del lei guarirà in dieci giorni, dei moti stellari, delle maree e delle partite di calcio. Ma attenzione, ora ascolta».
Ed io ascoltai il ticchettio delle gocce che cadevano dal nocciolo.
«Ecco, questo è il rumore dell’orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena. È un tempo che non puoi misurare né coi cronometri né col più sofisticato astromacchinario. È il tempo tuo, misura la tua vita che è unica, e quindi è diverso dal mio.
Tu vivrai sempre con due orologi, uno fuori e l’altro dentro. Ogni volta che sentirai il ticchettio di quello di dentro, il gocciolare dell’acqua, le crome di un grillo, qualsiasi ritmo e balbettio del mondo, tu correrai avanti o scapperai indietro e vedrai cose e altre ne rivedrai»