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Gli auguri di Insieme a Tè: i biglietti di Anna e Francesca

Qualche settimana fa vi avevo accennato che ho scelto di affidare a due ragazze marchigiane il compito di realizzare in esclusiva per Insieme a Tè i biglietti d’auguri che trovate nello Speciale Natale della bottega virtuale. Le ho individuate senza troppa esitazione, la loro creatività mi ha convinta da subito. Si tratta di due personalità estremamente diverse, due formazioni artistiche differenti, età e stili distanti ma assolutamente convincenti.
Ho imparato a conoscere meglio Anna e Francesca negli ultimi mesi, stabilendo con loro un contatto (virtuale) quotidiano, per decidere insieme soggetti, colori e misure giuste per ogni tipologia di biglietto: ho scoperto due collaboratrici appassionate, serie, precise e soprattutto talentuose. Sono molto contenta di essere riuscita, con il loro prezioso supporto, a proporvi un modo del tutto unico e legato ai tratti distintivi degli oggetti e degli stati d’animo del tè, per porgere auguri originali alle persone a cui tenete di più.

Biglietti_Anna
Anna Drai ha 39 anni, è nata a Milano e successivamente migrata ad Ancona per amore. È un affermato architetto, l’attività creativa è un piacevole hobby dedicato prima di tutto a se stessa e poi al piacere delle persone che la circondano.
È una donna dal temperamento tranquillo, è discreta, i suoi prodotti artistici la rispecchiano, sono semplici e raffinati.
Ha alimentato la sua passione per le arti creative da autodidatta, facendo affidamento solo sulla sua intuizione e sul suo talento naturale. Certamente i suoi studi universitari le hanno permesso di imparare a distinguere ciò che è bello e funzionale da ciò che non lo è, con uno sguardo sempre rivolto alle tendenze e al design.
Le creazioni di Anna sono realizzate interamente a mano, pezzo per pezzo, e non sono mai prodotte a stock. Tiene moltissimo che ciascun progetto preservi la sua unicità. Partendo da un’idea, si avvale di materiali come carta, stoffa, feltro, passamaneria, collage, scrapbooking, ritagli di blocknotes e dà così colore, forma e spesso tridimensionalità alle emozioni.
Il suo modo di assemblare i materiali, senza mai tralasciare l’attenzione per il dettaglio, significa mettere insieme storie, Paesi, tradizioni: il raso più pregiato si accosta ad un vecchio bottone di plastica dimenticato in un posacenere e in questo modo realizzano insieme la magia della diversità, che paradossalmente diventa uguaglianza.
Il suo blog è nato due anni e mezzo fa, quando si è accorta che intorno esistevano molti spiriti creativi desiderosi di condividere i propri lavori e idee. Lo ha chiamato Cafè Creativo perché da poco si iniziava a parlare di “knit cafè“, quei locali dove tra un sorso di tè o caffè e pasticcini, si era solite sferruzzare condividendo con le amiche i trucchi e le idee sul lavoro a maglia. Così ha cercato di ricreare la stessa atmosfera nel suo spazio virtuale, rendendolo un ritrovo conviviale ad oggi molto frequentato.
Anna è anche un’appassionata di tè: da sempre ne beve almeno due tazze ogni giorno, prediligendo le miscele aromatizzate dai sapori fruttati e speziati che in genere dolcifica con poco miele.

Francesca Ballarini invece preferisce da sempre tè verde naturale, ma solo di recente ha scoperto il piacere della foglia sfusa.
Ha 27 anni, è nata a Jesi e si è laureata in comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Ha disegnato giocattoli e collaborato con la Galleria d’arte contemporanea “A Suivre…” di Bordeaux; poco dopo è tornata in Italia per proseguire il suo percorso professionale come illustratrice e fotografa free-lance.
È un’anima in perpetuo tumulto, una mente brillante, sensibile al più impercettibile battito d’ali di una farfalla nel raggio di centinaia di metri. Ciò che crea si origina da quanto vede e sente e spesso anche da quanto non vede ma vive.
Ama la poesia, la musica e la natura con tutti i suoi palpiti che la stimolano nel cuore e nella pancia. È un’artista nel senso più completo del termine, possiede il guizzo della genialità, strappa le sensazioni al vento, al tempo e al non tempo, le imprime sui suoi taccuini e le fa sue e le fa vostre.

Le sue illustrazioni, intime ma generosissime di sé, economiche nel tratto eppure potentissime, sono immerse in un bianco luminoso, apparentemente vuoto e invece pieno di quell’amore universale che non teme le sfumature. Le sue illustrazioni si fanno ascoltare. E ascoltano anche”. (F. Ripa)

Lascio che siano le sue parole a raccontare il senso di quanto ha realizzato per me, io non saprei fare meglio:

il_Violinista
“Acilia mi ha chiamato e mi ha chiesto “Suona il violino per me”.
Ho preso matita penna cartoncino e una tazza di tè, e mi son tuffata in quel mondo di foglie di fiori e di volute di fumo, che poco conoscevo ma tanto chiamava.
A volte basta poco, pochi segni a capire e carpire, e onorare un rito semplice come quello del tè, ma denso di attesa, di significato intimo, di tranquillità, di pausa.
Ecco Acilia, nella sua forza e nella sua delicatezza mescolate assieme come due foglie di stagioni diverse, mi ha chiamato a suonare il violino per lei e, dentro, le sue pause migliori.
I biglietti che sono nati rappresentano quelle pause, che aderiscono al pensiero di tè, quando ci si ferma e ci si guarda dentro, e si ascolta la propria di musica. Quando si attende, tè, te, qualcosa o qualcuno. Quando ti sembra d’esser proprio come quella foglia lì, che appena in infusione, immersa nella sua calma, nell’acqua propria, giusta, che l’aspetta, si lascia andare, si svolge, distesa a riprendere la sua vera forma.
E così riflesso o riflessa in una tazza di tè, ci sei tu, come ad uno specchio, che aspetti che ti fermi, e “ascolti”. Che sia il suono di un violino, lo scorrere di un pensiero o il profumo che t’invade.
Sono auguri ampi, per tutto l’anno, per tutti gli anni. Sono auguri di vita. Che arrivi presto ciò che si sta aspettando e che quell’attimo prezioso di calma, di pace, di riflesso di sé possa durare più a lungo possibile”.

Biglietti_Nina

Biglietti_Nina2

Buon Natale

È un percorso faticoso, quello che mi sta conducendo al Natale quest’anno. Molto lavoro, qualche preoccupazione dovuta alla salute, alcuni cambiamenti importanti.
Ho pensato a lungo a cosa regalarvi e a quale augurio lasciarvi, e dopo aver valutato diverse ipotesi, ho optato per una piccola selezione di tè da suggerirvi per accompagnare i pranzi e le cene di festa.
Per chi non ama il vino, per chi non vuole limitarsi all’acqua, per chi desidera proporre un’alternativa originale e innovativa.

Il Genmaicha è un tè verde giapponese molto particolare. È un tradizionale Bancha a cui sono stati aggiunti mais e chicchi di riso soffiato. L’aroma è inconfondibile: dolce, lievemente tostato e rinfrescante, molto adatto ai cibi salati e dal basso contenuto di caffeina.
Restando in Giappone, Il Sencha, detto anche “Tè dell’ospitalità”, è un altro tè verde adatto a chi non desidera un gusto troppo incisivo. Ha un profumo molto fresco, erbaceo, leggermente amarognolo ed è in grado di sostenere sia cibi salati che dolci.
Altre alternative in fatto di tè verdi naturali potrebbero essere un Lung Ching di ottima qualità, dal sapore dolce, pieno e dalla spiccata fragranza di castagna, uno Yunnan Green, dalle foglie ricche di gemme lanuginose che gli donano un gusto morbido e corposo, o un Gu Zhang Mao Jian, uno dei tè più antichi e pregiati della Cina, dall’aroma lievemente affumicato, delizioso con pesce, verdure, riso e pasticceria secca.
Lo straordinario tè bianco Yin Zhen lo consiglio a tutti coloro che amano i sapori delicati, quasi impercettibili e per questo assolutamente unici. Un retrogusto mielato e un profumo di fiori all’alba, adatto a fine pasto, da bere puro.
Il noto Lapsang Souchong, tè nero cinese dall’aroma marcatamente affumicato, è indicato per i menu a base di carne e formaggi, mentre un Kenya Kaproret, un tè (nero) ricco di punte dorate, è adatto ai sapori freschi e corposi.
Dedico un’attenzione particolare all’Hong Mao Feng, un tè nero cinese di non facile reperibilità, molto buono e aromatico, affatto terroso, dalla foglia voluminosa e arrotolata e dal gusto piacevolissimo: un valido compagno soprattutto per i cibi salati.
Una miscela aromatizzata a base di tè nero e spezie potrebbe essere particolarmente adatta ai formaggi  e alla frutta secca o, in alternativa, per accompagnare biscotti allo zenzero e all’arancia.
Rimane il Jade Jasmin pearl, un tè cinese di rara bellezza e raffinatezza all’aroma di gelsomino: un tè che potrebbe accompagnare l’intero pasto, ma che si affianca egregiamente ai dolci, soprattutto a base di cioccolato fondente.
In ultimo, per tutti coloro che desiderano personalizzare lo champagne, un’idea veloce, di facile realizzazione e sicuro successo:

Р2 cucchiai di t̬ Oolong Tien Guan Yin (in alternativa potete utilizzare un t̬ verde aromatizzato alla frutta)
– Champagne di uve Chardonnay freddo

Immergete il tè in 500 ml di acqua fredda e lasciatelo in infusione per circa 5 ore.
Successivamente filtrate e mettete in frigorifero per un’ora prima di servire (coprendo bene l’infuso).
Poco prima di servire, versate nei calici riempiendoli a metà e completando con lo champagne.

 

L’augurio è che per il nuovo anno ci sia un cielo come questo a dondolare sulle vostre teste.
A presto.

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu.

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo
ci ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero.
(…)
Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento ci fa brillare più del vero.
(…)
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te.

M.Bubola

Buona Pasqua

Il significato che attribuiamo alla Pasqua è profondamente personale, intimo, silenzioso.
Il termine pare provenga dall’aramaico: pasha, che corrisponde all’ebraico pesah. Il senso generico è “passare oltre”.
L’augurio che vi faccio è esattamente questo e vuole prescindere da ogni interpretazione religiosa. Vi auguro di riuscire a passare oltre i vostri dolori, i vostri dubbi, le vostre insicurezze. Di passare oltre l’indifferenza e la superficie delle cose. Vi auguro di riuscire a passare e basta.

I cinesi usavano scambiarsi uova di gallina come doni per le feste primaverili.
Il mio ve lo lascio qui: che sia il simbolo della nascita di qualunque cosa desideriate.
Carissimi auguri.

Buon Natale

È il secondo Natale che trascorriamo insieme. È bello scoprirvi ancora qui.
Non voglio limitarmi ad augurarvi delle feste serene; voglio sperare per voi in una lunga collana di momenti sereni: indossatela e tenetela al collo per tutti i giorni a seguire.
Che vischio e ghirlande e nastrini e candele e canti e neve vi rubino sorrisi.
In tutte le vostre tasche un biscotto alla cannella e un fiore d’arancio.
Per tutte le vostre notti una stella e in lontananza una luce.

Saper riconoscere la felicità quando sarà ai vostri piedi, avere il coraggio e la determinazione di abbassarvi per prenderla tra le braccia e custodirla: questo voglio augurarvi.

Ho pensato ad un dono che avreste potuto consumare molto lentamente e condividere con le persone vicine. Un dono che potesse presenziare sulle vostre tavole, perché è lì che siamo soliti assaporare il Natale. Un dono che si impreziosisce con l’attesa, la pazienza, l’attenzione e la cura indispensabili per realizzarlo.
L’ho scelto perché trovo abbia una mistura di profumi dei Natali dell’infanzia, lo stesso gusto morbido.
Brindo a voi e alla vostra presenza costante per cui vi ringrazio sentitamente. Alle vostre parole, ai vostri pensieri e ai vostri desideri.

Liquore al miele con tè alla rosa

Ingredienti:
• 1 litro di alcol a 50°
• 1 arancia
• 600 g di miele di lavanda (va bene anche qualunque altro miele)
• 3 chiodi di garofano
• 2 bastoncini di cannella
• 1 limone
• 3 cucchiaini di tè alla rosa

Sbucciate l’arancia e il limone avendo cura di togliere la parte bianca: tagliate le bucce a striscioline dopo averle lavate e ponetele in un barattolo.
Aggiungete tutto l’alcol e il tè alla rosa, chiudete ermeticamente e lasciate in infusione per circa 15 giorni in un luogo fresco e buio.
Quando questo periodo di tempo sarà trascorso, disponete il miele in una terrina e fatelo sciogliere in mezzo litro d’acqua tiepida, mescolando bene. Aggiungete, quindi, pian piano, l’alcol usato per l’infusione.
Aromatizzate con la cannella e i chiodi di garofano, mescolate con cura e poi trasferite il composto in un altro barattolo.
Chiudete e lasciate ancora in infusione per 4 giorni: durante i primi due agitate il barattolo un paio di volte al giorno.
Infine filtrate il composto usando un colino a maglia finissima, travasate in bottiglie di vetro e tappate bene.
Potete gustarlo già dopo qualche giorno.

Ancora carissimi auguri.

Canto di Natale

Si chiama proprio Canto di Natale, il tè che veste perfettamente queste feste.
E’ una miscela calda, morbida, ha il sapore di un abbraccio e l’odore di un bacio.
E’ preparata su una base di tè dell’India del Sud, con l’aggiunta di pezzetti di mela, scorze di cannella e chiodi di garofano. Vanta un gusto molto intenso, ha la stessa dolcezza di una mano che ti sposta una ciocca di capelli dal viso.

Ve ne lascio una tazza mentre non ci siete.
La mia l’ho lasciata in una casa lontana, in una piccola cucina dalla luce gialla e fioca, ancora ferma ad una colazione spesa tra chiacchiere e qualche biscotto. Perché è lì che sarà il mio Natale.

Possiate avere fiducia nelle vostre possibilità,
che voi siate esattamente dove avreste voluto essere.
Possiate voi usare i doni che avete ricevuto
e trasmettere l’amore che vi è stato donato…
Che la vostra anima sia libera di cantare, ballare,
glorificare e amare.
Sia così per ognuno di voi.

Questo è l’augurio che vi faccio.
Buon Natale.