- Insieme a Tè – Il blog di Acilia - https://www.insiemeate.net -

Insieme

Antonella fa la traduttrice in un piccolo paese di campagna. Insieme a suo marito cura anche l’orto e il frutteto, durante l’estate prepara marmellate e confeziona verdure nei barattoli di vetro per poi poterne godere in inverno.
Si sveglia all’alba, quando c’è freddo accende la stufa, si mette al lavoro e scalda l’acqua per il Giardino della nonna [1]. Dopo qualche ora va a svegliare i suoi due figli, uno dei quali spesso prepara crostate per la colazione.

Giorgio cercava un motivo per depositare un attimo i pennelli con cui stava imbiancando casa da otto giorni e sua moglie voleva raccontargli cosa aveva visto per strada e chi aveva incontrato tornando dalla Posta. Il momento era perfetto per bere insieme una tazza di Sempr’amore [2].

Lucrezia ha offerto alla sua amica il Tè di Natale [3] accompagnandolo con una crostata fatta in casa. Si è sentita Babette [4].

Il cuore di Marica ha fatto una piccola capriola imbattendosi nell’infuso di frutta Gobbolino [5]. Lei e il suo compagno sono tra i ragazzi della generazione delle fiabe in cassetta del raccontastorie e il gatto Gobbolino è la loro preferita in assoluto, tant’è che si sono conosciuti e avvicinati parlando proprio di questa.

Deborah ha acquistato il set Sharaku [6] perché le faccia compagnia nell’ultimo mese di gravidanza, mentre aspetta che il suo bambino si affacci.

Giovanna lavora la maglia, ama quest’arte tanto quanto il tè. Questa volta ha ascoltato l’istinto, ha fatto una sorta di esperimento, associando un filato ad ognuno dei Sei sentieri [7].
Solitamente, tutte le volte che inizia un nuovo lavoro sceglie un tè che possa accompagnare la nuova esperienza. Questa volta invece ha tentato il contrario: assaporando i nuovi tè, si è lasciata guidare nella scelta della lana più adatta.
Così Anji Bai [8], timido e delicato, le ha regalato una sensazione di appagamento e calore non comuni: il suo filato dunque è stato il cachemire purissimo. Il Jasmine Bai Hao Yin Zhen [9], dolce, profumato e intenso, l’ha condotta senza esitazione ad un misto di lana merinos e seta prodotta artigianalmente in Uruguay, tinta a mano in grandi calderoni. Il Song Zhong Dan Cong [10], dal carattere schietto e deciso, l’ha portata a scegliere un tweed prodotto in Scozia, rustico ma caldissimo.

Il nuovo anno è iniziato così, insieme.
Molti di voi hanno avuto piacere a condividere con me momenti, luoghi e stati d’animo che si intrecciano o si generano grazie ai miei tè, ridisegnando così ad ogni racconto un sapore nuovo.
Avere l’occasione di compartecipare alla vostra quotidianità, così come alla vostra straordinarietà, è uno degli aspetti più belli di questo mestiere di bottegaia. Mi piace stare a vedere quali vie intraprendono le foglie che ho scelto, in quali meandri si vanno ad infilare, cosa accendono, cosa suscitano o modificano. Cosa migliorano o peggiorano, chi uniscono, cosa ricordano. Quali speranze sorreggono, quali eventi festeggiano. Quali ferite sanano, quanti baci insaporiscono.
Grazie ai vostri racconti i miei tè si fanno energia, smettono di essere solo liquore caldo e diventano storie.

Mi sorprendo sempre di come siate capaci di rendere questo luogo assai poco virtuale. Con le vostre email, le recensioni, i messaggi su Facebook e le chiacchierate su Skype, sapete reinterpretare e reinventare questo spazio, così come lo spirito che lo anima, continuamente, allargando le pareti della bottega ogni volta un po’ di più.
Siamo in perpetuo reciproco ascolto.

Questo primo post del nuovo anno vorrei lo costruissimo insieme. Come fosse una sorta di formula magica di buon auspicio per nuovi giorni potenzialmente pieni di tutto e del loro contrario.
Mi piacerebbe che ciascuno lasciasse la traccia di un momento in cui nell’anno appena trascorso i miei tè sono stati protagonisti o spettatori di qualcosa che per voi è stato significativo. Mi piacerebbe lo faceste con estrema libertà, nel modo e attraverso il canale che preferite, che vi viene più naturale: con una email, tra i commenti, con un messaggio privato su Facebook, con una fotografia, un disegno, con un video o un qualunque supporto audio, utilizzando il vostro nome o un qualsiasi nickname. Per conoscere e riconoscere i profumi, per osservare in quanti modi le volute di fumo possono tratteggiare figure nuove, inaspettate.
Per non stare da soli davanti alla propria tazza. Per vedere quante cose può essere un tè.

L’intenzione è quella di raccogliere tutte le tracce in un unico file, consultabile e aggiornabile in ogni momento. Mi auguro diventi il vostro diario del tè.
Teniamo memoria delle miscele che preferite, di come siete soliti prepararle, degli accessori che utilizzate, di tutti i dettagli più svariati che avrete voglia di condividere. Così chi varca la soglia della bottega per la prima volta può seguire la scia dei vostri aromi e sedere accanto a chi gli appare più affine.
Tra un anno potremo ritrovarci qui e vedere se e quanto siamo cambiati, se i nostri gusti sono rimasti gli stessi, se siamo diventati più abili nella preparazione, più golosi, esigenti o se siamo rimasti tradizionalisti. E perché no, se abbiamo intrecciato nuove amicizie e condiviso ulteriormente.

Tra le prime venti tracce ne sorteggerò una a cui desidero ricambiare lo stesso dono di compartecipazione: un invito reale a bere una tazza calda insieme, unitamente ad un accessorio del tè della mia collezione personale, quella che utilizzo ogni giorno, e uno dei miei libri sul tema.
L’anno che arriva vorrei vedesse nuove interazioni, nuovi scambi, confronti, nuova curiosità, solletico.

Lascio aperta la porta della bottega.
Tengo la stufa di Antonella accesa, vi offro la crostata di Lucrezia.
Porgo a Deborah la poltrona più ampia perché il suo pancione stia comodo. E indosso un maglione a tweed fatto da Giovanna.
Raccontatemi chi avete incontrato tornando dalla Posta.