Fettuccine del drago nero

È un uomo dal volto rassicurante Paolo. Ha un sorriso accogliente, è gentile, si sta molto bene in sua compagnia.
La sua passione per il tè nasce più di 10 anni fa nella sua erboristeria. In quel periodo i tentativi di proporre vari tipi di tè furono vani: andare oltre i soliti infusi di frutta sembrava impossibile, soprattutto in un piccolo paese.
Dal 2001, anche con l’aiuto della stampa che ha cominciato a diffondere la conoscenza del tè e delle sue proprietà, la gente si è lasciata sedurre da un’inspiegabile passione per l’Oriente. In quel momento ha avuto inizio il percorso de Il Signore del tè, che oggi è diventato il suo marchio.
A Paolo piaceva l’idea di questo personaggio immaginario, ispirato a Lu Yu (autore del testo Il canone del tè), che “potesse proporre ai neofiti un mondo da scoprire e agli appassionati le prelibatezze citate nei libri che narravano di tè”. Un personaggio immaginario che ama sorbire i suoi tè conversando amabilmente con i suoi ospiti, “così come mi piace sia in negozio”.

La boutique di Paolo propone una carta dei tè interessante: colpisce la vasta selezione di Oolong naturali e tè pressati. Tra gli aromatizzati, l’esclusiva miscela che porta il nome del marchio ha una base di Ceylon, semi di cardamomo e fiori d’arancio.
Paolo predilige gli Oolong, ma ama anche alcuni tè verdi come il Taiping Hokui, il Jasmine Jade Pearls e il tè bianco imperiale indiano di Ambootia.
Le tazze che usa più spesso sono due: quelle cinesi in terra Yi Xing, tipiche della cerimonia Gong Fu, e quella classica con piattino e coperchio che gli consente di non rinunciare al piacere della tradizione europea.
In una tazza di tè Paolo ritrova il suo “mondo di rifugio”, in cui si ripara quando quello che lo circonda gli sta stretto. È un mondo parallelo dove lo accolgono paesaggi orientali ricchi di colori e aromi, di ricordi di momenti che, forse, non ha mai vissuto.

Cene insieme a…tè” è un appuntamento periodico che Il Signore del tè dedica a tutti gli appassionati della bevanda e della gastronomia in generale. I piatti proposti sono a base di tè e si accompagnano con varie degustazioni della stessa bevanda; rappresentano una bella occasione per ritrovarsi con clienti e non, al di fuori dello spazio del negozio, per approfondire la conoscenza delle foglie profumate, divertirsi e vivere un’esperienza gastronomica diversa.
In uno dei menu più recenti, Paolo ha proposto, con la collaborazione dell’amica Emma Facchin, cuoca e moglie del proprietario della Trattoria Ai Capitelli a Vo’:
– sangria al tè Darjeeling
– petto d’anitra con salsa all’infuso di frutti di bosco e bacche di mirtillo
– cipolline caramellate al tè bianco all’arancio
– patate al forno profumate al tè nero
– dolce Regina Del Giardino al tè alla rosa

Le fettuccine del drago nero, di cui ci regala gentilmente la ricetta, nascono dall’idea di unire la tradizione cinese a quella dei Colli Euganei, con l’intento di ottenere un piatto originale dal gusto imponente.

Ingredienti (per 4 persone):
Per l’ impasto:
• 400 g di farina 00
• 4 uova
• 1 pizzico di sale
• 5 g di tè Tie Kuan Yin polverizzato
Per il ragù:
• 400 g di polpa d’ anitra
• 1 carota
• 1 costa di sedano
• 1 piccola cipolla
• 100 g di polpa di pomodoro
• 400 ml di tè Lapsang Souchong
• 1 litro di tè Tie Kuan Yin
• Olio extravergine di oliva
• sale, pepe.

Miscelate il Tie Kuan Yin polverizzato (usando un tritatutto) alla farina e poi procedete tradizionalmente alla preparazione delle fettuccine casalinghe.
Tritate sedano, carota e cipolla e fate appassire in poco olio extra vergine di oliva.
Aggiungete la polpa d’ anitra tagliata a pezzetti e fate rosolare per 5 minuti.
Aggiungete il Lapsang e fate evaporare, a fuoco alto, per 2 minuti quindi unite al tutto anche il Tie Kuan Yin.
Portate a bollore, mettete un pizzico di sale e poi versate il pomodoro.
Continuate la cottura per circa 30 minuti (o comunque fino a che la carne risulti tenera e il fondo di cottura si sia ristretto sufficentemente) e poi aggiustate di sale, se necessario, e di pepe.
Nel frattempo portate a bollore abbondante acqua salata. Cuocete le fettuccine per circa 5 minuti quindi scolatele e servitele con il ragù d’anita, utilizzando delle foglie di tè usate per decorare il piatto.

(Foto di Paolo Candeo)

Qualora foste interessati alle iniziative de Il Signore del tè, potete segnalare il vostro indirizzo email a: shop@signoredelte.it

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8 Commenti a “Fettuccine del drago nero”

  1. utente anonimo Scrive:

    buongiorno carissima, devo dire che la ricetta che pubblichi, mi affascina molto. Conosco benissimo quella originale, dato che per metà sono vicentino (di montagna). Ora per poterla eseguire devo solo procurarmi 5 g di tè Tie Kuan Yin polverizzato…ma dove?

    Potrei utilizzare quachosa di simile?

  2. utente anonimo Scrive:

    bella presentazione di Paolo signore del tè, mi hai incuriosita.

  3. Acilia Scrive:

    @Sergiott

    Non esiste qualcosa di simile, il Tie Kuan Yin ha un aroma unico 🙂

    Non è difficile trovarlo, lo stesso Paolo de Il Signore del tè effettua spedizioni in tutta Italia.

    In alternativa posso procurartelo io a Milano.

    Un caro abbraccio

  4. utente anonimo Scrive:

    Ciao Acilia,sono anni che tu ed i tuoi aromatici scritti mi fanno compagnia..ti ho citato nel blog del mio myspace (http://www.myspace.com/darkglitterchica)per dare il benvenuto!

    Complimenti e grazie per la tua fresca poesia..buona strada! ^____^

  5. utente anonimo Scrive:

    Ciao! Il tuo blog è semplicemente UNICO!

    Anche io amo il tè, le sue infinite variazioni e il piacere che solo il suo aroma è in grado di darmi!

    Mi piacerebbe donarti il premio brillante…Dovresti passare da me e ritirarlo: http://favoledipane.blogspot.com/2008/07/guarda-come-luccica.html

    E’ molto semplice basta seguire il regolamento!

    A presto

    Joe

  6. utente anonimo Scrive:

    Che bello, un menù tutto a base di tè…anche io sto facendo i miei primi esperimenti con il tè in cucina, ad esempio col matcha, e devo dire che sono piacevolmente sorpresa. E’ importantissimo, secondo me, aprire il nostro cuore e la nostra “boccuccia” ad esperienze gustative nuove: la mente si apre, i sensi si accendono e il cervello si mette in movimento! Ciao, un abbraccio! Romy

  7. utente anonimo Scrive:

    Sembra un piatto delizioso, ma credo che lo gusterei piu` volentieri con una temperatura piu` bassa. In autunno la provero` di sicuro. Quanto al Signore de te` sono rimasta colpita dalla bonta` del suo darjeeling oolong e cosi` una mia amica inglese che l’ha apprezzato tantissimo.

    un bacio.

    Kja

  8. Acilia Scrive:

    @Federica

    Mi fa molto piacere farti compagnia, ti ringrazio per i complimenti e per la citazione.

    @Joe

    Grazie per il premio, sei stata gentilissima 🙂

    @Romy

    Mi auguro che prima o poi tu voglia condividere con noi uno dei tuoi esperimenti.

    Sono d’accordo con te, assumere un atteggiamento di apertura nei confronti di molte cose è assolutamente necessario.

    Kja

    Sono contenta che abbiate apprezzato il tè. Oltre a questo Oolong, di Paolo adoro il Qiandao Chunlu, un tè verde cinese di straordinaria freschezza.

    Ricambio il tuo bacio, a presto.

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