mar, 2 agosto 2011
Articoli marcati con tag ‘teiere’
gio, 7 ottobre 2010
Il pruno bianco
ritorna secco.
Notte di luna.
(Yosa Buson)
Dal candore dei fiori di prugno desidero cominciare.
Delicati e fragili, sono alcuni tra i primi fiori a sbocciare all’inizio dell’anno, nonostante il gelo dell’inverno. In Giappone, nel corso degli anni hanno assunto una connotazione religiosa e commemorativa; hanno scritto anche una gustosa leggenda che li riguarda.
Insieme alle foglie d’acero, ai fiori di glicine blu e a quelli della sanguinella, i fiori di prugno sono i protagonisti di una delle nuove sette preziosissime teiere giapponesi (kyusu) che da oggi entrano a far parte della bottega virtuale. Si tratta di una piccola linea esclusiva, che in futuro nutro la speranza di ampliare, di ceramiche realizzate e dipinte a mano da una serie di artisti giapponesi: un inno non solo alla bellezza e alla raffinatezza, ma anche alla praticità e alla qualità, un omaggio all’artigianato artistico.
Banko-Yaki, Tokoname, Kutani-Yaki, Gyokko, Shoyou: sono solo alcuni dei nomi che concorrono a rappresentare questo microcosmo di grande fascino. Hanno una bella musicalità, raccontano storie di mani e di luoghi, tradizioni, forme e colori che abbiamo l’opportunità di accostare ai nostri riti del tè quotidiani.
Essendo lavorata a mano, ognuna di queste teiere è un’opera d’arte unica, irripetibile: non esistono due esemplari perfettamente uguali. Anche per questa ragione, al momento è disponibile un solo pezzo per ogni tipologia: non sono prodotte in serie, sono ordinate e commissionate agli artigiani che provvedono a realizzarle appositamente e che richiedono l’attesa di un tempo. Ciascuna passa dalle mani del ceramista alle vostre, dal suo tavolo di lavoro al tavolo della vostra cucina, ad intrecciare passioni comuni, a mischiare gli odori. Mi piace pensare che qualcuno abbia fatto qualcosa apposta per me e che io possa fare qualcosa apposta per voi.

L’arte della lavorazione dell’argilla, la ceramica, a partire dal periodo neolitico ha conosciuto uno straordinario sviluppo in Giappone, con un’alternanza continua di tecniche e stili. Il suo utilizzo si è sempre esteso a tutti i livelli sociali, dai prodotti popolari a quelli esclusivi della cerimonia del tè.
Il filo conduttore tra gli artisti di tutte le epoche è senza dubbio l’originalità, lo splendore, l’eleganza, lo stile e l’impatto sintetizzati in ogni loro creazione.
L’invito che vi porgo è quello di visitare la pagina di ognuno di questi capolavori, per penetrare nei loro luoghi di origine, nelle interessanti tecniche di manifattura e nelle storie che stipano sotto i coperchi, per smarrirsi nelle suggestioni suscitate dalla loro forza espressiva, come ad intraprendere un viaggio.
Vi invito a muovervi tra glicini in fiore, pagliuzze d’oro impalpabili, geometrie tridimensionali, colate di lucentezza. Fino a fermarvi sotto un prugno bianco, per una notte di luna.
mer, 28 gennaio 2009
Sono Sara e seguo il tuo sito da un po’ di tempo. Adoro il tè e pian piano mi sto avvicinando a questa dimensione fantastica.
Da sempre bevo tè nelle bustine, tuttavia in questi ultimi mesi ho scoperto il piacere (e soprattutto le qualità benefiche) del tè verde. Quindi niente più bustine, mi sono recata nel negozio della mia città e ho fatto rifornimento di Bancha.
È un rito che adoro, mi rilassa e mi fa sentire bene. Lo bevo circa tre volte al giorno e sono felice di aver scoperto un piacere così rasserenante e al tempo stesso così salutare
Tuttavia ho ancora alcuni dubbi che ho pensato tu potresti risolvere.
Dunque, ho acquistato un set da tè giapponese, con teiera in porcellana piccola e tazzine altrettanto piccole. L’acqua da riscaldare sul fuoco deve essere inserita in un contenitore a parte e poi una volta portata a ebolizione versata nell’apposita teiera con le foglie di tè?
Mi pare di aver letto da qualche parte che la teiera (meglio se di argilla) va messa direttamente sul fuoco…ma non oso immaginare la teiera piccola che ho acquistato sulle fiamme, potrebbe rompersi no?
Scusa la domanda che forse ti sembrerà stupida.
Intanto grazie dell’attenzione.
Ciao,
Sara [Bergamo]
ti ringrazio per avermi scritto, mi fa molto piacere che tu segua il mio sito da tempo.
Abbiamo iniziato tutti dal tè in bustine, è apprezzabile che tu abbia voglia di avvicinarti alle foglie sfuse
Non preoccuparti, la tua domanda non mi sembra affatto stupida; trovo che nessuna domanda lo sia, la curiosità è un istinto sano, sempre.
Dunque, in merito ai tuoi dubbi:
- prima di ogni altra cosa, l’acqua per preparare il tè (soprattutto se si tratta di tè verde come nel tuo caso) non va MAI portata ad ebollizione. Basta scaldarla fino a 60/70°C per i tè verdi e circa 85/90°C per i tè neri;
- assolutamente NO alla teiera sul fuoco; solo in rarissimi casi, quando per esempio la teiera è di ghisa, può essere messa direttamente sul fuoco con lo spargifiamma (ma personalmente preferisco non farlo mai, perché si corre il rischio di rovinarla dimenticandola per un minuto in più). In caso contrario, per tutti gli altri materiali (quindi anche per la tua porcellana), è sufficiente scaldare la teiera con acqua calda corrente, in modo che dopo, durante la preparazione, non raffreddi immediatamente il tè. A questo punto, l’acqua da scaldare sul fuoco può essere messa in un comune pentolino di acciaio.
Quindi riassumendo i passaggi:
1) scaldare la teiera con acqua calda corrente, all’interno e all’esterno, e se possibile anche le tazzine;
2) scaldare l’acqua per il tè sul fuoco in un pentolino di acciaio;
3) svuotare la teiera dall’acqua corrente e metterci dentro le foglie di tè (che con il calore e la leggera umidità inizieranno ad idratarsi e liberare l’aroma);
4) quando l’acqua nel pentolino avrà raggiunto la giusta temperatura, versarla nella teiera sulle foglie, coprire per il tempo che occorre, rimuovere le foglie e servire.
Mi auguro di esserti stata utile e di essere riuscita a spiegarti tutto con chiarezza. Rimango a tua disposizione per qualunque altra informazione.
Buon tè e buona serata.
Acilia
ven, 28 luglio 2006
Le teiere conservano il ricordo, si dice.
Poche cose, e forse anche poche persone, sono in grado di farlo realmente.
Un proverbio inglese dice che il cammino per il paradiso passa attraverso una teiera; sarà perché conserva il ricordo di tutta una vita.
Oggi voglio prendervi per mano e condurvi in un angolo della cucina lontano dalla luce: è lì che conservo le mie teiere, i miei ricordi.
Di terracotta, di porcellana, di ghisa, di vetro, di ceramica, argento, arrotondata, dritta, a becco lungo o corto: ad ogni miscela la sua. Diversi tipi di foglie richiedono diversi tipi di teiere.
Proprio perché queste madri panciute possiedono una memoria, si è soliti raccomandare di preparare sempre la stessa infusione nella stessa teiera, in modo che anch’essa prenda corpo e aggiunga al gusto qualcosa di suo.
(I grandi Maestri continuano a ripetere che il valore di un uomo passa anche attraverso il gusto del contenitore in cui prepara il tè.)
L’ideale per ogni tipo di tè resta la teiera in terracotta (che è anche la meno cara), a patto che vi ricordiate di non riporla mai in luoghi dove può assorbire altri odori.
Qui di seguito vi riporto un piccolo promemoria di teiere in terracotta che bisognerebbe avere in casa per non tradire il gusto alla base di ogni foglia:
- una per i tè verdi
- una per i tè neri non fermentati
- una per i tè neri fermentati
- una per i tè semi – fermentati (Oolong)
- una per i tè bianchi
- una per i tè aromatizzati
Se invece amate assaggiare continuamente vari tipi di tè, allora optate per le teiere in vetro, ceramica o ghisa, che possiedono meno memoria. E ovviamente utilizzatele solo per la preparazione del tè e non per altri tipi di bevande o tisane.
Una buona teiera, come una buona pipa, deve potersi patinare con l’uso, ossia ricoprirsi al suo interno di una sottile crosta marrone e per preservare questa patina vi sconsiglio naturalmente di lavarla con qualsiasi detergente: sciacquatela solo con acqua calda e poi lasciatela asciugare rivoltandola.
Quando non utilizzate le vostre teiere, abituatevi a lasciarle aperte con il coperchio accanto, in modo che circoli l’aria e non rischino di ammuffire. In quelle di terracotta provate a lasciare qualche foglia di tè all’interno, perché così assorbono tutta l’umidità.
Adesso, non vi resta che scegliere il posto migliore dove riporre il vostro ricordo.
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