Articoli marcati con tag ‘tè’

Foglie Nomadi

È un progetto coraggioso: Foglie Nomadi mi solletica da diverso tempo.
Per usare parole semplici, si tratta di una sala da tè itinerante. Del resto la cultura del tè è strettamente legata al nomadismo.
L’idea nasce dalla constatazione di una mancanza, soprattutto nell’Italia del sud, nella mia terra. Nel meridione non ci sono sale da tè dove si possano bere tè in foglia, dove vi sia qualcuno che vi racconti, che vi guidi nelle degustazioni, che vi proponga, vi inviti alla scoperta, che vi accolga.
Di contro molte sono le richieste che da voi mi arrivano attraverso il blog, la bottega virtuale e Facebook, di luoghi dove potersi incontrare, sorseggiare un tè di buona qualità preparato bene, soddisfare curiosità.
Se inaugurassi un’unica sala non sarebbe raggiungibile da tutti. Per questo ho ritenuto sarebbe stato meglio renderla itinerante, in costante movimento e trasformazione, in continua evoluzione.


La proposta è rivolta a ristoranti e bar che, con cadenza settimanale o mensile, nelle ore pomeridiane avrebbero piacere ad allestire i loro tavoli con tazze e teiere. Al bollitore, alle foglie e alla conoscenza provvedo io. Sarò io stessa a servirvi.
Stabiliremo insieme di volta in volta quali tipologie di tè assaggiare, quali ritualità esplorare, quante infusioni delle stesse foglie sperimentare, quali sfizi culinari abbinare. Scambieremo impressioni, racconti di viaggi, fotografie, indirizzi, condivideremo video dei luoghi di raccolta e produzione.
In questo modo, solo in questo modo, nell’arco di un tempo ristretto il panorama gastronomico italiano può popolarsi contemporaneamente di molteplici case da tè, ciascuna con il proprio stile, arricchendo la propria offerta e tendendo una mano agli appassionati.

Qualora foste strutture interessate non esitate a contattarmi. Comincerò con 3 ristoranti.
Vi aspetto. Per sfidare lo spazio.

Buon Natale

I regali per voi sono il regalo per me.
Grazie.




Il cimitero dei vecchi tè, di vecchie condivisioni


Libri per Tè

La scrittura e la lettura si legano perfettamente all’universo del tè. Condividono il potere evocativo, conducono verso la calma, esaltano il culto della lentezza, celebrano il valore del dettaglio.
Numerosi scrittori si sono lasciati ispirare dal tè, o lo hanno scelto come pretesto intorno a cui far agire i propri personaggi, spesso con risultati molto piacevoli.
Quella che vi propongo è una selezione di titoli di vario genere, perché anche coloro che non amano bere il tè possano apprezzarlo attraverso il gusto delle parole.

РBevendo il t̬ con i morti, di Livia Candiani, Viennepierre.
Una raccolta di poesie bellissime, un libro di alti contenuti.
“In India dove ho vissuto per un po’, quando ti succede, quando ti muore qualcuno, vengono a trovarti, le donne soprattutto, e siedono con te, ti circondano le spalle con un braccio, scuotono un po’ la testa, sussurrano: “Mmm, nnn, ntc, ntc…” sai quei piccoli versi per dire “Eh, non doveva andare così, ma è così che va…” e ti fanno il tè, o ti mettono uno scialle sui piedi”.

Gli angeli preferiscono il tè, di Giusi Fioretti, Ennepilibri.
A metà tra un giallo e un fantasy, è un testo scorrevole e accattivante. Il titolo è un riferimento scherzoso alla condizione esistenziale dei protagonisti della storia che, come recita una filastrocca del romanzo “preferiscono il tè, lo preferiscono al me, di cui non sanno il perché essendo privi del Sé”.

I giorni del tè e delle rose, di Jennifer Donnelly, Sonzogno.
Un romanzo di ampio respiro, delicato, ben scritto, che descrive una Londra molto suggestiva e che racconta dell’amore, di sogni e di speranza.

Il profumo del tè alla menta, di Vittorino Mason, Nordpress.
Un romanzo semplice e sincero, il viaggio di chi in viaggio si sente già prima di partire, di chi atterra in un Paese che in qualche modo già gli appartiene.
“Le pagine di un percorso dove il profumo del tè alla menta ha pervaso di armonia ogni momento lasciandomi dentro un’indelebile sapore di poesia”.

La luna lontana e il profumo del tè, di Don Lee, Kowalski.
Una narrazione molto raffinata per un noir ambientato in Giappone, che indaga il tema della ricerca della propria identità.

Mi chiamo Sally, ogni tanto bevo una tazza di tè, di Silvana Turchi, Vele Bianche.
Un romanzo limpido con un ottimo ritmo, che esordisce sulle pianure della riflessione e che all’improvviso sale sulle vette di una montagna, metafora dei saliscendi della vita.
È la storia di un dramma familiare curato con la complicità di una natura intima e grandiosa.

Caffè, tè, me?, di Trudy Baker, Rachel Jones, Donald Bain, Sperling & Kupfer.
Le autrici sono due ex hostess della Eastern Airlines che hanno realizzato quest’opera a sei mani con Donald Bain, da anni scrittore di best-seller e rinomato autore della serie televisiva La signora in giallo.
È un romanzo di humor, un salto indietro negli anni Sessanta, gli anni d’oro dell’aviazione civile, gli anni a cui si ispira questa vecchia e grossolana battuta: “Caffè, tè, me?” pronunciata dalle hostess entrando nella cabina di pilotaggio…

– Il tè delle streghe topoline, di Barberl Haas, Il Punto d’Incontro.
Una lettura avvincente adatta ai più piccoli, che narra di magia e di amicizia. Uno squarcio fantastico sul mondo delle streghe buone che ogni mercoledì pomeriggio si incontrano per bere il tè.

Tè e tenerezza, di Katie Fforde, Polillo.
Un libro di narrativa femminile, i cui ingredienti principali sono la campagna inglese e uno spiccato romanticismo. Ha un passo lento e piacevole, e lo stesso calore di una tazza profumata in un pomeriggio d’inverno.

РUn t̬ alla salvia per Salma, Fadia Faqir, Guanda.
Un romanzo di grande attualità che descrive l’orrore di vite oppresse da codici d’onore arcaici e patriarcali. Un libro che non si riesce ad abbandonare, nato dalla penna di una donna impegnata sul fronte della tutela dei diritti civili delle donne nei paesi di religione musulmana.

Una tazza di libri, uno scaffale di tè, Gianandrea Antonellis, Edizioni Il Chiostro.
Una raccolta di racconti dedicati ai libri che vanno gustati senza fretta, suggendoli parola per parola, frase per frase, come si farebbe con una calda tazza di tè.

Pensieri del tè, Guido Ceronetti, Adelphi.
Il libro di un poeta, filosofo, traduttore, giornalista, drammaturgo e marionettista, la cui penna è tagliente e dissacratoria.
Una raccolta di aforismi il cui stile, a dispetto del titolo del libro che rimanda a momenti di calma e relax, segue un ritmo nervoso e incostante, particolarmente adatto alle tematiche affrontate.

Un tè a Ramallah: diario di sei mesi di interposizione pacifica in Palestina, Aa.Vv., Editrice Berti.
È il diario di chi si è spinto nelle zone più remote e meno frequentate dai giornalisti. Un libro importante e controcorrente pubblicato con la rivista Terre di mezzo che mostra ciò che i grandi media non sanno o non vogliono vedere.

Tè al rhum, Annalisa Rossi, Il Filo.
Prima pubblicazione della scrittrice, è un racconto appassionato e coinvolgente. Narra di sogni, ricordi e incertezze di una donna tesa alla perenne ricerca di qualcosa. Un omaggio al valore catartico della scrittura, che spesso aiuta a metabolizzare e comprendere molte scelte.

L’alga del tè, di Simone Falorni, Tabula Fati.
Un racconto intrigante e avvincente con un finale a sorpresa.
“Come rifiutarsi, una volta ottenuto il dono? E cosa dare in cambio, che abbia altrettanto valore?”

Il tè e l’amore per il mare, di Fazil’ Iskander, Edizioni E/O.
Un volume diviso in una serie di deliziosi racconti che rappresentano momenti di vita dello stesso personaggio. Un libro gradevole, adatto anche ai giovanissimi.
“Sentiva che il mare, che amava tanto, poteva essere crudele e indifferente, ma lo amava lo stesso, come si ama la vita, sapendo che può essere sia indifferente che crudele, e tuttavia aspettandosi ostinatamente da lei il miracolo della felicità”.

Tre tazze di tè. La storia di un uomo che ha sconfitto il terrorismo…una scuola alla volta, di Greg Mortenson e David O. Relin, Nuovi Mondi Media.
Un libro prezioso, la storia vera di un uomo semplice che, da solo, promuove l’educazione e la cultura in alcune delle zone più povere e inaccessibili del pianeta.
“Una storia vera, di speranza e di emozione”.

L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery, Edizioni E/O.
Scritto da una donna con pensieri, emozioni, gesti molto femminili. Forse un romanzo più per donne che per uomoni in cui il tè è un appuntamento quotidiano dedicato a un’amica.
[Suggerito e recensito da Insula]