Articoli marcati con tag ‘tè verde giapponese’

Gelatina al Genmaicha con pezzi di pesca

Loretta è un nome allegro, frizzante. Rispecchia perfettamente il suo modo di essere, positivo.
È una lettrice fedele di questo blog e dalla nascita della bottega virtuale è anche cliente affezionata, una delle prime ad avermi accordato piena fiducia. Una donna entusiasta, attenta, sensibile.
Fortemente appassionata di cioccolato, si diletta spesso nella preparazione di praline particolari che condivide con la famiglia e gli amici. La immagino così, circondata da antiche pentole di rame ricolme di creme, in una cucina di legno scuro alla luce di un sole di tarda mattina. Mi piace pensare che si muova con movimenti svelti e sapienti e che nell’aria imprima una scia lieve di cacao.

Loretta predilige da sempre i tè neri aromatizzati, sceglie raramente i tè naturali sebbene di recente abbia iniziato ad apprezzare i verdi.
Consuma il suo rito quotidiano in un mug natalizio molto alto che tiene in ufficio, anche se la tazza che preferisce è quella bassa rigorosamente bianca, perché si possa guardare il colore del liquore. Quando sceglie invece di accompagnare il tè ai pasti, utilizza due servizi in particolare: uno di vetro con delle tazze sottilissime, l’altro verde di stampo giapponese con due tazzine disuguali senza manici.
Considera quello del tè un momento speciale, una coccola per la sua anima e per quella degli altri, un rito di centratura e di conciliazione con il mondo. Ne beve tutte le mattine e quando arriva il freddo il rito si ripete anche nel pomeriggio e nel fine settimana.
Le piacerebbe creare una miscela aromatizzata con mandorle, panna, vaniglia e scorza di limone, su base nera di un Darjeeling secondo raccolto.

In occasione di una cena con pochi amici  ha sperimentato una mousse di cioccolato abbinata ad una gelatina di tè Genmaicha con pezzi di pesca. È una ricetta semplice, veloce, che si può abbinare anche a molte altre pietanze e che riscuote un successo sicuro.

Tagliate della polpa di pesca gialla matura a tocchetti. Preparate intanto un infuso concentrato di Genmaicha sufficiente a riempire per poco più della metà delle ciotoline individuali, possibilmente di vetro trasparente, pesando preventivamente l’acqua necessaria.
Nel frattempo mettete a bagno in acqua fredda 2 g di gelatina in fogli per ogni 100g di infuso. La proporzione è un po’ in difetto rispetto a quanto previsto dalle confezioni, per mantenere un più alto grado di freschezza dovuto alla sensazione “acquosa” che una gelatina più lenta dà al palato. Se desiderate avere un effetto più “fermo”, utilizzate 4 g per 100 g come previsto.
Quando i fogli si saranno ammorbiditi, toglieteli dall’acqua, strizzateli e metteteli nell’infuso, mescolando finché non si saranno sciolti. Disponete nelle ciotole i pezzetti di pesca in modo da coprire bene il fondo e versatevi sopra l’infuso.
Quando il composto non sarà più caldissimo, mettete le ciotole in frigorifero, fino al momento di servire.

Gelatina

Pillole di Matcha

Il tè si presenta in una miriade di forme. Può essere rugoso e rattrappito come stivali mongoli, dritto ma floscio come la giogaia di uno zebù, convoluto come le nuvole che fluttuando escono da dietro una montagna, leggermente ondulato come acqua increspata da una lieve brezza“. [Lu Yu, da il Canone del tè]

Il tè si presenta in una miriade di forme. Nel pensiero comune si è soliti collegarlo all’immagine di una tazza fumante, una bustina, una foglia; le menti più esperte lo riconducono anche a panetti di foglie pressate (nel caso dei tè Puerh), a piccoli fiori (nel caso dei tè lavorati) o ad una polvere impalpabile. Probabilmente nessuno lo associa ad una pillola.
Grazie all’ormai noto ingegno dei giapponesi, da oggi può accadere: le capsule di tè Matcha rappresentano una nuova maniera per occidentalizzare la loro bevanda più rappresentativa, per adattarla alle nostre esigenze spazio-temporali e per raggiungere tutte le generazioni che non vogliono saperne di teiere, infusori, tazzine e termometri.
Costituite al 100% da ingredienti naturali, sintetizzano l’essenza delle sostanze benefiche caratteristiche del tè Matcha, prima tra tutte la catechina. Assumendo 2 o 3 capsule al giorno, potremmo prevenire l’invecchiamento cellulare, abbassare la pressione, ridurre il colesterolo, ridurre gli zuccheri nel sangue e osteggiare virus e batteri. Il tè Matcha possiede la più alta concentrazione di antiossidanti rispetto a tutti i frutti e vegetali conosciuti attualmente, vanta 4 volte la quantità di beta-carotene contenuto nelle carote, utile a neutralizzare gli effetti negativi dei radicali liberi.

Le capsule si possono utilizzare in vari modi:
- assumendole con acqua calda e trattenendole nella bocca per sentire l’aroma del tè;
- aprendole e spruzzando il tè Matcha direttamente sugli alimenti;
- aprendole e utilizzando la polvere di Matcha durante la preparazione di cibi dolci o salati.


Qual è la vostra opinione in merito? Di questo nuovo modo di vivere il tè, quali aspetti reputate positivi o negativi?