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Sei nuovi sentieri

La danza è un’arte antica, sinonimo di grazia, di armonia. È la forma di espressione più calzante al fine di presentarvi le sei nuove eccellenze che entrano a far parte da oggi nella bottega virtuale.
Arrivano dalla Cina e da Taiwan, sono il frutto di raccolti che affondano le radici in tempi antichissimi, la sintesi di condizioni ambientali e geografiche particolarissime. Sono il risultato di lunghe ricerche appassionate, dell’amore per la scoperta, della forza dell’impegno e della fiducia: serbano il fascino della storia e dei doni del tempo.
Come la danza, che permette di esprimere stati d’animo attraverso il corpo, queste foglie si rendono capaci di esprimere un sentire mediante forme, colori, aromi che evocano la dimensione del sogno.

Si tratta di sei sentieri, alcuni dei quali sono situati su monti altissimi, altri su colline scoscese. Percorrendone alcuni si scoprono fragranze di pesca, lavanda, miele e mosto d’uva; attraversandone altri si percepiscono sentori di erba fresca, di orchidea, nocciola e fragoline di bosco.
Sono delle esperienze, dei fremiti. Sei tazze che vi sarà naturale personificare, traducendole in vecchie amicizie che possiedono il dono della saggezza e del conforto.

Un tè verde, un nero, un bianco naturale ed uno profumato e due semi ossidati con differenti percentuali di ossidazione. Il panorama olfattivo e gustativo è molto ampio e in grado di soddisfare ogni palato.
Sono tutte foglie sapientemente lavorate a mano: alcune vengono raccolte appena prima che raggiungano la maturità, altre quando ancora sono dischiuse, tra la veglia e il sonno, altre ancora vengono stipate per più di dieci anni perché conquistino la giusta consapevolezza.
Per alcune ci sono voluti 900 anni di ricerche storiche perché se ne scoprisse la piantagione, per altre è servito coraggio per rilevarne la coltivazione dopo decenni di abbandono e di crescita selvatica. Talune godono di meravigliosi tramonti e in tazza ne liberano la luminosità e il calore.

Ciascuno di essi ha bisogno della stagione ideale, della giusta quantità di luce e della temperatura più adatta per realizzarsi pienamente. Alcuni richiedono una temperatura tra i 7 e i 10°C perché l’arrivo del caldo scurirebbe eccessivamente le foglie e perché il freddo favorisce una produzione di teanina superiore rispetto agli altri tè, conferendo al liquore spiccate proprietà rilassanti. Altri  prediligono giornate di sole alto, utile ad asciugare l’umidità residua sulle gemme. Altri ancora impongono intervalli orari precisi di raccolta che oscillano tra le 13:00 e le 16:00, durante giornate soleggiate ma fredde, perché le foglie conservino il caratteristico profumo intenso.
Uno in particolare sceglie la notte, o per meglio dire sette crepuscoli, per perpetuare la vicinanza con i fiori di gelsomino e impregnarsi così di una gioia incosciente.
Gli equilibri sono labili, delicati, si muovono come ballerine su punte di gesso.



Sono tè dalla personalità totalizzante, sono sensuali, attraenti al primo sguardo. La lanugine dei germogli è avvolgente, il verde delle lance piatte è ficcante.
Vi lascio il piacere di addentrarvi in ciascun sentiero, in solitudine o in compagnia di chi desiderate, e scoprire ogni dettaglio.
Qualora aveste la sensazione di percepire una sinfonia lontana, abbandonatevi a questa danza.

Le CarTènine

Vi avevo parlato di lei quasi un anno fa.
Abbiamo percorso molta strada da allora, scegliendo di incontrarci spesso lungo il cammino: per condividere tazze di tè o per parlare del cielo, dei chiari di luna. Così, di pari passo, le mie foglie hanno profumato le sue stanze e i suoi disegni hanno colorato le mie.
Da questo connubio è nata l’idea di “tè e Nina”, dal desiderio di unire il pensiero e il calore e offrire l’emozione di questa fusione anche agli altri.
Da qualche mese le Cartonine stanno facendo il giro del mondo, dalle pareti dove vivono ci raccontano. E anche dagli scaffali delle librerie.

Nina (alias Francesca Ballarini) ed io abbiamo deciso di allietare l’attesa del Natale questa volta, piuttosto che il Natale stesso. Dunque fino al 21 dicembre, coloro che acquisteranno 10 Cartonine, almeno 2 delle quali apparterranno alla linea creata appositamente per Insieme a Tè, riceveranno in omaggio un sacchetto di seta cucito e adornato a mano in cui saranno contenuti 10 gr di tè (la dose giusta per preparare 3 – 4 tazze). Ho messo a disposizione due delle miscele più amate: Giardino della nonna e Brezza di seta.
Il nuovo packaging è stato ideato appositamente per l’occasione, in esclusiva per gli amici di Nina, perché assecondasse lo stile naturale ed essenziale del suo tratto, della sua arte. Dopo aver consumato il tè avete l’opportunità di riutilizzare il sacchetto, ormai pregno dell’aroma delle foglie, per profumare gli armadi o i cassetti. In alternativa, su un angolo della vasca per profumare il bagno, o sulla scrivania, sul comodino, ad impreziosirli. Se vi legate un filo di seta potete portarlo nella vostra automobile, a cavallo dello specchietto retrovisore. E perché no, potete confezionarci un biglietto d’amore da regalare a chi desiderate.


Le Cartonine sono nate per condividere e far viaggiare i segni, affinché ciò che sembra passeggero attraversi realmente lo spazio e il tempo: sono i disegni di Nina sulla carta. I miei tè possiedono uno spirito comune, anch’essi vicini al desiderio di condividere e far viaggiare sensazioni, emozioni: sono le suggestioni di Acilia nella tazza.

Questo il suo racconto.

Luisa

Si riaffaccia il primo freddo e si scava nell’armadio per indossare una giacca più pesante. Nella tasca destra capita di ritrovare un vecchio biglietto giallo dimenticato da diverso tempo. È un pezzetto di carta a quadretti che profuma di frutti e fiori, un po’ stropicciato dall’imbarazzo che ha voluto nasconderlo.
L’ho scritto nella boutique del tè in cui lavoravo, un giorno qualunque in un momento di pausa tra un cliente e l’altro. Seduta sullo sgabello di legno in mezzo alle scatole di latta color amaranto.
Ogni tanto mi capitava di scrivere poche righe per imprimere alcuni dettagli di qualche cliente. Perché mi colpiva, mi incuriosiva o mi affezionava. Era il mio modo di fotografarli per non scordarli.

Su questo biglietto ho ritrovato Luisa, una signora anziana che da subito mi ha conquistata ma che ho faticato a conquistare. Ho pensato che se lo trascrivo qui non rischio di perderlo di nuovo.

Il tè nero che preferisce contiene molti germogli dorati, tanti quante le estremità dei suoi capelli.
Entra silenziosa, a testa bassa. Ha la voce roca, indossa sempre qualcosa di rosso e porta con sé una bottiglina d’acqua naturale. Sotto il cappotto porta una borsa piccola in cui custodisce il denaro.
Luisa si reca nella boutique del tè mediamente ogni tre giorni. Spesso è di cattivo umore, è burbera e di poche parole ma dinanzi a un gesto affettuoso arrossisce e concede un piccolo spazio in cui è disposta ad accogliere.
La sua timidezza sa di rimpianto, il sorriso è sommesso. Quando si chiude la porta di vetro alle spalle, prima di andare rinnova il saluto e manda un bacio con la punta dell’indice.
Luisa ama il teatro e la poesia napoletana e conserva le bustine di tè in una grande borsa di plastica su cui si inseguono gatti e cani; talvolta le si riversa sul pavimento e le sfuggono tracce di spezie ed erbette, tracce di casa e di famiglia. Non sa cucinare ma è certa che se non fosse sola sarebbe una cuoca eccezionale.
Ha un’amica spagnola e quando racconta di lei l’azzurro che bagna i suoi occhi si increspa. Sulle mani e nei gesti porta il peso della ricchezza dei suoi anni e racconta di alberi in fiore.
È ancora molto bella, mi racconta sempre l’ultimo film visto al cinema. “Sposati e fatti una famiglia, ché rimanere da soli fa soffrire”: questo mi ha detto l’ultima volta che l’ho salutata.
Ha un odore di acqua fresca fiorita e questo, misto al suo fare timido, mi mette addosso una strana voglia di prenderle le mani.

Mi sembra di vederla arrivare dietro la porta di vetro e questa volta voglio precederla: le mando un bacio con la punta dell’indice.