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Bar Pasticceria Taveggia

Taveggia è una pasticceria storica di Milano, di raffinata bellezza. È un luogo che ha contribuito a tracciare il percorso di crescita della città e la formazione delle sue classi dirigenti; un posto molto noto, ambito, frequentato soprattutto da persone eleganti.
Era il ritrovo prediletto di Maria Callas e di altri personaggi colti e prestigiosi. I più nostalgici rammentano uno straordinario budino di riso e il migliore dei cappuccini.

Fondato da Fermo Taveggia nel 1909, nel 1997 l’insegna fu ceduta, dopo trent’anni di successo e consensi, dalla famiglia Carnelli al libanese Roland Hokayem.
A fine settembre 2006 il bar chiuse per fallimento, pare a causa di debiti, e in seguito ad una mobilitazione corale furono riaperti i battenti dopo circa un anno.
I nuovi titolari hanno rilevato le mura, mentre il nome Taveggia appartiene alla società americana Quality Tradition.
Un cammino complicato dunque, che rafforza senza dubbio il valore storico del luogo.

Le vetrine e il bancone sono quelli originali del 1909 e ancora oggi si rimane ammirati dalla preziosità dei legni e dalle splendide decorazioni.
Anche la sala da tè conserva l’atmosfera di inizio Novecento ed è arredata in stile decò, è ampia e molto luminosa. Salottini, poltroncine, cristalli e lampadari scenografici sorprendono per la loro estrema eleganza.
Teiera e tazze sono di porcellana bianca, personalizzate, e un bellissimo samovar è posto al centro della sala.
Il personale che si occupa del tè è gentile, estremamente curato nell’abbigliamento, nel portamento. E vergognosamente incompetente.
Non esiste una carta dei tè, non c’è un menu e di conseguenza non esiste un elenco degli infusi, né tantomeno i relativi prezzi. Il tutto viene cortesemente esposto oralmente dalla giovane cameriera che elenca un Earl Grey, un Gunpowder, una miscela non bene identificata chiamata Giardini di Sicilia, un Darjeeling e alcuni infusi di frutta.
Assaggiando i Giardini di Sicilia e chiedendo maggiori chiarimenti in merito alla base del tè in questione, ottengo una risposta imbarazzante: «È un tè sempre italiano».
L’acqua è eccessivamente calda e le foglie sono racchiuse in filtri confezionati artigianalmente e impreziositi da pizzi e merletti.
La teiera viene servita con la bustina già immersa da un tempo non definito e il risultato è una tazza incerta, dal sapore pessimo e dall’aroma inesistente. Il costo è di 6,00 euro e qualora avessi voluto acquistare lo stesso tè in una scatola di latta da 50 g, sarei arrivata a spenderne 18,00.
18,00 euro per 50 g di una miscela di tè aromatizzato.
36,00 euro per 100 g di una miscela aromatizzata a base di un tè non identificato.
Una cosa indecorosa, una truffa indegna.
Nei negozi specializzati, in ogni parte d’Italia, 50 g di una qualsiasi miscela aromatizzata non supera mai i 5,00 euro. Mediamente 18,00 euro è la cifra che si è disposti a pagare per 50 g di un tè naturale di ottima qualità, di raffinata lavorazione e di accertata provenienza.

Quello che resta è un’amara delusione, un profondo disagio. Una rabbia che non viene lenita nemmeno dalle scorze d’arancia ricoperte di cioccolato dal sapore acidulo e sgradevole che concludono degnamente l’avventura al Taveggia.

«Il futuro ha il sapore antico, per questo, alla base di tutti i nostri prodotti c’è una tradizione di qualità consolidata nell’arco degli anni».

Taveggia Milano 1909
via Visconti di Modrone, 2 – Milano
tel. 0276280856
info@taveggia.it