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Natale e tè da Doozo

Sabato 18 dicembre 2010, dalle ore 11.30 alle 19.00, presso Doozo Art Books & Sushi, sarà allestito da artiste giapponesi un mercatino di artigianato. Si potranno gustare anche tipici piatti giapponesi e tè verde.

Per informazioni:
Doozo – via Palermo 51/53, Roma
tel. 064815655
email: info@doozo.it

Babington’s

Ho indossato uno degli abiti più raffinati che possiedo per andare da Babington.
Mi trovo in piazza di Spagna, nel prestigioso palazzo settecentesco adiacente alla scalinata di Trinità dei Monti.

All’ingresso avverto subito un forte contrasto tra i rumori della strada e il silenzio ovattato della sala da tè. Vedo molta gente seduta ai tavoli ma tutti parlano a voce bassa.
C’è una bella luce che filtra dalle finestre, che in realtà sono vetrine.
La sala è arredata in tipico stile fine 800 e conserva tutte le decorazioni, stampe e mobili di quel periodo. Il risultato è sicuramente raffinato e signorile.

Sono state due signorine inglesi di buona famiglia a fondare Babington, nel 1893 : Isabel Cargill e Anna Maria Babington. L’intento era quello di aprire una sala da tè e di lettura per la comunità anglosassone.
Ancora oggi è gestita dalla famiglia di Isabel Cargill ed è un luogo diventato sinonimo dell’arte di servire il tè “all’inglese”, nel rispetto della più rigorosa tradizione.

Il personale ha un’aria infelice: signore con una divisa verde e rossa, dalla capigliatura impeccabile, che indossano un falso sorriso cortese e fissano i clienti in maniera insistente.
La sensazione che si ha dopo essersi accomodati è quella di essere di troppo.
Il servizio è molto curato ma del tutto impersonale. Avverto la mancanza di un sottofondo musicale che quasi sicuramente conferirebbe maggiore calore alla sala.
Ogni rivestimento è in legno pregiato, c’è un piacevole profumo nell’aria e gli specchi antichi donano all’ambiente una chiara impronta storica.
I tavolini posti negli angoli più belli, quelli che offrono gli assaggi più suggestivi della piazza, sono tutti rigorosamente riservati e sono gli unici ad essere impreziositi da vasi colmi di fiori.
Mancano i punti di errore, quelli che non si riescono a controllare. Mancano gli spazi imperfetti, quelli in cui l’apertura di una porta non è dove dovrebbe essere. 
Non ci sono parti non finite, non chiare. Non vedo cose poste in posizioni sbagliate, non classiche.

Babington ha ospitato famiglie reali, politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura e ancora oggi offre una selezione di oltre 30 diversi tipi di tè e miscele provenienti da tutto il mondo, a cui  si possono accompagnare dolci, muffins, tea cakes e scones caldi serviti con marmellate fatte in casa. Nel corso degli anni il menu si è arricchito con tradizionali breakfast all’inglese, insalate, sandwiches e piatti salati come il famoso riso al curry. E se non fosse abbastanza, il menu propone il tradizionale Brunch all’inglese con le uova Benedictine e l’High Tea: una  selezione di crumpets caldi e pasticceria.  

Il costo minimo di una tazza di tè è di 9,00 euro e quello massimo si aggira intorno ai 23,00.
Ordino un Keemun North Congou Anhui, un semplice tè nero aromatizzato all’orchidea. Non riesco ad apprezzarne la qualità: non emana alcun odore e il sapore è quello dell’acqua calda.
Sul menu non sono indicati i tempi di infusione per ciascun tipo di tè e le cameriere sono troppo discrete per dispensare indicazioni in merito: il risultato è un’infusione assolutamente imprecisa che altera la bevanda e non ne esalta le giuste caratteristiche.

Babington’s English Tea Room
Piazza di Spagna, 23
00187 – Roma
Phone  +39 06 6786027
Fax      +39 06 6791532
email: sales@babingtons.com

Bibliotèq: il tè a Roma

Inciampai nel suo blog circa un anno fa e fu una scoperta piacevole fin da subito.
Il tè non si fa comprare, si fa scegliere“: questo fu il pensiero che più mi colpì, scorrendo le prime righe della presentazione. Decisi molto presto che un giorno sarei passata a trovarlo.

Questa mattina, finalmente, ho avuto la possibilità di varcare la soglia di Bibliotèq: ho trovato il sorriso di Claudio Rubcich ad accogliermi.
La strada che si attraversa, per giungere in questo luogo fatato, è bellissima, discreta, silenziosa. La penombra contribuisce a renderla più intima; ché di ogni viaggio non è importante soltanto la meta, ma anche il percorso.
Appena aperta la porta, nel giro di pochi istanti, si viene travolti da una danza di aromi e colori che solleticano ricordi d’infanzia dimenticati: hanno un potere rassicurante.
Claudio mi accoglie con un abbraccio affettuoso e un cioccolatino alla gianduia; mi sento subito a casa.
Mi guardo intorno per molto tempo prima di lasciarmi andare a una piacevolissima chiacchierata.


Una grande aquila mi fissa dall’alto con fare minaccioso e protettivo al tempo stesso: apprendo quasi immediatamente che si tratta di un aquilone cinese, un portafortuna.
Assisto all’arrivo di diversi clienti e scopro che chi viene da Bibliotèq non ha alcuna fretta. Claudio è riuscito a fare del suo rifugio un posto lento, perfettamente in linea con il tè e il suo universo.
Osservare il suo rapporto con i clienti è affascinante: le persone gli raccontano le loro abitudini, gli confidano i loro gusti e quelli delle persone care a cui desiderano regalare gli infusi, gli concedono qualche confidenza personale e si inizia così a sublimare l’arte dello stare insieme: con chi entra nel negozio ci si dà quasi sempre del tu.

L’invito è, contrariamente ad ogni altro negozio, a toccare (e odorare). Bibliotèq è un luogo in cui tutti i sensi sono stimolati e accarezzati.


Il negozio è molto piccolo: in questo modo si può godere dell’odore del legno che si mescola a quello degli infusi. E si sta più vicini, l’ambiente è più caldo e accogliente. Si socializza con le altre persone, si scambiano conoscenze, opinioni ed esperienze.
Claudio è molto bravo a prendersi cura della sua gente: di tanto in tanto offre assaggi di zenzero candito ricoperto di cioccolato, scorze d’arancia e cioccolatini al curry. Racconta storie e leggende, consiglia, ascolta. Sorride. Non credo sia un caso la presenza di due sgabelli davanti al bancone.
La scelta è vasta: 150 tè che seguono l’alternarsi delle stagioni, in assoluta armonia con i tempi di raccolta di ciascuna tipologia. 
È possibile consultare alcuni libri a tema e lasciarsi sedurre anche da cioccolato, caffè e spezie. Il desiderio di assaggiare si fa sempre più forte e diventa molto difficile uscire a mani vuote.
Io naturalmente non ho saputo fare a meno di acquistare diversi tè; tra tutti mi piace menzionare il Rou Xiang Yellow Tea, un tè giallo pressato quasi impossibile da trovare in Italia: sono stata affascinata dal suo aspetto, il panetto è racchiuso in una foglia molto grande e va tagliato con un coltello. Il sapore ricorda il miele di castagno, la noce e la frutta matura.

Vi esorto a provare: rubate un momento da dedicare solo a voi stessi e lasciatevi cullare.

Troverete Claudio in via Dei Banchi Vecchi 124 (nei pressi di Piazza della Chiesa Nuova).
Bibliotèq è aperto tutti i giorni escludendo la domenica e il lunedì mattina.
Gli autobus dalla Stazione Termini sono il 64 e il 40 express.
tel +39 (0) 6 45433114
fax +39 (0) 6 45433220
email: info@biblioteq.it