mer, 17 dicembre 2008
Scegliere il rito del tè più rappresentativo e più originale non è stato affatto semplice: la giuria avrebbe voluto quasi tutti vincitori. Tuttavia, si è ritenuto opportuno giudicare ciascuna fotografia secondo tre criteri ben distinti: bellezza estetica e capacità tecnica espressa dall’immagine; valore concettuale del rito rappresentato; aderenza al tema del concorso. La foto vincitrice ha soddisfatto pienamente tutti i parametri.
Elisa da Cuneo, 23 anni, vince la prima edizione del concorso “Il tuo rito del tè“.
Descrizione: Tè per scaldarmi il cuore. Biscotti per addolcire i pensieri. Parole per portarmi via.
Le motivazioni sono diverse:
- originale e molto efficace la scelta di una sequenza temporale che rappresenta un chiaro inno alla lentezza tipica del rito;
- bella la scelta della luce che sprigiona calore e della ciotola di vetro che evoca intimità;
- apprezzabile la cura riservata ad ogni dettaglio: tutto indica che non si tratta di un solo istante, ma di un lungo momento che si assapora e si consuma con estrema calma;
- ammirabile l’impegno e la cura profusi nella realizzazione del risultato finale dell’immagine.
Elisa vince perché ha puntato su soggetti genuini, consueti ed essenziali, ritratti con estrema raffinatezza.
Tè, biscotti e parole, i tre protagonisti di questo rito, si intrecciano formando un incastro perfetto, per dare forma a tre stati d’animo strettamente legati al liquore ambrato: calore, dolcezza ed evasione.
Il premio consiste in una teiera di ghisa giapponese da 300 ml (che ho descritto qui) e un termometro per il tè (la cui immagine trovate qui).
Il Premio Simpatia va a Giovanni da Viterbo, 45 anni, per il suo rito del tè in ufficio.
Descrizione: Sappiamo bene che il tè ha i suoi tempi e i suoi riti. Ma siamo presi dal fast e dal food e qualche volta, nostro malgrado, facciamo del fast tea.
Lo scatto è originale e apprezzabile è la sua sottile vena ironica.
Attraverso la rappresentazione del rito del tè offre uno spaccato reale di un modo di vivere diffuso. Ha reso in maniera efficace il netto contrasto tra la necessità di tranquillità e lentezza proprie del momento dedicato al tè, e l’affannata corsa contro il tempo a cui tutti oggi siamo costretti.
Giovanni ha il merito di aver proposto una location insolita per il rito di cui parliamo, offrendo un taglio bizzarro.
Interessante la presenza di gestualità e la scelta di articolare l’immagine come una breve narrazione.
È una fotografia spiritosa ma che al tempo stesso offre un interessante spunto di riflessione.
Il premio consiste in un Bath Tea (descritto nel precedente post).
Margherita da Napoli, 18 anni, si aggiudica il Premio Speciale dedicato alla partecipante più giovane del concorso (ha compiuto la maggiore età nei primi giorni di dicembre).
Descrizione: Un tè non si prende mai soli. I miei compagni sono una allegra teiera afgana e una tazza colorata. Perché il tè non è solo quello inglese delle 5.00, o quello da caffè letterario, o l’orientale. È anche il tè di noi studenti nelle giornate fredde di studio, arrangiato e confortante.
Non sarà un rito tradizionale, ma è il mio prima di cominciare a studiare.
La giuria ha apprezzato l’estrema semplicità della foto, la purezza del pensiero e la chiarezza dell’intenzione. Lo scatto è compiuto, sensato, vero.
Ha centrato due aspetti fondamentali:
1) lo spirito di condivisione e contemporaneamente di intimità, entrambi caratteristici del rito del tè;
2) l’approccio di piena libertà con cui sarebbe bene avvicinarsi alla tazza calda, al di là di ogni pregiudizio e ogni valore sociale o formale.
Ha rappresentato in maniera efficace la prerogativa del conforto propria del tè, associandola in modo intelligente allo stato d’animo dell’allegria interpretato dagli oggetti che ha scelto.
Il premio consiste in un sottoteiera in marmo anticato, realizzato con motivi orientali attinenti all’universo del tè.
Di seguito i nomi e i titoli delle fotografie dei primi 10 classificati:
1) Elisa – “Tè, biscotti e parole” – n.29
2) Claudio – “Colazione borana” – n.19
3) Guendal – “Tea…nker bell” – n.17
4) Melissa – “Il tè e il viaggio”- n.18
5) Barbara – “Due tazze di tè” – n.39
6) Francesca – “Domenica dedicata al tè” – n.21
7) Margherita – “Il mio compagno di tè”- n.23
8 ) Alex – “Chai” – n.37
9) Kja – “Fiorisce il tè nel giardino segreto” – n.16
10) Marina – “Una mattina in diagonale” – n.36
Una breve nota di merito va a Melissa per la fotografia “Il tè e il viaggio” e a Matteo per “Un mare di te“.
Quanto alla prima, sebbene abbia rappresentato un rito occasionale, di passaggio, la giuria ha trovato molto piacevole il modo con cui ha reso la dinamicità tipica della dimensione del viaggio (attraverso il numero degli scatti e le inquadrature). L’immagine è evocativa, calda, anche per la scelta del bianco e nero. Particolari gli oggetti del tè inconsueti e sfacciatamente semplici: non ci sono teiere, né tazze convenzionali. È un rito essenziale e sostanziale, un bel modo per dire che ovunque si vada, il momento dedicato al tè significa casa.
Il secondo poggia su un valore concettuale del rito senza dubbio speciale. È uno scatto ricco di poesia, dallo spirito marcatamente romantico. La location è originale, l’associazione tra tè, mare e amore è sorprendente e la commistione tra immagine e parole è di discreto impatto emotivo.

Il calore tè
Vera Puoti, uno dei componenti della giuria, ha riservato una menzione speciale per la fotografia n. 40 di Maurizio da Roma “Il calore tè”: l’immagine è molto piacevolmente sofisticata per la scelta degli spazi (ovvero il taglio), con molto nero nella parte alta e la serie di grigi riservati agli “attori”, mano e tazza. Inoltre mi piace la sinteticità estrema eppure efficacemente significativa. La preziosità della tazza richiama l’importanza e la cura che si dedica al momento stesso, la voluta di fumo non è solo un fatto estetico, ma suggerisce il calore che ne emana, e l’ “io”, rappresentato solo da una mano, sfumata ed elegante nel gesto, narra il piacere del rito.
Ringrazio ancora tutti i partecipanti, i giurati per la loro disponibilità e sensibilità, e porgo i miei sinceri complimenti ai vincitori. Mi piacerebbe fare delle considerazioni su altre fotografie che mi hanno colpita e di cui ho ammirato la creatività, ma rischierei di dilungarmi troppo. Ripeteremo senza dubbio l’esperienza con una seconda edizione.
Qualora aveste voglia di rivedere tutte le fotografie che hanno preso parte al concorso, cliccate qui.
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