Articoli marcati con tag ‘ricorrenze’

Buona Pasqua

Appena 48 ore prima del giorno di Pasqua si svolgeranno i funerali di stato delle vittime coinvolte nel recente terremoto in Abruzzo. Non so cosa augurarvi dinanzi a tale sgomento e dolore.
Piuttosto, voglio tramutare il mio consueto augurio pasquale in un invito: a rinunciare alle uova di cioccolato, ai week-end al mare, ai ristoranti o ai lunghi pranzi in campagna per quest’anno. A spendere una piccola quantità di tempo e di denaro, per restituire ai volti affranti qualcosa che somigli alla dignità.

Il Corriere della Sera insieme alla Gazzetta dello Sport, City, Corriere.it e Gazzetta.it, in collaborazione con la Protezione Civile, per raccogliere fondi si è fatto portavoce di un’iniziativa dal nome “Un aiuto subito”. È un servizio nato nel 1997, quando fu lanciata una campagna in favore dei terremotati di Umbria e Marche; da allora l’esperienza è stata ripetuta in occasione  delle diverse emergenze accadute in questi anni.
Potete dare il vostro contributo tramite versamento con bonifico bancario (le coordinate sono: Intesa-San Paolo, Abi 3069, CAB 05061, conto corrente numero 1000/144 intestato a «Un aiuto subito — Terremoto dell’Abruzzo». Codice IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144). Oppure, tramite carta di credito (CartaSi, MasterCard, Visa, American Express) chiamando il seguente numero: Numero Verde CartaSi 800317800 (da alcuni cellulari è necessario premettere «12»).
Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato il numero solidale 48580: con ogni sms si donerà 1 euro al Dipartimento della Protezione civile per il soccorso e l’assistenza.
Qui trovate una petizione che si sta ponendo l’obiettivo di devolvere il montepremi del Superenalotto a favore dei terremotati. 
Infine, per offrire alloggio agli sfollati, potete contattare la Protezione Civile al numero verde 800860146.

Vi auguro una Pasqua utile, a colmare questo vuoto, a costruire. E dedico queste minuscole uova di rugiada a tutti i bambini costretti a subire questo impatto feroce con la natura.
 

Foto tratta dall’album di Steve took it

L’altra metà del Natale

Per il Natale e per il nuovo anno vi auguro molte cose: genuinità, coraggio, grinta, speranza.
Spero possiate recuperare le altre metà di ciò che in passato avete smarrito, di un viaggio, di una cena, di una mela, di un libro, un bacio, di una canzone. L’altra metà dei desideri.

Carissimi auguri e grazie per la vostra presenza.
 

(Foto tratta dall’album di heartfelthandmade)

 

3 anni e 3 giorni

Tre sono gli anni che oggi compie questo blog. Stavo quasi per dimenticarlo, perché tre sono anche i giorni che un piccolo micio ha trascorso nella mia casa fino a ieri. Un mistero peloso arrivato all’improvviso, che ho salvato da un incidente sulla strada e che mi ha stordita solleticando a fondo, senza alcuna pietà, il mio istinto materno.
Adorabile, spaventato, affettuoso, curioso, buffo: Teino (battezzato così perché il colore del suo pelo mi ha ricordato quello di un tè verde cinese) ha preso a camminarmi tra i piedi conquistando lo spazio di ogni pensiero.
Ho temuto i gatti da sempre, mi sono preoccupata di tenerli lontani e non ho mai nutrito per loro una particolare simpatia. Nel giro di poche ore mi sono trovata nella sala d’aspetto di un veterinario con in mano una lettiera, una doppia ciotola gialla, delle scatolette di mousse delicata di pollo e delle crocchette per gatti Junior arricchite con latte.
Ho vegliato ammirata il suo sonno e mi sono scoperta a sorridere senza sapere perché. Ho scavato nei suoi grandi occhi verdi cercando il significato di questo incontro, ma vi ho trovato solo una sconfinata dolcezza.

La malinconia e il rammarico per averlo donato ad un’altra famiglia ancora non mi abbandona. Non avrei potuto tenerlo con me per una serie di ragioni che tolgono magia alla vita, ma a cui non ci si può opporre.
Mi tengo stretta tre giorni trascorsi fuori dal tempo, pieni di emozioni regalate e ricevute. Un’avventura caratterizzata da una straordinaria empatia, da un continuo piacere per la scoperta, al cui bellissimo ricordo voglio legare la ricorrenza di questo compleanno.

100.000

Sento di non essere mai abbastanza brava con i ringraziamenti.
100.000 visite sono però un traguardo importante e per festeggiarle nella maniera più giusta voglio impegnarmi a lasciarvi il mio grazie, sincero ed emozionato.

Questo spazio, senza la vostra presenza, non avrebbe avuto vita così lunga; ogni giorno mi giungono, spesso inaspettati, la vostra stima e il vostro affetto.
Grazie perché condividete parte del vostro tempo con me, perché credete in quello che è stato un progetto coraggioso, perché mi sostenete.
Grazie a tutti coloro che mi leggono senza aver mai lasciato una traccia: mi avete sorpresa sempre ogni volta che siete comparsi da ogni dove.
Ringrazio ciascuno di voi per tutti gli apprezzamenti, per l’entusiasmo e per il calore.
La vostra vicinanza è preziosa; mi piace scrivere sapendo che ci siete. Come se suonassi il pianoforte in una stanza vuota avendo la certezza che al di là della porta qualcuno mi ascolta.
Grazie perché siete una fonte inesauribile di forza e perché con voi posso confrontarmi: il vostro interesse alimenta la mia passione e muove la mia curiosità.
Immaginare di far parte della quotidianità di migliaia di persone mi rende felice.

Un pensiero va a chi mi ha invogliata ad iniziare questo percorso e un abbraccio a chi mi ha aiutata a colorarlo.
Grazie anche a coloro che sono capitati qui per caso e che poi sono tornati.

Le parole sono l’unico mezzo attraverso cui in questi anni sono riuscita a donarvi qualcosa. Queste ve le lascio con la speranza di riuscire a donarvi oggi un’emozione.
Ancora grazie.

“Amo le cupe conifere, le rocce, l’idea di innalzarmi, il diminuire impercettibile della vegetazione a mano a mano che si sale, e l’aria sempre più rarefatta: sento che la natura si disincarna.
Andando, salendo verso le vette, vedo scomparire progressivamente villaggi, fattorie, strade, pali elettrici; ora, a perdita d’occhio, un paesaggio in cui mi delizio della solitudine, un luogo essenziale in cui posso essere me stessa, essere con me stessa e venire al mondo. Per me, la realtà ha sempre preso forma nella solitudine, sotto il segno del desiderio; nella solitudine, ho imparato che soltanto ciò che si desidera intimamente può avverarsi”.

(da Variazioni selvagge, Hélène Grimaud, Bollati Boringhieri)

Tè di San Valentino

Al di là di ogni pregiudizio e opinione, quello che rimane del giorno di San Valentino è forse la possibilità di rendere omaggio all’amore nella sua accezione più ampia.
Può diventare l’occasione per regalare alle persone a cui vogliamo bene un ulteriore gesto di cura che si rinnova ogni giorno. E chi ha creato appositamente questa miscela esclusiva ha pensato a questo.

Per condividere il piacere di una tazza profumata: tè verde con petali di girasole, osmantus, rosa, con l’aggiunta di farfalle di zucchero. Un tè allegro, dall’aroma fresco e delicato, piacevole al palato e agli occhi. Un modo per concedersi un abbraccio caldo, una possibilità di conforto.

E per tutti coloro che considerano l’amore un valore, una manciata di versi da dedicare e dedicarsi.

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola,
la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare.

(Erri De Luca)

Buon Natale

È un percorso faticoso, quello che mi sta conducendo al Natale quest’anno. Molto lavoro, qualche preoccupazione dovuta alla salute, alcuni cambiamenti importanti.
Ho pensato a lungo a cosa regalarvi e a quale augurio lasciarvi, e dopo aver valutato diverse ipotesi, ho optato per una piccola selezione di tè da suggerirvi per accompagnare i pranzi e le cene di festa.
Per chi non ama il vino, per chi non vuole limitarsi all’acqua, per chi desidera proporre un’alternativa originale e innovativa.

Il Genmaicha è un tè verde giapponese molto particolare. È un tradizionale Bancha a cui sono stati aggiunti mais e chicchi di riso soffiato. L’aroma è inconfondibile: dolce, lievemente tostato e rinfrescante, molto adatto ai cibi salati e dal basso contenuto di caffeina.
Restando in Giappone, Il Sencha, detto anche “Tè dell’ospitalità”, è un altro tè verde adatto a chi non desidera un gusto troppo incisivo. Ha un profumo molto fresco, erbaceo, leggermente amarognolo ed è in grado di sostenere sia cibi salati che dolci.
Altre alternative in fatto di tè verdi naturali potrebbero essere un Lung Ching di ottima qualità, dal sapore dolce, pieno e dalla spiccata fragranza di castagna, uno Yunnan Green, dalle foglie ricche di gemme lanuginose che gli donano un gusto morbido e corposo, o un Gu Zhang Mao Jian, uno dei tè più antichi e pregiati della Cina, dall’aroma lievemente affumicato, delizioso con pesce, verdure, riso e pasticceria secca.
Lo straordinario tè bianco Yin Zhen lo consiglio a tutti coloro che amano i sapori delicati, quasi impercettibili e per questo assolutamente unici. Un retrogusto mielato e un profumo di fiori all’alba, adatto a fine pasto, da bere puro.
Il noto Lapsang Souchong, tè nero cinese dall’aroma marcatamente affumicato, è indicato per i menu a base di carne e formaggi, mentre un Kenya Kaproret, un tè (nero) ricco di punte dorate, è adatto ai sapori freschi e corposi.
Dedico un’attenzione particolare all’Hong Mao Feng, un tè nero cinese di non facile reperibilità, molto buono e aromatico, affatto terroso, dalla foglia voluminosa e arrotolata e dal gusto piacevolissimo: un valido compagno soprattutto per i cibi salati.
Una miscela aromatizzata a base di tè nero e spezie potrebbe essere particolarmente adatta ai formaggi  e alla frutta secca o, in alternativa, per accompagnare biscotti allo zenzero e all’arancia.
Rimane il Jade Jasmin pearl, un tè cinese di rara bellezza e raffinatezza all’aroma di gelsomino: un tè che potrebbe accompagnare l’intero pasto, ma che si affianca egregiamente ai dolci, soprattutto a base di cioccolato fondente.
In ultimo, per tutti coloro che desiderano personalizzare lo champagne, un’idea veloce, di facile realizzazione e sicuro successo:

- 2 cucchiai di tè Oolong Tien Guan Yin (in alternativa potete utilizzare un tè verde aromatizzato alla frutta)
- Champagne di uve Chardonnay freddo

Immergete il tè in 500 ml di acqua fredda e lasciatelo in infusione per circa 5 ore.
Successivamente filtrate e mettete in frigorifero per un’ora prima di servire (coprendo bene l’infuso).
Poco prima di servire, versate nei calici riempiendoli a metà e completando con lo champagne.

 

L’augurio è che per il nuovo anno ci sia un cielo come questo a dondolare sulle vostre teste.
A presto.

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu.

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo
ci ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero.
(…)
Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento ci fa brillare più del vero.
(…)
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te.

M.Bubola

Buona Pasqua

Il significato che attribuiamo alla Pasqua è profondamente personale, intimo, silenzioso.
Il termine pare provenga dall’aramaico: pasha, che corrisponde all’ebraico pesah. Il senso generico è “passare oltre”.
L’augurio che vi faccio è esattamente questo e vuole prescindere da ogni interpretazione religiosa. Vi auguro di riuscire a passare oltre i vostri dolori, i vostri dubbi, le vostre insicurezze. Di passare oltre l’indifferenza e la superficie delle cose. Vi auguro di riuscire a passare e basta.

I cinesi usavano scambiarsi uova di gallina come doni per le feste primaverili.
Il mio ve lo lascio qui: che sia il simbolo della nascita di qualunque cosa desideriate.
Carissimi auguri.