mer, 9 maggio 2007
Il termine raccolta mi fa pensare a molte cose. Tutte convergono in un gesto di estrema cura e dedizione.
Anche per il nostro infuso è così: la sua raccolta è una lenta operazione che si consuma con pazienza e delicatezza.
In Cina, ma anche in India e in Giappone, le foglie di tè vengono staccate a mano. È un processo nato con i dottori che un tempo si recavano in montagna per raccogliere erbe medicinali; richiede attenzione e destrezza e viene tuttora affidato alle giovani donne, capaci di riempire una gerla con 20/30 chili di foglie e germogli in una sola giornata.
Il movimento è il risultato della combinazione del dito medio e del pollice, noto come il segno del frutteto, che consente di afferrare le foglie con delicatezza e di staccarle con decisione, così da arrecare il minimo danno.
In altri paesi si utilizzano macchine apposite ma, non avendo la possibilità di identificare e separare i vari tipi, le foglie raccolte rischiano di produrre solo tè di media qualità.
In base al periodo di raccolta, il sapore e l’aroma del tè possono variare sensibilmente.
Come molti di voi già sapranno, di solito viene definito Primo Raccolto quello che si compie tra fine marzo e aprile; Secondo Raccolto quello tra maggio e giugno; Terzo Raccolto quello tra settembre e novembre. Il migliore pare sia quello primaverile, sebbene oggi la raccolta avvenga in tutte le stagioni al fine di garantire una produzione costante tutto l’anno.
La qualità e il prezzo del nettare che preferite dipendono anche dal momento della giornata in cui la raccolta viene effettuata. Generalmente accade due o tre volte al giorno e la qualità migliore in assoluto si ottiene alle prime luci dell’alba. Sarà per questo che i tè più buoni possiedono il dono della rinascita, il potere del rinnovamento.
Le tipologie di raccolta sono essenzialmente tre: con l’imperial plucking, un tempo riservata in Cina al tè dell’imperatore e praticata con forbici d’oro da vergini con le mani guantate, si prelevano, partendo dall’alto, il germoglio e la prima foglia; la fine plucking, riservata ai tè di grande qualità, preleva il germoglio e le prime due foglioline apicali; infine, nella coarse plucking, la scelta ricade sulle tre prime foglie con il germoglio.
Le raccolte che scendono fino alla quarta o quinta foglia sono dedicate ai tè di qualità decisamente inferiore.
Un ultimo aspetto importante riguarda la crescita delle foglie: gli agricoltori fanno sempre in modo di controllarla accuratamente; una crescita eccessiva ridurrebbe la qualità costringendoli ad un prezzo di vendita più basso.
In più, devono fare attenzione agli insetti nocivi che potrebbero rovinare l’intera piantagione: in caso di infestazione non possono utilizzare pesticidi, possono solo spezzare il ramo infetto o utilizzare il fumo per liberarsi degli insetti.
Mani, alba, primavera: le protagoniste della raccolta del tè sono sinonimo di bellezza e calore. Facciamo in modo di non dimenticare mai che in ogni tazza possiamo riscoprire il piacere di una carezza, l’incanto di una luce e il soffio di una brezza.

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