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Un regalo

Per Aurélien la vita era un’ape d’oro, una strana ape d’oro che brilla in lontananza, si leva in volo, si inebria di profumo in profumo, cozza contro le vetrate del sole e cerca, nell’immensità del cielo, il nettare del proprio fiore.

Mi è giunto stamani questo pensiero, chiuso in un piccolo libro che ha esattamente il colore dell’oro. L’apicoltore si intitola, di Maxence Fermine.
Al centro della copertina una rosa e sulla prima pagina un haiku: “Sale nell’aria delle notti sul mare vivo ricordo”. 
È Frank ad avermelo inviato, un caro lettore.
Insieme al libro scorgo due deliziose scatoline di latta e capisco immediatamente che si tratta di tè: Xi Hu Lung Ching e Casablanca Twist.
Il primo è un tè verde cinese, uno dei più pregiati e migliori tè verdi cinesi. È un tè che si produce nei pressi dell’omonimo villaggio ad ovest del Lago Occidentale di Hangzhou e pare che la migliore qualità di questo tè cresca in una zona montuosa dominata dal Picco del Leone; lì la raccolta viene effettuata quando sui germogli non vi è che una sola foglia. La stagione migliore è quella che precede le piogge prima della Festa della Luce: un po’ come in questo momento, precede le piogge prima che la Luce dell’estate tramonti.
Il nostro amico ci consiglia di misurare 2 grammi per tazza da 150 ml, in acqua a 75 gradi con un’infusione di 3 minuti circa.
Il secondo tè invece è un darjeeling indiano aromatizzato alla menta, coltivato sulle pendici dell’Himalaya, nei dintorni della città omonima dell’India nord-occidentale. Ha un profumo straordinariamente inebriante: mi riporta alle bellissime cene estive sulla terrazza di mia nonna, quando cucinava le lumache con la menta. In bilico tra tradizione e nostalgia. 
È un tè molto particolare il cui sapore varia a seconda delle stagioni di raccolta: da quello primaverile fresco e leggero con un profumo dalle note fiorite, a quello estivo che presenta un sapore fruttato e un gusto più forte.
Qui Frank ci suggerisce che valgono le stesse indicazioni del Lung Ching, a differenza dell’acqua che va preferita a 85 gradi.

Questo post è per ringraziarti, caro Frank. Per la tua delicatezza d’animo, la tua gentilezza e la tua simpatia. Per la tua presenza.
I regali che preferisco sono quelli che giungono in un giorno qualunque, senza che vi sia alcuna occasione particolare se non quella di un’amicizia sincera.
Dare, ricevere: del resto il valore di molte cose si arricchisce del fatto di poter essere condiviso con qualcuno.

Per onorare il tuo gentilissimo gesto ho pensato di improvvisare una delicata mousse di cioccolato aromatizzata al tuo tè alla menta. Ché tanto avevo deciso di regalarmi una cenetta a lume di candela questa sera, in solitudine, e la conserverò per il dessert.
Naturalmente il primo assaggio è per te.

Vi lascio la ricetta nei commenti.

Mousse di prosciutto profumata al Sencha con kiwi

Il sencha è il tè verde più diffuso in Giappone.
È utilizzato insieme al bancha per il consumo giornaliero. La sua raccolta avviene solo nei mesi di maggio e giugno e un particolare processo di lavorazione permette alle sue foglie di assumere un’insolita forma ad aghi sottili.
Ha un profumo fresco e un sapore piuttosto erbaceo, a tratti amarognolo. In estate sa essere molto dissetante e rinfrescante e se usato in cucina è in grado di essere discreto e affatto invadente.
Provate per credere.

Ingredienti (per 6 persone)
• 400 g di prosciutto cotto (a dadini)
• 120 g di robiola
• 50 g di burro
• 3 kiwi
• sale, pepe
• 2 cucchiaini di tè sencha

Mettete il prosciutto nel mixer insieme al formaggio, il burro ammorbidito, il sale, il pepe e le foglie di tè. Centrifugate finché non otterrete un composto liscio e omogeneo.
Foderate uno stampo (o più stampini) con la pellicola trasparente e riempitelo (o riempiteli) con la mousse.
Sigillate il recipiente con altra pellicola e tenete in frigo per almeno 3 ore.
Sformate su un piatto da portata, guarnite con i kiwi a fettine e, se volete, con qualche foglia sparsa di tè.

Mousse di zucchine al Lapsang Souchong in carpaccio

Souchong è il nome che i cinesi danno alle foglie di tè già vecchie, grandi e spesse. Hanno scoperto un modo molto raffinato per utilizzare queste foglie che, in quanto tali, non potrebbero dare un infuso delicato: le profumano, affumicandole.
L’operazione si svolge in maniera del tutto artigianale: dopo la fermentazione (come avviene per tutti i tè neri) e dopo essere state leggermente tostate su una piastra di ferro riscaldata, queste foglie vengono disposte su grate di bambù pronte per subire l’affumicatura. Vengono quindi stese al di sopra di un fuoco di pino o di abete rosso fresco (legni molto fumogeni e aromatici) per una durata variabile, a seconda della densità di profumo desiderata.
Il Lapsang Souchong (leggermente affumicato) è originario della Cina, mentre il Tarry Souchong (molto affumicato) è originario di Formosa.

In occasione del Natale, una persona a cui voglio molto bene ha ricevuto in dono una busta di Lapsang Souchong ed ha pensato, sapendomi appassionata del genere, di donarmene una parte. Ammetto che il suo profumo mi sta corteggiando da tempo, ogni volta che mi trovo ad aprire la credenza.
Così oggi ho deciso. E ho deciso per la Mousse di zucchine al Lapsang Souchong in carpaccio.
Non è un tè difficile da reperire, quindi se doveste trovarlo e doveste aver voglia di provare, vi lascio la ricetta.

Ingredienti (per 4 persone)
• 250 g di panna fresca liquida
• 5 g di tè Lapsang Souchong
• 700 g di zucchine
• 20 cl di olio di oliva
• 4 fogli di gelatina
• succo di un limone
• 12 pomodorini secchi sott’olio
• sale fino
• pepe da macinare

Portate la panna a bollire e aggiungetevi il tè. Lasciate in infusione per 5 minuti.
Lavate e pulite le zucchine tagliando le estremità e mettete da parte 3 zucchine belle verdi per il carpaccio.
Tagliate le altre zucchine a fettine sottili e fatele saltare nell’olio d’oliva senza rosolarle troppo. Aggiungete la panna passandola al colino per eliminare il tè.
Fate cuocere per circa 10 minuti, finché le zucchine diventano abbastanza morbide da sciogliersi in bocca.
Immergete i fogli di gelatina in un recipiente di acqua fredda. Frullate le zucchine nel mixer, aggiungete i fogli di gelatina e condite. Conservate la mousse in frigorifero.
Tagliate a fettine sottili le 3 zucchine precedentemente messe da parte e disponetele sul piatto a ventaglio. Spennellatele di vinaigrette ( ossia succo di limone, olio, sale e pepe). Poi, con la mousse di zucchine, componete delle decorazioni a piacere e alternatele ai pomodorini.