gio, 5 ottobre 2006
Il cibo incantato delle fiabe è un cibo estremamente semplice, semplice come le storie raccontate che si esauriscono nel puro piacere del narrare.
Esiste, tra sogno e superstizione, un fantasticare legato alla penuria e agli stenti della vita quotidiana che proietta nel mondo fatato aspettative e desideri imbandendo le tavole – e non solo – di ogni ben di dio, così come paure, sapori e simboli ancestrali giungono a popolare le cucine di streghe, orchi e folletti.
Mi è piaciuto molto questo libro.
È dedicato a tutti coloro che credono ancora nel piacere dell’incanto.
L’ho scoperto per caso su uno scaffale in libreria e vi ho trovato racconti e ricette che attraversano un arco di tempo lunghissimo, dal tardo Medioevo alla letteratura contemporanea. Un’occasione per tornare a godere di sapori antichi spesso dimenticati.
Potrete impossessarvi delle ricette più giuste per far innamorare i vostri principi e principesse, per chiedere le grazie alle fate, per ammansire gli orchi cattivi. Dal pandolce della fata ai biscotti di Madama Fortuna.
Ho scelto per voi la ricetta che più mi ha deliziata, permettendomi di personalizzarla con l’aggiunta del tè.
Questa volta faremo a meno della fotografia: lasceremo tutto alla nostra immaginazione. Come ogni fiaba che si rispetti.
La fiaba del Purim – la Festa ebraica delle Sorti caratterizzata da banchetti e lazzi per i bambini – si abbandona ad una catena di nonsense alimentari: «…un mercante andò al mercato, vide una contadina e le comprò un tacchino. Portò l’oca a casa e arrostì la gallina. Chiese alla moglie di fargli una frittata di sei uova, perciò lei gli fece un homentash a sei punte, si spaventò e morì…».
Homentash di Tina
Ingredienti:
• 200 g di burro
• 4 uova
• 400 g di zucchero
• 400 g di farina
• 100 g di mandorle dolci
• 50 g di mandorle amare
• 1 bustina di lievito in polvere
• latte
• pasta sfoglia
• marmellata di prugne
• canditi
• semi di papavero
• 1 cucchiaio di tè al mirtillo
Amalgamate i tuorli con il burro, aggiungete lo zucchero e montate il tutto fino ad ottenere una crema morbida e soffice.
Aggiungete la farina bianca, le mandorle ridotte in polvere e il lievito; infine gli albumi montati a neve e un po’ di latte.
Farcite con questo composto una crosta di pasta sfoglia, disponendo poi, tra la pasta e il ripieno, uno strato sottile di marmellata di prugne, canditi e semi di papavero. Guarnite nel mezzo con mandorle intere e cospargete la superficie di zucchero a velo prima di infornare.
Prima di servire spolverizzate con le foglie di tè al mirtillo.
Questa ricetta appartiene ad un’anziana sapiente signora, gran maestra di favole e racconti, che a novant’anni la prepara ancora con le sue mani in un piccolo appartamento di una calle veneziana.
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