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La lettera del mese: cosa si può fare con i tè di Acilia?

Cara Acilia,
ho deciso di scriverti mentre sorseggio uno dei tuoi tè, Jade Arrow, davvero molto buono, è diventato il mio compagno fisso di ogni colazione (insieme a uno yogurt naturale e qualche biscotto al farro).
Ieri mi è capitato di andare al matrimonio di un’amica e mi è successo di pensarti. Durante il ricevimento è stato allestito un angolo dedicato ai rum più ricercati e così mi sono chiesta se anche tu fossi in grado di fare lo stesso. Cioè, tu potresti organizzare una degustazione in un ricevimento nuziale o la tua attività si limita al commercio elettronico? Detta in soldoni, tu puoi organizzare anche eventi di vario tipo legati al tè e se la risposta fosse affermativa, in quale zona di Italia? Sai, il prossimo anno toccherà a me sposarmi e allora…
Personalmente penso sarebbe una bellissima cosa, ci sono pochissime persone in Italia che sono disposte a diffondere la cultura del tè con la tua stessa devozione.
Grazie per la tua risposta e buon lavoro.
Francesca [Taranto]
Cara Francesca,
in realtà hai anticipato una cosa che avreste scoperto, a sorpresa, nel nuovo sito di e-commerce che ormai è quasi pronto.
La risposta alla tua domanda è sì,  posso organizzare eventi di qualunque tipo in tutta Italia, posso affiancarvi in qualunque progetto desideriate e sono disposta naturalmente a proporvi idee su misura, realizzate ad hoc secondo ogni esigenza.
Compleanni di adulti e bambini, anniversari, lauree, inaugurazioni di attività commerciali o di mostre fotografiche e pittoriche, presentazioni di libri, congressi, incontri presso centri di promozione culturale: possiamo realizzare insieme qualunque cosa, personalizzata e dunque inimitabile.
Quanto ai matrimoni, non solo potremmo accompagnare la torta nuziale con una tazza di tè tra i più pregiati, non solo potremmo proporre una degustazione adatta a sostenere il buffet dei dolci, o una selezione di formaggi particolari o raffinate pietanze a base di pesce; potremmo realizzare dei segnaposto a base di tè, dei centro tavola, delle confettate o bomboniere con oggetti del tè . Potremmo allestire la colazione della sposa, il tipico banchetto che si prepara presso la casa dei genitori di lei il giorno della festa, utile ad accogliere gli amici che si affacciano a salutare la protagonista del grande giorno.
In più, sono a disposizione di tutti coloro che sono proprietari di Hotel o B&B e desiderano proporre nelle loro colazioni o sale da tè una selezione speciale di foglie, di coloro che gestiscono Centri Benessere o Palestre e intendono sorprendere i loro clienti con miscele a base di ingredienti studiati appositamente per il benessere, di chi possiede un Bar o un Ristorante e ambisce a costituire una carta dei tè e a imparare a preparare al meglio le foglie.
L’elenco potrebbe non finire mai, è ampio tanto quanto la vostra creatività e il vostro entusiasmo. Vi basti sapere che sono qui.
Un abbraccio, a presto, sono molto contenta che il Jade Arrow ti piaccia.

Acilia

La lettera del mese: il tè è un “angolo buono”

Quella di questo mese è una lettera particolare: chi la scrive non chiede consigli di carattere tecnico, non chiede suggerimenti in merito alla preparazione del tè. Chi la scrive questa volta non chiede, al contrario sceglie di donare. È una delle lettere più belle che abbia ricevuto da quando l’avventura del blog è iniziata, uno di quei regali che arrivano improvvisi e sorprendono come il dispiegarsi di un arcobaleno.
Desidero condividerla con voi perché l’emozione si espanda, per conoscere un ulteriore aspetto della bevanda che amiamo. Per apprezzare una sensibilità rara e perché la tazza diventi occasione di speranza e di stimolo.
È una confidenza fatta a voce bassa, discreta come l’effluvio di un tè bianco appena tiepido. Come tale va assaporata e goduta.

Carissima Acilia, non ci conosciamo, nel senso che non ho mai commentato sul tuo blog, ma lo seguo da tanto in disparte.
La tua bella iniziativa della “Selezione” mi dà finalmente modo di farti i complimenti per la…grazia, ecco sì, direi proprio grazia, con cui porti avanti la tua passione e la doni agli altri. Leggerti mi comunica sempre un senso di serenità e naturalezza, che mi fa bene. Ecco perché, forse, complice anche la tazza di Pu-erh e crisantemi selvatici che ho qui accanto mentre ti scrivo, mi viene spontaneo raccontarti qualcosa di me prima di “approfittare” della tua Selezione.
Ho trent’anni, e da dieci soffro di depressione e attacchi di panico, pur con alti e bassi. Il mondo del tè in foglie per me è stato una scoperta quasi “terapeutica”, profondamente legata a questa mia condizione.
Col tè posso dire di essere ancora all’inizio, mi aggiro ancora un po’ spaesata tra le infinite varietà e fatico a riconoscere le sfumature più sottili, ma l’idea di aver così tanto ancora da imparare e scoprire non fa altro che accrescere la mia curiosità e il mio entusiasmo un po’ goffo e pasticcione.
Negli ultimi tempi per me il tè è diventato una specie di “angolo buono” in cui tendo a rifugiarmi (dovrei forse dire nascondermi?) con un sospiro di sollievo quando le mie malinconie e inquietudini cercano di prendere il sopravvento: è un po’ come se fosse lui ad “accogliere” me, e non viceversa. E mi prende così, pazientemente, tutta sgarrupata come sono.
È una compagnia, un conforto, talvolta quasi una promessa di qualcosa di buono che chissà, magari un giorno avrò la forza di costruire. È come se mi avesse permesso di avvicinarmi a me stessa, sfuggirmi un po’ meno, imparare – pur faticosamente – a raccogliere qualche briciola di serenità.
Solitamente non racconto ad altri queste mie sensazioni temendo di non essere compresa: in fondo si tratta semplicemente di foglioline essiccate. Certo, non c’è dubbio: ma che emozioni possono regalare, se solo si ha voglia di chinarsi ad “ascoltarle”, con ogni senso all’erta. Le ho raccontate a te, perché credo tu possa capire.
Ti ringrazio per ora e ti mando un caro saluto.
A presto.
S.

La lettera del mese: la teobromina e l’ernia iatale

Ciao cara Acilia, scusa se ti contatto personalmente, ma ho davvero bisogno di un tuo consiglio: data la tua bravura e la tua gentilezza credo proprio che potresti essermi d’aiuto. Sai quanto io ami il tè….mi capisci!
Purtroppo mi hanno diagnosticato un’ernia iatale e un cardias gravemente incontinente: ovvero, la valvola dello stomaco non “tiene” più e questo mi dà tantissimi problemi.
Sapevo che per l’ernia iatale la teina non è certo un aiuto; ho cercato quindi di acquistare qualità di tè con poca teina e di fare vari lavaggi delle foglie, bevendo la seconda o la terza infusione. Ma quello che ho scoperto di recente è che il muscolo della valvola cardias è danneggiato non tanto dalla teina, quanto dalla teobromina presente anche nel tè.
Non potresti consigliarmi delle qualità di tè a basso contenuto di teobromina? Non sono riuscita a trovare molto sull’argomento.
Ti ringrazio in anticipo della tua cortesia e del tuo interessamento, mi aiuteresti davvero tanto perchè rinunciare al tè, dato che sono molte le rinunce alimentari che devo fare, proprio non mi va….anche perchè il tè è un alleato davvero prezioso per il benessere di corpo e mente.
Un abbraccio e grazie ancora.
Romina [Livorno]
Carissima Romy,
non devi scusarti se mi contatti personalmente, mi fa sempre molto piacere.
Mi dispiace sapere di questa patologia che ti hanno diagnosticato, a dire il vero non ne avevo mai sentito parlare.
Ti ringrazio per la bravura che mi riconosci, ma ad essere sincera non mi sento all’altezza di darti un consiglio in merito ad un argomento così serio e delicato. Pertanto ho pensato di girare la tua email a Gianluigi Storto: sono certa sia in grado di fornirti informazioni più esatte e più complete di quelle che potrei azzardare io.
Nel frattempo, cerca di evitare il tè nero e prova a bere esclusivamente tè bianco naturale preparato con quantità e tempi di infusione molto blandi. O in alternativa, in attesa di risposte, opta per una tazza di Rooibos (appartenendo ad un arbusto diverso da quello del tè non contiene caffeina) o un infuso di frutta disidratata.
Capisco la tua preoccupazione, ma sono certa riusciremo a trovare una soluzione, stai tranquilla.
Ricambio il tuo abbraccio, a presto e buon weekend.
Acilia
          

“ll tè contiene, oltre alla caffeina (non chiamiamola teina….) anche teobromina, l’alcaloide tipico del cacao, e la teofillina. Sono tre alcaloidi molto simili e il processo, anzi i vari tipi di processi, di decaffeinizzazione li elimina tutti e tre. Quindi un tè senza caffeina non contiene neanche teobromina e teofillina. Da questo punto di vista puoi stare tranquilla.
Trovare invece un “buon” tè decaffeinato…beh, questo è un altro discorso. In genere vengono decaffeinati tè di largo consumo; difficilmente, almeno in Italia, trovi tè verdi o bianchi senza caffeina.
Invece ti sconsiglio di mettere in pratica il vecchio (e sbagliato) consiglio della nonna di fare due o tre infusioni di tè pensando che mano mano diminuisce il contenuto di caffeina (e teofillina e teobromina). Può succedere ma può succedere anche il contrario, che cioè, mano mano che vai avanti con le infusioni, il contenuto di caffeina aumenti. È stato ormai dimostrato scientificamente.
In definitiva, se soffri di ernia iatale e di problemi cardiaci, evita queste bevande (ma anche molte bibite comuni a base di caffeina) o utilizza tè decaffeinati”.
Un caro augurio
Gianluigi

La lettera del mese: posso coltivare il tè a casa?

Cara Acilia,
sono mesi che non accendevo il computer (problemi tecnici) ma sono subito andata a leggere tutto quello che mi sono persa del tuo blog. Mi puoi forse suggerire un tipo di tè adatto ad un pomeriggio conviviale con le mie amiche?
E avrei ancora una cosa da chiederti, forse un pò azzardata: ho un pezzetto di terra in un paesino (a 900 mt.) che una volta il Carducci definì “l’aerea FIELIS”, proprio nel cuore della Carnia, e dove pianto un pò di tutto: pensi che potrei coltivare le piantine del tè? Se sì, dove potrei trovarle?
Un saluto e un abbraccio
Nirvana [Trieste]
Ciao Nirvana.
Dunque, in merito al pomeriggio conviviale, tutto dipende da come sono queste amiche :-) Se consumano abitualmente del tè, e se conosci già i loro gusti, potresti stupirle con un tè raro che assecondi le loro preferenze. Diversamente, direi che potresti orientarti su un paio di assaggi di tè aromatizzati o profumati (cosiddetti scented). Nei tea-time con le amiche si tende di solito ad offrire qualche biscotto, pasticcino, muffin o plumcake e per questo credo sarebbe meglio prediligere tè poco impegnativi che solleticano il palato.
Dovresti scegliere dei tè che quasi certamente incontrerebbero il gusto di tutte le tue ospiti, senza osare con miscele ricche di troppi ingredienti o sapori troppo particolari. Un classico tè al gelsomino è spesso gradito da tutti per esempio, o in alternativa un tè alla vaniglia, o all’arancia e cannella, una tazza tradizionale ai frutti di bosco o un Earl Grey (bergamotto).
In linea generale, per quanto ho appreso dalla mia esperienza personale, è sempre meglio proporre dei tè neri ad ospiti dal palato inesperto, perché sono più simili a quelli commerciali il cui gusto è già familiare, perché sono i più adatti ad accogliere lo zucchero e perché hanno aroma e sapore più incisivi, più definiti e quindi più “facili”. I tè verdi e i tè bianchi rischiano di apparire sfuggevoli e deboli a chi non li ha mai assaggiati e gli oolong suscitano spesso perplessità.
Certo i tè lavorati potrebbero essere una buona soluzione per sorprenderle; sono delle piccole opere d’arte a forma di gemma, lavorate a mano pezzo per pezzo e rilasciano un aroma tipicamente floreale (qualche tempo fa ho scritto un post in merito). Tuttavia, sono costituiti il più delle volte da foglie di tè verde e le osservazioni sono le stesse fatte poc’anzi.           

Il tuo secondo quesito richiede una risposta un po’ più complessa.
La pianta del tè, la Camelia Sinensis, non si può coltivare ovunque purtroppo, ha bisogno di condizioni climatiche molto particolari. Anzitutto necessita di grandi quantitativi d’acqua per crescere e per questo viene coltivata nelle regioni calde e umide, dove l’elevata frequenza delle piogge ne assicura almeno 2 metri ogni anno (ma ciò che più conta per la resa agricola è la distribuzione temporale delle precipitazioni). Inoltre, il terreno più adatto al suo sviluppo è bene che sia acido, permeabile, privo di ristagni d’acqua e per i primi 2 metri di profondità privo di sassi o di terra troppo dura.
Altri fattori importanti sono la temperatura, che in genere dovrebbe oscillare tra i 13 e i 32°C, e la lunghezza del giorno che influenza i ritmi di crescita della pianta.
Dopo la raccolta, le foglie devono essere immediatamente sottoposte a diverse lavorazioni (che determineranno la tipologia del tè), perché qualunque ritardo incide sulla qualità. Nel caso del tè nero, per esempio, le foglie sono disposte su graticci ventilati con aria calda e sono fatte appassire per circa 20 ore ad una temperatura di 30°, al fine di perdere gran parte della loro umidità. Segue poi il processo di appassimento, rullatura, la fase della fermentazione e l’essiccamento (indispensabile per stabilizzare nel tempo il peso e le caratteristiche delle foglie): tutte pratiche che non potresti svolgere personalmente accanto al tuo pezzetto di terra :-)
Addirittura la fase del trasporto delle foglie, subito dopo la raccolta, richiede che si rispettino rigidamente alcune regole. Non meno importanti sarebbero anche le problematiche legate agli insetti nocivi che potrebbero rovinare la piantagione.
Purtroppo non funziona come per il basilico, le foglie del tè non vengono semplicemente raccolte e poi infuse in una tazza calda: la fase della lavorazione è imprescindibile e molto complessa.

Spero di esserti stata utile in qualche modo. Ricambio il tuo abbraccio.
A presto

Acilia

La lettera del mese: la teiera sul fuoco?

Ciao Acilia!
Sono Sara e seguo il tuo sito da un po’ di tempo. Adoro il tè e pian piano mi sto avvicinando a questa dimensione fantastica.
Da sempre bevo tè nelle bustine, tuttavia in questi ultimi mesi ho scoperto il piacere (e soprattutto le qualità benefiche) del tè verde. Quindi niente più bustine, mi sono recata nel negozio della mia città e ho fatto rifornimento di Bancha.
È un rito che adoro, mi rilassa e mi fa sentire bene. Lo bevo circa tre volte al giorno e sono felice di aver scoperto un piacere così rasserenante e al tempo stesso così salutare :-)
Tuttavia ho ancora alcuni dubbi che ho pensato tu potresti risolvere.
Dunque, ho acquistato un set da tè giapponese, con teiera in porcellana piccola e tazzine altrettanto piccole. L’acqua da riscaldare sul fuoco deve essere inserita in un contenitore a parte e poi una volta portata a ebolizione versata nell’apposita teiera con le foglie di tè?
Mi pare di aver letto da qualche parte che la teiera (meglio se di argilla) va messa direttamente sul fuoco…ma non oso immaginare la teiera piccola che ho acquistato sulle fiamme, potrebbe rompersi no?
Scusa la domanda che forse ti sembrerà stupida.
Intanto grazie dell’attenzione.
Ciao,
Sara [Bergamo]
Cara Sara,
ti ringrazio per avermi scritto, mi fa molto piacere che tu segua il mio sito da tempo.
Abbiamo iniziato tutti dal tè in bustine, è apprezzabile che tu abbia voglia di avvicinarti alle foglie sfuse :-)
Non preoccuparti, la tua domanda non mi sembra affatto stupida; trovo che nessuna domanda lo sia, la curiosità è un istinto sano, sempre.
Dunque, in merito ai tuoi dubbi:
- prima di ogni altra cosa, l’acqua per preparare il tè (soprattutto se si tratta di tè verde come nel tuo caso) non va MAI portata ad ebollizione. Basta scaldarla fino a 60/70°C per i tè verdi e circa 85/90°C per i tè neri;
- assolutamente NO alla teiera sul fuoco; solo in rarissimi casi, quando per esempio la teiera è di ghisa, può essere messa direttamente sul fuoco con lo spargifiamma (ma personalmente preferisco non farlo mai, perché si corre il rischio di rovinarla dimenticandola per un minuto in più). In caso contrario, per tutti gli altri materiali (quindi anche per la tua porcellana), è sufficiente scaldare la teiera con acqua calda corrente, in modo che dopo, durante la preparazione, non raffreddi immediatamente il tè. A questo punto, l’acqua da scaldare sul fuoco può essere messa in un comune pentolino di acciaio.
Quindi riassumendo i passaggi:
1) scaldare la teiera con acqua calda corrente, all’interno e all’esterno, e se possibile anche le tazzine;
2) scaldare l’acqua per il tè sul fuoco in un pentolino di acciaio;
3) svuotare la teiera dall’acqua corrente e metterci dentro le foglie di tè (che con il calore e la leggera umidità inizieranno ad idratarsi e liberare l’aroma);
4) quando l’acqua nel pentolino avrà raggiunto la giusta temperatura, versarla nella teiera sulle foglie, coprire per il tempo che occorre, rimuovere le foglie e servire.             

Mi auguro di esserti stata utile e di essere riuscita a spiegarti tutto con chiarezza. Rimango a tua disposizione per qualunque altra informazione.
Buon tè e buona serata.

Acilia

La lettera del mese: il Lapsang Souchong

Ciao,
sono capitato per caso nel tuo blog mentre cercavo informazioni sul Lapsang Souchong. Complimenti, è molto elegante e ben fatto.
Dicevo, ho scoperto da poco questa varietà di tè affumicato e mi piace molto per il suo gusto più pieno e aromatico rispetto al solito té nero. Al mattino ne bevo sempre una tazza (un cucchiaino nell’acqua bollente, poi spengo e lo lascio a riposo circa 5 minuti).
Devi sapere che io al mattino sono praticamente uno zombie e dal momento che il caffé mi ha sempre fatto male (per oscuri motivi, forse le resine mi hanno detto), un periodo mi sono indirizzato sul guaranà, ma siccome ho una completa assuefazione alla caffeina, dopo pochi giorni il suo effetto scompare. E invece il té mi fa un effetto più blando, non mi dà questi effetti.
Certo tutta la mia famiglia protesta (ormai debolmente) perché sembra che stia cucinando le uova col bacon. Poi si ricordano che sono vegan e se ne vanno mormorando “che schifo”, “ma no, guarda che è buono”, “ti assicuro,non faccio complimenti”…
Questo volevo chiederti: c’è una particolare preparazione per questo tipo di té, non credo che si debba lasciarlo in ebollizione, vero?
Ringraziandoti per i futuri consigli, ti ringrazio anche per le rubriche che hai messo a disposizione di tutti.
Ugo [Roma]
Ciao Ugo.
Ti ringrazio per i complimenti, sei gentile.
In merito al Lapsang Souchong, forse lo sai già, è un tè che ha subìto un processo di affumicatura ottenuto disponendo le foglie su grate di bambù e avvolgendole con il fumo della combustione di legni aromatici.
Tra i tè affumicati in realtà è il più leggero e delicato; se dovesse piacerti più forte potresti provare il Tarry Souchong.
Mi permetto di consigliarti una preparazione un po’ diversa da quella che segui abitualmente; di solito l’acqua per qualsiasi tè non si fa MAI bollire e piuttosto che immergere le foglie nella tazza già piena, sarebbe preferibile versare l’acqua calda sulle foglie, delicatamente. Il tempo di infusione per questo tè corrisponde a 4 minuti circa e la temperatura dell’acqua dovrebbe avvicinarsi ai 90° C. Ricorda di non utilizzare mai l’acqua del rubinetto, bensì l’acqua oligominerale in bottiglia (ho scritto un post tempo fa in merito a questo).
Certo è insolito che si scelga di berlo puro al mattino, spesso l’aroma di fumo lo rende adatto ad accompagnare cibi speziati e salati, in particolare il pesce. Ma è importante che ognuno segua i propri gusti :-)
Mi auguro di averti fornito informazioni utili e di aver soddisfatto la tua curiosità.
Un caro saluto, buona giornata.    

Acilia

La lettera del mese

L’idea è nata per caso, rileggendo vecchie email di lettori affezionati e occasionali. Di tanto in tanto mi piace farlo.
In questi anni, molti mi hanno scritto per chiedere consigli e informazioni tecniche in materia di tè, altri per esprimere la loro opinione in merito ad argomenti trattati nei post, altri ancora per lasciare un semplice saluto.
Nonostante l’opportunità dei commenti, le lettere rimangono il mezzo interattivo prediletto dai miei lettori. Ho pensato così di renderle ulteriormente interattive pubblicandone una al mese (previo consenso dell’autore naturalmente), sperando che le informazioni richieste e fornite si rivelino utili per tutti e servano da spunto per nuove discussioni.

Inoltre, sarebbe una buona occasione per conoscervi, contattarvi, scambiare pareri o esperienze. La maggior parte di coloro che scrivono email non hanno mai lasciato commenti, è un popolo differente.

Credo molto nel confronto, nello scambio e nel desiderio di condivisione. Mi auguro che i quesiti e i racconti di alcuni possano muovere curiosità e suggestioni in altri ancora.

Carissima Acilia,
visto che sono inserito nella Sua mailing list, ne approfitto sfacciatamente per chiederLe qualche consiglio e ottenere qualche spiegazione.
Antefatto: 
vivendo in una città che NON ha affatto la cultura del tè, ogni volta che mi trovo da qualche parte che ne è fornita faccio incetta. In merito alla conservazione del tè ho appreso di aver sbagliato tutto fino ad oggi! Ho comperato molti sacchetti che ho conservato per anni (da 1 a 4), non riuscendo a smaltirli facilmente, data anche la varietà di cui mi riempivo la casa.
Ho deciso quindi di cambiare strategia, iniziando a smaltire tutto il “vecchio” e non acquistando più fino a quando la dispensa non sarà semideserta.
Allora ecco che necessito dei Suoi lumi.
Domanda 1: quanto si può conservare il tè perché mantenga le caratteristiche organolettiche?   

2: come andrebbe conservato meglio? Esistono alternative alle latte che i negozi specializzati vendono più care del tè stesso? (C’è poi il problema di avere in casa tutto lo spazio per mettere tante latte !) 

3: Ripartendo da zero, quanti tipi di tè mi consiglia di acquistare ogni volta e in quali quantità? Insomma, esiste una misura massima da tenere in dispensa, al di sopra della quale, tenuto conto del consumo giornaliero per 1 persona, il tè finirebbe inevitabilmente per deteriorarsi?

4: Al momento mi sono rimasti questi, in ordine di vetustà, dal più vecchio al più giovane:
Lapsang Souchong (circa 4/5 anni); Yunnan Imperial; Festin d’or (tè verde), Marco Polo (tè nero), Tzara Alexandre (nero) (2/3 anni); Pai Mu tan (2 anni); Chun Mee; Lu Mu Dan (1 anno), Dan Gui Bai He  e Tè Sencha aromatizzato, entrambi in sacchetti trasparenti (quasi 1 anno); Lung Ching, Li Zi Xiang e Ginseng Olong (più di 1 anno). Che faccio? Butto tutto?

5: Ho un’ultimissima domanda, sperando di non averla annoiata oltre misura.
Siccome, quando mi appresto a fare una tazza di tè, mi piace scegliere tra diverse varietà, a seconda dell’umore del momento, partendo da zero - dispensa vuota - Lei al mio posto cosa comprerebbe per avere, diciamo così, una rapresentanza delle principali tonalità di gusto? 
Nel ringraziarLa per la disponibilità e per qualsiasi consiglio ulteriore vorrà darmi, Le rinnovo la mia stima e simpatia per il Suo blog.
Sinceramente
Giorgio [Salerno]

 

Caro Giorgio,
apprezzo la tua estrema gentilezza e cortesia, ma il fatto che mi dia del Lei mi fa sentire terribilmente vecchia :-) Mi piacerebbe mi dessi del Tu dalle prossime occasioni.
Mi fa piacere che tu segua ancora il mio blog e ti ringrazio molto per gli apprezzamenti e la stima.
Detto questo, provo a rispondere ai tuoi quesiti.          

1. Il tè è un prodotto secco, per cui in realtà non è sottoposto ad una scadenza vera e propria. Tuttavia, per gustarlo al meglio e perché mantenga vivo il suo aroma originario è sempre bene consumarlo entro massimo 8-10 mesi, a mio parere.
 
2. Le foglie del tè tendono ad assorbire umidità e possono essere attaccate da muffe e batteri se non sono conservate negli ambienti giusti. Pertanto ti consiglio di evitare la cucina dove vapori, odori e calore sono sempre presenti.
Oltre le latte che di solito sono considerate ottime per la conservazione del tè (sebbene personalmente cerchi di evitarle per i tè verdi naturali), andrebbe bene anche il vetro, a condizione di non esporlo alla luce, magari rivestendolo con della carta e assicurandosi che sia chiuso ermeticamente. Vanno molto bene anche i barattoli in ceramica e in legno, purché non siano mai stati usati prima per altri alimenti.
Quanto ai prezzi, mi rendo conto che spesso le scatole costino anche più del tè, ma quando si acquistano dei tè di pregiata qualità allora anche la conservazione diventa molto importante. Per conservare uno dei tè che preferisco in assoluto, per esempio, il Lung Ching West Lake, ho una scatola di legno di ciliegio con doppia chiusura che adopero solo ed esclusivamente per quel tè.
In linea di massima, cerca di tenere lontano il tè da alimenti come il caffè, l’aglio e le spezie in generale, saponi, detersivi  e da tutte quelle sostanze che emanano un odore forte e persistente.

3. Non saprei consigliarti quanti tipi di tè acquistare ogni volta, è una scelta che attiene al gusto e al consumo personale, dipende strettamente dalle tue abitudini. Certo sarebbe meglio acquistare 100 g di un tè che ami e che sei certo di consumare in breve tempo, e 50 g di un tè che sorseggi una volta ogni tanto.
Naturalmente ti invito a non riempire mai eccessivamente la dispensa, fai in modo di bere sempre del tè fresco e conserva i tè naturali e i tè aromatizzati in mobili diversi.

4. Sicuramente ti consiglio di buttare tutti i tè che hanno superato 1 anno, insieme a quelli conservati nei sacchetti trasparenti.

5. Una buona rappresentanza delle principali tonalità di gusto forse dovrebbe prevedere un tè bianco naturale, un tè verde naturale cinese, uno giapponese, un Oolong (più o meno fermentato) e un tè nero naturale indiano (a scelta tra un Ceylon, Darjeeling o Assam). In merito ai tè aromatizzati non saprei dirti, ne esistono infinite tipologie; magari se ne possono tenere un paio sempre a disposizione per offrirli eventualmente agli ospiti.
Le tonalità di gusto cambiano a seconda delle persone, non esiste una regola fissa. Personalmente amo quasi esclusivamente i tè verdi e i tè bianchi naturali e nella mia dispensa ho quasi solo quelli :-)
Mi auguro di essere stata abbastanza precisa ed esauriente. Qualora avessi ancora dei dubbi o delle perplessità, rimango a tua disposizione.
Sarei curiosa di sapere in quale città vivi, dato che asserisci non abbia affatto la cultura del tè.
Un carissimo saluto, buona serata.        

Acilia