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Chiuso il concorso: le fotografie di tutti i partecipanti

Il concorso fotograficoIl tuo rito del tè” chiude la sua prima edizione. È stata un’esperienza bellissima, sono molto contenta di averla realizzata; ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato, raccontato, diffuso, apprezzato e condiviso l’iniziativa.

Le fotografie pervenute, che attendono il giudizio entro il giorno 18 dicembre 2008, sono 43: 29 scattate da donne e 14 da uomini. L’età dei partecipanti oscilla dai 18 fino ai 56 anni e le loro professioni sono le più disparate.
Vi sono grata per avermi concesso di entrare nelle vostre case, per avermi permesso di condividere i vostri luoghi intimi, i rifugi e la vostra quotidianità. Mi rende felice che tutti abbiate riconosciuto al tè un valore simbolico molto importante, che ognuno abbia visto qualcosa nel riflesso della propria tazza.
È emerso ciò che speravo, una moltitudine di modi di concepire il rapporto con questa bevanda: intimo, occasionale, celebrativo, legato solo ad un momento, associato alla musica, alla lettura, al bisogno di quiete e relax, ai ricordi d’infanzia, alle esperienze di viaggi, inteso come simbolo di unione, di calore, di pausa, raccoglimento, sicurezza. Da tutto questo possiamo trarre nuovi spunti, nuovi stimoli, possiamo sperimentare esperienze caratterizzate da nuovi colori e odori. In tutto questo possiamo scoprire una serie di sensazioni che solo il tè è in grado di regalarci.
Mi è piaciuto che alcuni di voi abbiano reso protagonisti dei loro riti gli elementi della natura: il sole al tramonto, il giardino, l’autunno, il lago, il mare, la campagna, il bosco.
Grazie anche a coloro che attraverso i propri scatti ci hanno offerto l’opportunità di conoscere e apprezzare tradizioni diverse appartenenti a popoli lontani.
Ho appreso con orgoglio che non sono pochi gli appassionati del liquore ambrato, a dispetto di quanto affermano in Italia i mass media e i luoghi comuni.

Il numero consistente di partecipanti e la sorprendente varietà di riti rappresentati, molti dei quali estremamente validi e ricchi di fascino, hanno spinto la giuria a decidere di premiare altre due persone, oltre il vincitore assoluto. Non si tratterà dei consueti 3 primi posti, ma di due premi particolari: il Premio Simpatia, che sarà aggiudicato alla fotografia più ironica, e un Premio Speciale di cui vi sveleremo i dettagli al momento della proclamazione. Il primo dei due consiste in un Bath Tea (letteralmente= tè da bagno), un sacchetto che potrete utilizzare facendo una comune infusione di 4-5 minuti nell’acqua calda della vostra vasca. L’aroma è fruttato, riuscirete a distinguere le fragranze di mela, pesca e banana, e il risultato sarà un bagno rinfrescante, tonificante e, perché no, anche divertente. Potrete riutilizzare il sacchetto per altre 3 infusioni e la sensazione sarà quella di immergersi in una grande tazza profumata capace di ristorare corpo e mente.
Il Premio Speciale invece consiste in un delizioso sottoteiera in marmo anticato, realizzato con motivi tipicamente orientali attinenti all’universo del tè.


Mi sono occupata personalmente del confezionamento di ciascun premio, con la cura e l’affetto di chi desidera allietarvi il Natale, riconoscere e lodare il vostro impegno, e prendere parte ai vostri futuri riti del tè.
Senza le vostre idee, la vostra creatività, la vostra sensibilità e il vostro entusiasmo, questo progetto non avrebbe assunto alcuna forma.


La mostra virtuale che ho allestito in vostro onore ha inizio da qui. Le fotografie sono state pubblicate in ordine di arrivo e sono divise in 5 pagine; naturalmente chiunque è libero di lasciare nei commenti le proprie impressioni relative a uno o più scatti.
Se al termine del percorso vi sentirete arricchiti, vorrà dire che almeno in parte sono riuscita nel mio intento.

Il concorso fotografico: qualche notizia

Questa breve intervista mi offre lo spunto per aggiornarvi in merito al concorso fotografico che ha aperto i battenti circa venti giorni fa.
Ringrazio molto tutti coloro che hanno apprezzato l’iniziativa e contribuito spontaneamente alla sua diffusione attraverso blog, siti, forum e riviste di fotografia online. Sono contenta che l’idea sia piaciuta e che stia spingendo molte persone a misurarsi con la propria creatività.
Siamo quasi a metà percorso e diversi scatti sono arrivati; vi rinnovo l’invito a partecipare, sono certa che rimarrete sorpresi dalla varietà dei modi con cui il tè si accosta alle consuetudini della gente.

Non vi ho raccontato molto circa il premio scelto per il vincitore. Ho ricevuto alcune email in cui mi hanno chiesto perché proprio una teiera di ghisa e non di terra cotta, vetro o ceramica.
La teiera di ghisa, non possedendo la memoria, quindi non assorbendo l’aroma delle foglie che contiene, si presta ad essere utilizzata per ogni tipologia di tè: dai neri aromatizzati ai verdi naturali. In più, mantiene il calore meglio di qualunque altro materiale. Quest’ultima capacità non serve solo a permettere di bere un tè caldo anche dopo mezz’ora dalla preparazione; serve soprattutto a fare in modo che l’infusione, dall’inizio alla fine, si mantenga alla stessa temperatura.
Ho voluto che fosse giapponese perché in termini di qualità, sicurezza e durata nel tempo è la migliore in assoluto, rispetto alle teiere di manifattura cinese che giungono in Italia.
È dotata di una smaltatura interna liscia e omogenea, caratteristica molto importante in quanto impedisce alla ghisa di essere a contatto diretto con l’acqua che tenderebbe così ad arrugginirla, compromettendo seriamente il sapore del tè e la nostra salute.
La teiera che ho scelto per il vincitore del concorso è munita di un resistente infusore in acciaio dove porrete le foglie dei vostri tè; avendo una capacità di 300 ml non risulta pesante, è maneggevole, graziosa e particolarmente indicata per una o due persone: per officiare il vostro rito più intimo.
A chi avrà la fortuna di riceverla raccomando di:
- non lavarla mai con detersivi o spugne abrasive, ma solo con acqua molto calda;
- asciugarla subito perfettamente;
- non porla a contatto diretto con il fuoco;
- scaldarla sempre con acqua calda prima della preparazione di qualsiasi tè.
Quanto al termometro, vi invito a leggere una delle risposte dell’intervista a cui ho fatto cenno all’inizio del post.

Vi lascio un assaggio della prima fotografia arrivata: appartiene a Giulia da Anzio (RM) e racconta il rito del tè pomeridiano come si faceva una volta nelle famiglie russe aristocratiche: una dacha, un samovar, un pomeriggio di agosto e tante chiacchiere intorno ad un tavolo pieno di torte e frutta. Sono ricordi della sua infanzia, quando tutta la famiglia ci si riuniva intorno.
 

Il tè russo come una volta

Il tè russo come una volta