Articoli marcati con tag ‘Houjicha’

Novità in Puglia e in Giappone

Mancherò qualche giorno perché andrò a Gragnano (NA) a seguire il Master del tè.
Nell’attesa di potervi raccontare quanto appreso, vi lascio una ricetta finger food velocissima in cui i sapori tipicamente meridionali sorreggono e arricchiscono quelli orientali in modo originale e stuzzicante. L’idea nasce infatti per accompagnare una tazza di Genmaicha Hanafubuki o Houjicha Kaori Fumi: nelle cene improvvise, per un aperitivo sfizioso, a merenda o per un brunch innovativo.

Crocchette J’improvise

Ingredienti:
- 1 mozzarella fresca
- 6 taralli pugliesi medi all’olio di oliva con semi di finocchio
-  25 g di burro
- rosmarino fresco q.b

Tagliate la mozzarella a tocchetti e frantumate i taralli in un mortaio. Amalgamate in una ciotola questi due ingredienti con le mani. Rosolate subito dopo in una padella antiaderente i 25 g di burro insieme al rosmarino, fino a farlo imbiondire.
Prendete l’impasto con un cucchiaio per poi passarlo in un altro (formate delle quenelle), oppure prendete il composto e lavoratelo con le mani fino a ottenere delle crocchette.
Cuocete le crocchette nel burro aromatizzato al rosmarino per pochi minuti (girandole almeno una volta), finché non risulteranno dorate. Servite ancora calde (e filanti).

Rimanendo in Giappone, colgo l’occasione per comunicarvi che da pochissimi giorni la categoria “Accessori” della bottega virtuale si è ampliata grazie all’inserimento di due nuovi prodotti esclusivamente orientali: il chasen e il set 3 pezzi per la preparazione del tè Matcha.

Rimanendo in Puglia invece, vi lascio due accenni di alcune nuove proposte che si affacceranno nella bottega nei prossimi mesi: una confettata realizzata e adornata artigianalmente per una coppia di sposi di Bari e un pensiero-ricordo realizzato, sempre artigianalmente, per il primo compleanno del mio nipotino, dedicato agli invitati della sua festicciola.




Torno presto. Vi abbraccio.

Nuove scoperte

Il silenzio di questi giorni si è rivelato prezioso per testare e selezionare tre nuovi tè che da oggi amplieranno l’offerta della bottega virtuale. Non è stata una scelta facile, mi auguro possano soddisfare i palati di tutti, anche i più esigenti.
Con orgoglio vi presento:

Malawi_Thyolo

MALAWI THYOLO PEONY

Il Malawi è uno stato dell’Africa Orientale. Il distretto di Thyolo è uno dei 27 distretti del Malawi.
La parte destra dell’altopiano intorno al Monte Mulanje, la vetta più alta dell’Africa centrale, (3.000 metri) è conosciuta universalmente per le piantagioni di tè. I suoi picchi più alti si affacciano sopra la bruma che avvolge i pendii più elevati, caratteristica che gli ha conferito uno dei suoi nomi locali: “Isola nel cielo”. Tra Blantyre e Mulanje si trovano le piantagoni di tè di Thyolo. 
Le prime foglie sono arrivate a Thyolo dall’India, sebbene in Africa siano stati gli inglesi i primi importatori della Camelia; successivamente nel 1928, un signore di nome Maclean Kay ha fondato la Satemwa Estate, che ancora oggi è la più antica piantagione a gestione familiare presente in Malawi.
Circa il 90% della produzione africana è costituita da tè neri (Kenia, Tanzania, Camerun). Tuttavia, negli ultimi tempi, si è iniziato a produrre una piccola gamma unica di tè bianchi che sintetizzano egregiamente l’imparagonabile combinazione di terreno, altitudine e clima di questi luoghi. Rispetto ai consueti tè bianchi cinesi, che ne rappresentano la declinazione originale, questo tè bianco africano ha un colore e un aroma nettamente diversi, pur avvicinandosi ai primi in fatto di dolcezza, delicatezza e squisitezza.
 È una tazza di notevole rarità, in cui avete l’occasione di ritrovare il calore di un sole radioso, la vastità delle campagne e l’ospitalità della gente che occupa questi posti fuori dal tempo.

Special_Golden

CHINA SPECIAL GOLDEN

Lo Yunnan (letteralmente “a sud delle nuvole”), situato nel sud-ovest della Cina e ricco di stupendi scenari naturali, è la dimora di questo eccezionale tè nero.
Quasi sempre i tè cinesi, a differenza di quelli indiani che portano il nome del proprio giardino di provenienza, vantano nomi creativi che spesso descrivono peculiarità del loro aspetto. È il caso di questo tè il cui nome “Special Golden” (golden = dorato) esalta la sua ricchezza di punte dorate, ovvero l’estremità di germogli giallo-dorati che, come molti già sanno, sono indice di alta qualità.
Raccolto solo tra la fine di marzo e la metà di aprile, è coltivato ad un’altitudine tra i 1.800 e i 2.100 metri, in un’area dal clima freddo e dal naturale terreno boscoso. Le foglie, finemente lavorate, conferiscono alla tazza un aroma in bilico tra il maltato e il piccante, insieme al tipico gusto morbido, aromatico e lievemente terroso dei tè dello Yunnan.
Adatto a colazione o al pomeriggio, da bere assolutamente puro per poterne apprezzare ogni sfumatura, è un tè nero capace di conquistare anche tutti coloro che amano esclusivamente i tè verdi: possiede uno charme notevole.

Nido_di_fata

NIDO DI FATA

Queste foglie ricordano, per colore e forma, la struttura di un nido. Hanno sfumature di terra, ma il lieve aroma di cacao conferisce loro una insolita magia. Per questo diventano il luogo in cui dimorano le fate.
È una tazza speciale, estremamente particolare, dall’impatto dolce e dal retrogusto tostato, stuzzicante. È il trionfo dei contrasti. La commistione con i fiori di camomilla romana lo rendono inoltre un tè dalle proprietà digestive, antinfiammatorie e sedative (l’Houjicha è un tè già povero di caffeina).
Gli ingredienti sono i seguenti: tè verde giapponese Houjicha (specialità dalle foglie arrostite), tè verde giapponese Kukicha tostato (10%), fiori di camomilla romana, scaglie di fave di cacao, pezzetti di cioccolato bianco.
Ottimo a colazione, a merenda, per accompagnare il dessert o in sostituzione di esso per tutti coloro che non possono abusarne.

Inoltre troverete un nuovo tea timer digitale nella sezione dedicata agli accessori: sono certa si rivelerà utilissimo per preparare al meglio le vostre tazze calde.

Colgo l’occasione per rammentarvi che il tè di Natale, per coloro che avessero voglia di continuare a gustarlo durante l’inverno, sarà ancora disponibile per un breve periodo, fino ad esaurimento scorta. E vi rinnovo l’invito a recensire, nella pagine di ogni prodotto, i tè che acquistate, perché il confronto e lo scambio diventino fonte di spunto e di arricchimento. Potete annotare non solo le vostre opinioni e/o critiche in merito alle foglie, ma anche le vostre sperimentazioni in fatto di modalità e tempi di preparazione e ricette abbinate o create appositamente.

In ultimo, tengo a farvi presente che i prezzi di alcuni tè hanno subìto una leggera variazione in seguito a cambiamenti di listino impostimi dai fornitori con l’inizio del nuovo anno. I nuovi prezzi pertanto annullano e sostituiscono quelli precedenti.

Dei veri viaggi

Marchio Insieme a TèManca davvero poco all’inaugurazione della piattaforma di e-commerce. Nel frattempo la Selezione di Acilia sta decollando lentamente, in accordo con il ritmo calmo tipico del momento del tè.
Mi piace l’impronta poco commerciale che stiamo dando a questa bottega virtuale, mi piace che mi chiediate di essere guidati, che mi raccontiate con chi condividete i miei tè, dove li sorseggiate, cosa percepite al primo sorso. Che mi confidiate ogni sensazione, dall’istante in cui ricevete il pacco fino al consumo dell’ultima foglia. È bello che quasi immediatamente instauriate un rapporto confidenziale con i nomi dei tè partoriti dalla mia fantasia e che con essi vi sentiate in sintonia. Non potrei sperare in una ricompensa migliore.

Nella nuova piattaforma avrete la possibilità di scrivere personalmente le recensioni di ciascun tè e di leggere naturalmente quelle degli altri iscritti. Nell’attesa, le prime impressioni mi sono giunte per email: ho creduto potesse essere interessante confrontarsi con altri palati e altre sensibilità.
Ringrazio tutti di cuore.

“Ho trasferito il tè nelle scatole di latta e così ho avuto occasione di osservare alla luce le foglie. Compro tè sfuso presso vari negozi da molti anni e ho una certa dimestichezza con il suo aspetto, o almeno con l’aspetto del tè che comunemente si può reperire nei negozi. Beh, aprendo i tuoi sacchetti ho avuto una rivelazione! Le foglie della tua selezione hanno un aspetto bellissimo… I colori sono vividi e nelle miscele ci sono sorprese che non avevo mai visto, come i boccioli di rosa interi o pezzi di frutta grandissimi. Mi ha fatto davvero piacere percepire tanta cura e passione.
L’
Houjicha Kaori Fumi è davvero un tè meraviglioso, con il quale abbiamo pasteggiato sia venerdì che domenica sera…credo che ripeteremo l’esperienza spesso. Ho assaggiato tutti gli aromatizzati e sono tutti splendidi.
Ho anche assaggiato il
Genmaicha Hanafubuki. Si tratta di un tè che io già conoscevo e apprezzavo in precedenza e l’avevo ordinato proprio perché l’avevo terminato e mi intrigava parecchio il fatto che questo avesse come base dei tè più pregiati. Ovviamente mi è piaciuto molto e sono rimasta colpita dal fatto che la differenza gustativa si riscontra in una maggiore lievità e finezza.
Grazie ancora per tutto, credo proprio che tu sia diventata la mia “spacciatrice” di tè ufficiale :-)
Loretta


“È stato un pomeriggio sereno, tutto avvolto di profumi. Potendo, li avrei assaggiati tutti assieme! Però alla fine ho optato per il Jade Arrow, che ho gradito tantissimo (mentre ti scrivo sto giusto godendomi la terza infusione): il profumo delle foglie infuse è qualcosa di incredibile.
Ero così contenta che alla fine sono riuscita a “contagiare” anche i miei familiari, che pure sono degli irriducibili della bustina: mia sorella è stata conquistata dalla dolcezza delle
Stille di Rubino; mia mamma invece non ha resistito all’aroma dell’Assam Mangalam. Pensa che sono addirittura riuscita a farle bere qualche sorso senza l’aggiunta di zucchero: e ti assicuro che è un evento più unico che raro.
Pur non avendolo ancora assaggiato, sono rimasta particolarmente colpita anche dalla fragranza dell’
Houjicha: fantastica. Sono certa di non aver mai provato un Houjicha all’altezza di questo.
L’
Assam Mangalam e il Darjeeling Phuguri mi hanno fatto ricredere sui tè neri. Li avevo sempre un po’ “snobbati” e ora invece quando mi capita di essere a casa la mattina sono diventati un appuntamento irrinunciabile! Il Darjeeling soprattutto, mi incanta guardarlo: mi sembra di avere nella tazza una spremuta d’oro zecchino.
Per quanto riguarda le bustine di Mizudashicha
beh, ho fatto male a comprarle: ora non ne potrò più fare a meno! Comodissimo, veloce da preparare, rinfrescante già solo a guardarlo…e poi quell’equilibrio perfetto tra note dolci ed erbacee. Insomma: anche questo promosso con lode.
Infine: mi hai giustamente invitata a muoverti qualche critica, se ce ne fosse stato bisogno. Ma lasciami dire che il servizio che offri con la tua “Selezione” secondo me è ineccepibile (e te lo dice una che ha una discreta esperienza di acquisti di tè sul web). L’unica pecca? Il fatto che tu non salti fuori dal pacchetto insieme ai tè! Sono certa che presentati e infusi da te abbiano un sapore ancor più speciale.
Come sono solita fare, li ho fatti mettere in posa e li ho immortalati: fotografare i tè è una cosa che mi piace tantissimo. Sarà che osservarli per me è una beatitudine tanto quanto berli, e fotografandoli mi pare di riuscire a scrutarli più in profondità.
Ho pensato che fosse una cosa un po’ sciocca mandarti la foto di un tè che mi hai appena spedito e che quindi conosci benissimo, ma te l’allego lo stesso. Ho scelto il più vanitoso, perché mi dà modo di inviarti un piccolo “omaggio floreale” fuori dall’ordinario”.
Serena F.

Stille_di_rubino


“Stamane ho provato
Brezza di seta: eccellente. Davvero notevole… Scorrendo con gli occhi gli ingredienti, la presenza della banana mi aveva suscitato una certa perplessità (ho un rapporto strano con questo frutto) e invece amalgama meravigliosamente tutti gli aromi (quanti e quali!), conferisce dolcezza al liquore e lo equilibra in una perfetta armonia. Notevole.
Ci credi se ti dico che già prima di aprire la scatola riuscivo a percepire lievemente quel profumo soave che ormai collego a “tè”?

Darjeeling Phuguri (sapor di mela verde), Darjeeling Gopaldhara, Jasmine Pearl (un tè principesco, il cui aroma quasi stordisce), Linyun White Snow (color di zenzero candito), Jade arrow e Tian Mu Quing Ding BIO… celestiali! Graditissima sorpresa sono stati il Giardino della nonna e l’East Frisian Sunday Blend. Il Giardino è una golosità, sa proprio “di buono” ;-) , non c’è che dire, gli aromi sono amalgamati in dolcezza. Ne comprerò ancora, è un buon tè da offrire, è stato molto apprezzato.
Stamattina invece ho fatto colazione col East Frisian: chi si aspettava una bontà simile! Ho guardato un po’ sospettosa quel colore così scuro, ormai abituata agli ambrati e ai mielati, ma mi son dovuta ricredere. Mi piace più dell’English Breakfast, ha un aroma stupendo, come di legno dolce”.
Lilium


“Il Giardino della nonna mi ha stupito, lo sto bevendo proprio adesso. Il profumo delle foglie secche aveva un nonsoché di crostata, un ricordo di burro (dato probabilmente dal granulato di yogurt). Sembrava troppo stucchevole al naso e non mi ispirava granchè, anche perché generalmente preferisco i verdi puri. Ma ora che lo bevo devo dire che è un tè che seduce e che in parte smentisce il profumo delle foglie secche. Lo trovo dolce al punto giusto (forse è la lemongrass che bilancia il tutto), rotondo e non spigoloso, fruttato e piacevolissimo da bere in un pomeriggio di primavera inoltrata come questo.
L’
Oolong Darjeeling Gopaldhara mi è piaciuto, l’ho trovato abbastanza persistente e con una personalità abbastanza spiccata, veramente piacevole. Il Linyum White Snow invece lì per lì non mi ha detto molto, l’ho trovato un po’ indefinito, anche se nella seconda infusione si rivela un po’ di più. Però non mi ha soddisfatto al 100%, magari  ho semplicemente sbagliato a farlo”.
Riccardo


“L’appuntamento quotidiano nella pausa pomeridiana è diventato un rito per la scoperta di nuovi sapori e profumi, inebrianti, con l’ulteriore piacere di usare le mie diverse teiere. Dal profumo della ciliegia (Hanai) a quello del lampone (Stille di rubino), l’insospettabile yogurt (Giardino della nonna), il tutto legato dal tè bianco o verde rende queste tazze, sorbite rigorosamente senza l’aggiunta di dolcificanti, dei veri viaggi. Ho notato che ho una netta preferenza per ingredienti come il pepe (Fresco tramonto) che lascia una freschezza veramente piacevole sopratutto in estate.
Sorrido perché il mio compagno al primo assaggio mi ha guardato sconfortato dicendo: “sono solo un maschio, sento solo l’acqua calda,  lo sai che a noi maschi dovete dare solo pasta all’amatriciana , mentre tu hai l’espressione di una che sta gustando un’esperienza unica”. Però diligentemente ogni pomeriggio mi aiuta ad allestire la tavola per il tè e lo beve con me. È anche per questo che lo amo”.
Paola


Affogato al tè Houjicha e pinoli nella no man’s land

Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria “no man’s land”, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o da un giorno) all’altra e queste ore ore hanno una loro continuità.
Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell’uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la linea generale dell’esistenza.
In questa “no man’s land” possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza. Forse in questa “no man’s land” gli uomini piangono, o bevono, o ricordano cose che nessuno conosce, o osservano i propri piedi scalzi, o provano una nuova scriminatura sulla testa calva, oppure sfogliano una rivista illustrata con immagini di belle donne seminude e muscolosi lottatori.
Ma non bisogna credere che quest’altra vita, questa “no man’s land”, sia la festa e tutto il resto i giorni feriali. Non per questa via passa la distinzione: solo per quella del mistero assoluto e della libertà.          

(Tratto da “Il giunco mormorante”, di Nina Berberova – Adelphi)
 

In una sera di queste, una sera nella no man’s land, ho sperimentato questa ricetta. Il sapore è indeciso, né dolce, né salato, sfugge al controllo. È un piatto libero: si può servire a colazione, a pranzo o a cena come dessert, a merenda o in piena notte, se si ha voglia di dissetarsi. È intrigante, un concentrato di attese.

Ingredienti (per 4 persone):

• 250 g di latte parzialmente scremato
• 200 g di panna da montare
• 1 cucchiaio di tè Houjicha Kaori Fumi
• 40 g di zucchero
• 35 g di pinoli
• 2 tuorli
• 50 g di infuso di tè Houjicha molto concentrato

Versate il latte in una casseruola e scaldatelo per 5 minuti mescolando lentamente. Spegnete, aggiungete le foglie di tè e lasciate in infusione per 10 minuti. Filtrate il latte e rimettetelo nella casseruola.
Aggiungete la panna montata e mescolate a fuoco medio per circa 3 minuti. A parte montate i tuorli con lo zucchero e quando il composto sarà spumoso, unitevi a filo il latte con la panna precedentemente preparati.
Mescolate tutto su fuoco basso per 6 minuti e per 3 minuti portate a bollore.
Versate il composto in un contenitore da freezer largo e basso foderato con pellicola per alimenti e lasciate raffreddare.
Mettete in freezer per circa 8 ore.
Togliete dal freezer e tagliate a pezzettoni; tritate i pezzettoni per circa 15 secondi e poi frullate per un minuto. Se lo ritenete necessario, rimettete in freezer.
Servite guarnendo con pinoli e affogando con il tè Houjicha freddo.