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Volute di fumo e di pensieri: degustando tè e parole

Questo è il titolo che ho dato all’evento che si terrà domani a Canosa di Puglia (BA) presso l’Hotel del Centro: la F.I.D.A.P.A mi ha chiesto di organizzare un incontro-degustazione per sperimentare il primo approccio con il tè in foglia.
Ho accettato l’invito molto volentieri e ho proposto alla gentile presidentessa di trasformare l’incontro in un percorso non solo olfattivo e gustativo, ma anche emotivo. Le varie tipologie di tè saranno dunque accompagnate dalla lettura di poesie e stralci di narrativa che per qualche ragione si legano, esaltano o arricchiscono le sfumature di gusto delle foglie.
Ho selezionato questi testi proprio dal blog, perché in questi quattro anni ne ho raccolti diversi nella categoria Volute di fumo e di pensieri. Mi piace approfittare di questa occasione per poterveli riproporre, dedicandoli soprattutto a chi in passato non ha avuto modo di leggerli.

- Il gelsomino notturno, di G. Pascoli [accompagnerà la tazza di Jasmine Pearl]
- Ode al suo aroma, di P. Neruda [accompagnerà il Genmaicha Hanafubuki]
- Portatemi il tramonto in una tazza, di E. Dickinson [accompagnerà Brezza di seta]
- Il tè di Ninetta, di P. Lagazzi [sosterrà ancora la tazza di Brezza di seta]
- Il setaccio, di S. Heaney [affiancherà il Giardino della nonna]
- Sogno infantile, di A. Machado [esalterà la tazza del Tè di Natale]

Hotel_del_Centro

Hotel del Centro - Canosa di Puglia (BA)



*Tengo a ringraziare di cuore tre cari lettori/clienti che hanno scritto di me qui, qui e qui.

Glossario di degustazione

Esiste un vocabolario di circa un centinaio di termini a cui fanno riferimento assaggiatori e miscelatori per descrivere il gusto e l’aspetto del tè.
Sebbene le parole non esauriscano il ventaglio di sensazioni che scaturisce dalla nostra tazza, di certo rappresentano delle linee guida utili a creare un sistema di comunicazione convenzionale, uno strumento universale. Per confrontarsi, orientarsi e arricchire la propria conoscenza.

 
I termini più comuni sono i seguenti:

  • aspro: tè dal gusto amaro e duro, con poca forza, dovuto ad appassimento insufficiente.
  • brillante: tè fresco e vivace, dotato di buona persistenza.
  • colorato: tè che assume un’intensa colorazione.
  • comune: tè leggero e scarno, privo di qualità di spicco.
  • corpo: l’infuso ha forza, non è magro, né debole.
  • corrotto: gusto spiacevole che il tè può prendere dalle sostanze chimiche usate nella coltivazione o a causa dell’umidità eccessiva o della contaminazione durante il trasporto.
  • fragrante: tè che mostra un gusto distintivo.
  • grigio: tè dalla foglia grigia dovuta a un’eccessiva frantumazione o abrasione durante la selezione finale, per cui le foglie perdono la naturale patina che le riveste.
  • grossolano: infuso che ha forza ma di bassa qualità.
  • irregolare: tè le cui foglie hanno dimensioni diverse.
  • magro: tè con scarsa forza a causa di un pesante appassimento, un arrotolamento insufficiente o un’eccessiva temperatura durante quest’ultima operazione.
  • maltato: tè il cui gusto ricorda il malto. È una qualità dei tè ben fatti.
  • ottonato: tè di sapore amarognolo e metallico, che ricorda appunto l’ottone.
  • piatto: tè che si è guastato, che ha preso troppa umidità.
  • penetrante: tè corroborante.
  • pungente: tè astringente senza essere amaro.
  • punta: parte terminale dei giovani germogli che conferiscono note dorate al prodotto finale.
  • soave: tè dal gusto piacevole e rotondo.
  • spento: tè non limpido, non brillante.
  • uniforme: tè i cui pezzi di foglia sono di dimensioni quasi uguali.
  • vivace: gusto corroborante di un tè ben fermentato ed essiccato.
  • (Il glossario è tratto da Tè – Guida al tè di tutto il mondo, di Jane Pettigrew, IdeaLibri, 2000)