Articoli marcati con tag ‘Darjeeling Phuguri’

Dei veri viaggi

Marchio Insieme a TèManca davvero poco all’inaugurazione della piattaforma di e-commerce. Nel frattempo la Selezione di Acilia sta decollando lentamente, in accordo con il ritmo calmo tipico del momento del tè.
Mi piace l’impronta poco commerciale che stiamo dando a questa bottega virtuale, mi piace che mi chiediate di essere guidati, che mi raccontiate con chi condividete i miei tè, dove li sorseggiate, cosa percepite al primo sorso. Che mi confidiate ogni sensazione, dall’istante in cui ricevete il pacco fino al consumo dell’ultima foglia. È bello che quasi immediatamente instauriate un rapporto confidenziale con i nomi dei tè partoriti dalla mia fantasia e che con essi vi sentiate in sintonia. Non potrei sperare in una ricompensa migliore.

Nella nuova piattaforma avrete la possibilità di scrivere personalmente le recensioni di ciascun tè e di leggere naturalmente quelle degli altri iscritti. Nell’attesa, le prime impressioni mi sono giunte per email: ho creduto potesse essere interessante confrontarsi con altri palati e altre sensibilità.
Ringrazio tutti di cuore.

“Ho trasferito il tè nelle scatole di latta e così ho avuto occasione di osservare alla luce le foglie. Compro tè sfuso presso vari negozi da molti anni e ho una certa dimestichezza con il suo aspetto, o almeno con l’aspetto del tè che comunemente si può reperire nei negozi. Beh, aprendo i tuoi sacchetti ho avuto una rivelazione! Le foglie della tua selezione hanno un aspetto bellissimo… I colori sono vividi e nelle miscele ci sono sorprese che non avevo mai visto, come i boccioli di rosa interi o pezzi di frutta grandissimi. Mi ha fatto davvero piacere percepire tanta cura e passione.
L’
Houjicha Kaori Fumi è davvero un tè meraviglioso, con il quale abbiamo pasteggiato sia venerdì che domenica sera…credo che ripeteremo l’esperienza spesso. Ho assaggiato tutti gli aromatizzati e sono tutti splendidi.
Ho anche assaggiato il
Genmaicha Hanafubuki. Si tratta di un tè che io già conoscevo e apprezzavo in precedenza e l’avevo ordinato proprio perché l’avevo terminato e mi intrigava parecchio il fatto che questo avesse come base dei tè più pregiati. Ovviamente mi è piaciuto molto e sono rimasta colpita dal fatto che la differenza gustativa si riscontra in una maggiore lievità e finezza.
Grazie ancora per tutto, credo proprio che tu sia diventata la mia “spacciatrice” di tè ufficiale :-)
Loretta


“È stato un pomeriggio sereno, tutto avvolto di profumi. Potendo, li avrei assaggiati tutti assieme! Però alla fine ho optato per il Jade Arrow, che ho gradito tantissimo (mentre ti scrivo sto giusto godendomi la terza infusione): il profumo delle foglie infuse è qualcosa di incredibile.
Ero così contenta che alla fine sono riuscita a “contagiare” anche i miei familiari, che pure sono degli irriducibili della bustina: mia sorella è stata conquistata dalla dolcezza delle
Stille di Rubino; mia mamma invece non ha resistito all’aroma dell’Assam Mangalam. Pensa che sono addirittura riuscita a farle bere qualche sorso senza l’aggiunta di zucchero: e ti assicuro che è un evento più unico che raro.
Pur non avendolo ancora assaggiato, sono rimasta particolarmente colpita anche dalla fragranza dell’
Houjicha: fantastica. Sono certa di non aver mai provato un Houjicha all’altezza di questo.
L’
Assam Mangalam e il Darjeeling Phuguri mi hanno fatto ricredere sui tè neri. Li avevo sempre un po’ “snobbati” e ora invece quando mi capita di essere a casa la mattina sono diventati un appuntamento irrinunciabile! Il Darjeeling soprattutto, mi incanta guardarlo: mi sembra di avere nella tazza una spremuta d’oro zecchino.
Per quanto riguarda le bustine di Mizudashicha
beh, ho fatto male a comprarle: ora non ne potrò più fare a meno! Comodissimo, veloce da preparare, rinfrescante già solo a guardarlo…e poi quell’equilibrio perfetto tra note dolci ed erbacee. Insomma: anche questo promosso con lode.
Infine: mi hai giustamente invitata a muoverti qualche critica, se ce ne fosse stato bisogno. Ma lasciami dire che il servizio che offri con la tua “Selezione” secondo me è ineccepibile (e te lo dice una che ha una discreta esperienza di acquisti di tè sul web). L’unica pecca? Il fatto che tu non salti fuori dal pacchetto insieme ai tè! Sono certa che presentati e infusi da te abbiano un sapore ancor più speciale.
Come sono solita fare, li ho fatti mettere in posa e li ho immortalati: fotografare i tè è una cosa che mi piace tantissimo. Sarà che osservarli per me è una beatitudine tanto quanto berli, e fotografandoli mi pare di riuscire a scrutarli più in profondità.
Ho pensato che fosse una cosa un po’ sciocca mandarti la foto di un tè che mi hai appena spedito e che quindi conosci benissimo, ma te l’allego lo stesso. Ho scelto il più vanitoso, perché mi dà modo di inviarti un piccolo “omaggio floreale” fuori dall’ordinario”.
Serena F.

Stille_di_rubino


“Stamane ho provato
Brezza di seta: eccellente. Davvero notevole… Scorrendo con gli occhi gli ingredienti, la presenza della banana mi aveva suscitato una certa perplessità (ho un rapporto strano con questo frutto) e invece amalgama meravigliosamente tutti gli aromi (quanti e quali!), conferisce dolcezza al liquore e lo equilibra in una perfetta armonia. Notevole.
Ci credi se ti dico che già prima di aprire la scatola riuscivo a percepire lievemente quel profumo soave che ormai collego a “tè”?

Darjeeling Phuguri (sapor di mela verde), Darjeeling Gopaldhara, Jasmine Pearl (un tè principesco, il cui aroma quasi stordisce), Linyun White Snow (color di zenzero candito), Jade arrow e Tian Mu Quing Ding BIO… celestiali! Graditissima sorpresa sono stati il Giardino della nonna e l’East Frisian Sunday Blend. Il Giardino è una golosità, sa proprio “di buono” ;-) , non c’è che dire, gli aromi sono amalgamati in dolcezza. Ne comprerò ancora, è un buon tè da offrire, è stato molto apprezzato.
Stamattina invece ho fatto colazione col East Frisian: chi si aspettava una bontà simile! Ho guardato un po’ sospettosa quel colore così scuro, ormai abituata agli ambrati e ai mielati, ma mi son dovuta ricredere. Mi piace più dell’English Breakfast, ha un aroma stupendo, come di legno dolce”.
Lilium


“Il Giardino della nonna mi ha stupito, lo sto bevendo proprio adesso. Il profumo delle foglie secche aveva un nonsoché di crostata, un ricordo di burro (dato probabilmente dal granulato di yogurt). Sembrava troppo stucchevole al naso e non mi ispirava granchè, anche perché generalmente preferisco i verdi puri. Ma ora che lo bevo devo dire che è un tè che seduce e che in parte smentisce il profumo delle foglie secche. Lo trovo dolce al punto giusto (forse è la lemongrass che bilancia il tutto), rotondo e non spigoloso, fruttato e piacevolissimo da bere in un pomeriggio di primavera inoltrata come questo.
L’
Oolong Darjeeling Gopaldhara mi è piaciuto, l’ho trovato abbastanza persistente e con una personalità abbastanza spiccata, veramente piacevole. Il Linyum White Snow invece lì per lì non mi ha detto molto, l’ho trovato un po’ indefinito, anche se nella seconda infusione si rivela un po’ di più. Però non mi ha soddisfatto al 100%, magari  ho semplicemente sbagliato a farlo”.
Riccardo


“L’appuntamento quotidiano nella pausa pomeridiana è diventato un rito per la scoperta di nuovi sapori e profumi, inebrianti, con l’ulteriore piacere di usare le mie diverse teiere. Dal profumo della ciliegia (Hanai) a quello del lampone (Stille di rubino), l’insospettabile yogurt (Giardino della nonna), il tutto legato dal tè bianco o verde rende queste tazze, sorbite rigorosamente senza l’aggiunta di dolcificanti, dei veri viaggi. Ho notato che ho una netta preferenza per ingredienti come il pepe (Fresco tramonto) che lascia una freschezza veramente piacevole sopratutto in estate.
Sorrido perché il mio compagno al primo assaggio mi ha guardato sconfortato dicendo: “sono solo un maschio, sento solo l’acqua calda,  lo sai che a noi maschi dovete dare solo pasta all’amatriciana , mentre tu hai l’espressione di una che sta gustando un’esperienza unica”. Però diligentemente ogni pomeriggio mi aiuta ad allestire la tavola per il tè e lo beve con me. È anche per questo che lo amo”.
Paola