sab, 26 novembre 2011

Ukiyo significa mondo fluttuante. Ukiyo-e si riferisce alle immagini del mondo fluttuante.
Si tratta di un genere di stampa artistica giapponese su blocchi di legno, prodotta tra il XVII e il XX secolo: solitamente raffigura paesaggi.
È questa la suggestione del nuovo Natale e delle novità che porta con sé nella bottega virtuale.
Negli ultimi mesi, quello in cui ci stiamo muovendo è senza dubbio un mondo che fluttua, instabile, soggetto a continue variazioni. Cambiano le priorità, i punti di vista, cambia la natura attraverso i suoi tumulti.
La nuova proposta natalizia asseconda questo sentire: si ispira all’arte giapponese da cui prende il nome, è momentanea, figlia di questo tempo, evoca i colori e le insurrezioni della natura.
La collezione “Ukiyo” propone 10 pezzi di ceramiche giapponesi artigianali ad edizione limitata, ciascuno dei quali porta il nome di noti pittori, incisori e calligrafi giapponesi. Perché l’arte nipponica meglio di ogni altra sa cogliere i mutamenti attraverso un profondo rapporto di rispetto. Che sia questo l’auspicio per l’anno che arriva.
Le mani di un artigiano hanno creato questi accessori esclusivamente per voi, perché possiate sorbire i vostri tè nella piena consapevolezza di averli preparati in tazze e teiere irripetibili.
Sono tutti realizzati in gres semirefrattario; gli smalti utilizzati sono composti da rocce in polvere (feldspati, rocce basaltiche, polvere di marmo) e cenere di legna di ulivo.
I pigmenti sono per lo più rame e ferro, i quali combinati di volta in volta con smalti diversi reagiscono regalando colori diversi. Così la magia si rinnova ad ogni tocco.
La carrellata degli artisti parte da Hokusai, Utagawa e Sharaku, che ispirano 3 set composti da teiera e due tazze.
Utamaro, Toyokuni, Takanobu e Inoue prestano le suggestioni della loro poetica a 4 coppie di tazze. Infine, Shubun, Okamoto e Kiyohara, l’unica donna della selezione che per altro sposò un pittore italiano, omaggiano 3 splendide chawan per la preparazione del tè Matcha.
Il fascino di questi materiali si accentua col trascorrere del tempo, perché come recita il filosofo Yanagi Sóetsu “La bellezza nasce dall’uso“. Da sempre la cerimonia del tè incarna il culto della bellezza insita negli oggetti comuni di uso quotidiano, frutto del lavoro di umili artigiani. Questo dunque lo spirito di queste opere uniche, questo il messaggio che portano.
Sembrano partorite dalla terra, alcune sono la sintesi di boschi che spaziano fino al mare, fluiscono come acqua di cascate e si solcano con colate di cielo.
Nell’arte pittorica giapponese un ruolo dominante è riservato anche al vuoto, come del resto nella poesia haiku e nell’allestimento della stanza del tè. Dal vuoto si irradia l’energia che genera l’esperienza estetica e nella condizione del vuoto l’anima rimane aperta.
Il vuoto lascia spazio al pensiero, alla purificazione dei sensi. Sta a voi completarlo.
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