lun, 15 gennaio 2007
di nuovo cambiano le cose
di nuovo cambio luna e quartiere
come cambia l’orizzonte, il tempo, il modo di vedere.
Si riparte. Valigia alla mano, mi dirigo verso un nuovo cielo.
La destinazione è Roma: mi trasferirò lì per i prossimi mesi.
È una buona occasione per diventare grande, si tratta di lavoro. Del primo lavoro.
Sono felice perché, finalmente, è tutta vita che si muove. Sono sussulti che accendono e speranze che riscaldano.
Sto inciampando in una serie di belle possibilità, in bilico tra stupore e meraviglia. È bello poter misurare le proprie capacità, mettere alla prova le proprie abilità e accrescere la propria conoscenza. Mi entusiasma l’idea di poter arricchire il mio sentire e il mio dire: è un sottile piacere quello di espandersi, di impregnarsi, di abbracciare.
Temo sarò costretta a prendere una piccola pausa da questa isola di conversazione, come un amico una volta l’ha definita.
Vi lascio un tè da sorseggiare, un libro da consumare e qualche carezza da trattenere.
Il tè è un P’u-Êrh, originario della provincia di Yunnan, nell’estremo sud occidentale della Cina. La sua specifica denominazione mi piace molto, la trovo particolarmente evocativa: I-P’êng-Hsüeh, che letteralmente significa manciata di neve. È simile al calice di uno dei fiori che più amo, il fiore di loto. Ha un aroma molto delicato e un gusto lieve.
Il libro si intitola I labirinti del tempo. Storia di un’imperfetta armonia, di Roberto Carretta, Medusa Edizioni.
È un libro di rara bellezza e raffinatezza, nei contenuti, nelle immagini e nelle intenzioni. Nasce da un lungo, accurato e appassionato lavoro di ricerca e ogni pagina trasuda fascino e cura per i dettagli.
È questo il libro che vi lascio perché sono certa sarà in grado di incuriosirvi, stimolarvi e sedurvi e sentirete l’esigenza di assaporarlo molto lentamente; ci racconta del tempo che segna l’uomo e dell’uomo che segna il tempo. «Come un movimento colto con la coda dell’occhio, un’impressione fugace».
È un percorso che dai miti greci arriva alle più recenti ipotesi della scienza moderna, in merito a quello che resta un mistero intimamente legato al nostro essere. È un bellissimo viaggio attraverso i silenziosi chiostri medievali, i simboli rinascimentali e le allegorie barocche e il tutto si dondola tra storia e poesia.
Scoprirete così il tempo prima del tempo, i nomi del tempo, la cattura del tempo, il tempo sospeso, i giochi del tempo, fino ad interrogarvi sulla possibile esistenza di «una scorta di istanti, minuti, ore non contaminati dall’uso».
A presto, vi stringo.

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