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Il movimento del dare

Imparo dalle rose 
il movimento del dare 
dagli insetti come difendersi e percepire 
dagli uccelli come si possa estrarre succo dalle foglie 
così parlo a te 
che non so chi sei 

Abbiamo imparato dalle donne come illudere e conquistare 
dai genitori a non rubare 
dai bambini a giocare senza porsi limiti 
seguendo la nostra visione del mondo 

L’allegria ci passa accanto 
tra assordanti rumori 
abbiamo perso tempo e lacrime 
e nella vita a sorridere e sopportare 
nelle chiese a non pregare 
nelle scuole a non comprendere 
e ad ascoltare altre visioni del mondo 

Giardini e notti ci attendono di nuovo 
nell’anno che verrà l’oscurità non ci fa più paura ormai 

Imparo dalle rose 
il movimento del dare 
dagli insetti come difendersi e percepire

(F. Battiato)
 

Buon Natale

È un percorso faticoso, quello che mi sta conducendo al Natale quest’anno. Molto lavoro, qualche preoccupazione dovuta alla salute, alcuni cambiamenti importanti.
Ho pensato a lungo a cosa regalarvi e a quale augurio lasciarvi, e dopo aver valutato diverse ipotesi, ho optato per una piccola selezione di tè da suggerirvi per accompagnare i pranzi e le cene di festa.
Per chi non ama il vino, per chi non vuole limitarsi all’acqua, per chi desidera proporre un’alternativa originale e innovativa.

Il Genmaicha è un tè verde giapponese molto particolare. È un tradizionale Bancha a cui sono stati aggiunti mais e chicchi di riso soffiato. L’aroma è inconfondibile: dolce, lievemente tostato e rinfrescante, molto adatto ai cibi salati e dal basso contenuto di caffeina.
Restando in Giappone, Il Sencha, detto anche “Tè dell’ospitalità”, è un altro tè verde adatto a chi non desidera un gusto troppo incisivo. Ha un profumo molto fresco, erbaceo, leggermente amarognolo ed è in grado di sostenere sia cibi salati che dolci.
Altre alternative in fatto di tè verdi naturali potrebbero essere un Lung Ching di ottima qualità, dal sapore dolce, pieno e dalla spiccata fragranza di castagna, uno Yunnan Green, dalle foglie ricche di gemme lanuginose che gli donano un gusto morbido e corposo, o un Gu Zhang Mao Jian, uno dei tè più antichi e pregiati della Cina, dall’aroma lievemente affumicato, delizioso con pesce, verdure, riso e pasticceria secca.
Lo straordinario tè bianco Yin Zhen lo consiglio a tutti coloro che amano i sapori delicati, quasi impercettibili e per questo assolutamente unici. Un retrogusto mielato e un profumo di fiori all’alba, adatto a fine pasto, da bere puro.
Il noto Lapsang Souchong, tè nero cinese dall’aroma marcatamente affumicato, è indicato per i menu a base di carne e formaggi, mentre un Kenya Kaproret, un tè (nero) ricco di punte dorate, è adatto ai sapori freschi e corposi.
Dedico un’attenzione particolare all’Hong Mao Feng, un tè nero cinese di non facile reperibilità, molto buono e aromatico, affatto terroso, dalla foglia voluminosa e arrotolata e dal gusto piacevolissimo: un valido compagno soprattutto per i cibi salati.
Una miscela aromatizzata a base di tè nero e spezie potrebbe essere particolarmente adatta ai formaggi  e alla frutta secca o, in alternativa, per accompagnare biscotti allo zenzero e all’arancia.
Rimane il Jade Jasmin pearl, un tè cinese di rara bellezza e raffinatezza all’aroma di gelsomino: un tè che potrebbe accompagnare l’intero pasto, ma che si affianca egregiamente ai dolci, soprattutto a base di cioccolato fondente.
In ultimo, per tutti coloro che desiderano personalizzare lo champagne, un’idea veloce, di facile realizzazione e sicuro successo:

- 2 cucchiai di tè Oolong Tien Guan Yin (in alternativa potete utilizzare un tè verde aromatizzato alla frutta)
- Champagne di uve Chardonnay freddo

Immergete il tè in 500 ml di acqua fredda e lasciatelo in infusione per circa 5 ore.
Successivamente filtrate e mettete in frigorifero per un’ora prima di servire (coprendo bene l’infuso).
Poco prima di servire, versate nei calici riempiendoli a metà e completando con lo champagne.

 

L’augurio è che per il nuovo anno ci sia un cielo come questo a dondolare sulle vostre teste.
A presto.

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu.

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo
ci ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero.
(…)
Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento ci fa brillare più del vero.
(…)
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te.

M.Bubola

Discanto

Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza

I. Fossati

In trattoria

Questa nuova macchina mi concede di guidare potendo sentire il sole sui capelli: sopra la testa qualcuno ha provveduto ad incidere uno scrigno che affaccia sul cielo. È bello perché posso sorridere alle signore affacciate ai balconi, posso seguire il dondolio degli alberi e posso inseguire gli aerei.
Facendomi largo tra vischio, fili d’oro e luci colorate, in barba all’odore dei canditi e del muschio, questa mattina mi sono diretta verso il mare.
Quando l’inverno riesce a nutrirsi di un sole così corposo mi sembra sia l’unica vita possibile.
Durante il percorso mi sono scoperta a canticchiare una canzone che sintetizza assai bene la giornata che stava per accogliermi.
Mi viene voglia di cantarla di nuovo, qui adesso, dedicandola a voi. Vorrei invitarvi a godere della poesia delle cose semplici, così come la chiamo io.

Intanto possiamo volgere lo sguardo verso l’alto: attraverso lo scrigno a quest’ora, da una tasca del cielo, fa capolino la luna.

Seduto in questa piccola trattoria col giornale
in uno di quei pochi giorni in cui sto bene anche con me
e sto saltando tutte quelle notizie che fanno male
…e oggi non ce n’è 

Seduto in questa piccola trattoria sul mare
in uno di quei giorni in cui saprei parlare, pensa, anche d’amore
c’è solo un altro tavolo con due persone
ma com’è bello il mare fuori stagione
e com’è dolce questo sole, questa calma che c’è in me

Vorrei che non finisse questa giornata al mare
e questi miei pensieri così carini che ormai non faccio più
sarebbe così bello se fossi qui con me a mangiare
potrei tentare di spiegarti cosa sento
di tutti quei profumi che mi porta il vento
sarà perché viviamo sempre tanto in alto e non li sentiamo più

Seduto in questa piccola trattoria col giornale
e un cameriere che non vede mai nessuno e ha voglia di parlare
e mi racconta strani prodigi del mare
mi piace così tanto stare ad ascoltare
«Se vuole ancora bere o mangiare mi chiami, sono qui»

E intanto sta finendo questa giornata al mare
e sta finendo questo sole di febbraio che se ne va
sarebbe così bello se fossi qui con me a viaggiare
potrei tentare di spiegarti cosa sento
di tutte queste immagini che porto dentro
in uno di quei pochi giorni in cui sto bene anche con me

Seduto in quella piccola trattoria sul mare
con quel camerierino così gentile che ormai non ce n’è
lo sai che non ho perso il vizio di smarrirmi e di cercare
ma ci saprei tornare in quella trattoria, vienici con me.

(F. Concato)

Pioggia di novembre

Sono a casa.
Riprendo in mano le mie consuetudini e vi ringrazio infinitamente per l’affetto e la tenacia con cui avete scelto di starmi accanto. L’ho apprezzato molto.
Aspetto di ritrovarmi e intanto mi godo questa bellissima pioggia di novembre insieme a voi.

E se, e ma
mi pare sarà
eppure non piove
e nuvole non ne vedo di qua
è una striscia di cielo
non diversa da prima
solo freddo d’autunno
e bianco color di farina

guardo sopra al sesto piano
una goccia e poi l’altra si spiaccica in faccia
fa un rumore di sveglia
che tintinna sul ferro
di una gronda lontana

e viene la pioggia a lavare
le macchine in fila
gli allarmi strillare
e bagna le aiuole spellate
le multe stracciate
il cielo dei bar
sulla strada di pietra segnata
come panforte di tagli e binari
piove sulle varesine e gira gira
la giostra senza fine

cade sopra i tram che passano lenti
di ferro e di legno pazienti
con un occhio solo
buoni da guardare
dinosauri in fila ad asciugare
piove sui pensieri dietro ai fanali
delle tangenziali

e bagna nei cortili i gerani
le nere ringhiere
le lingue straniere
i viados di Gioia
la casba di Buenos Aires
le edicole accese
le borse e le spese

piove sulle campane
delle pievi romane
sulle grazie sui ceri
sui voti e sui desideri
cade sopra i piedi dei bambini
che ci sono ma non li vedi
sugli ortomercati
dentro i fabbricati
sopra le collette di spicci e sigarette
su uomini e su cani
e piove sulle urla dei villani

sul cimitero monumentale
sugli attacchini sugli spazzini
sulle chiese dei filippini
sui tavolini dei baracchini
sui gatti tristi dentro i cortili
sulle collane degli abusivi
sul padiglione degli infettivi
sopra i germani dentro i navigli

sui treni caldi dei pendolari
sopra i silenzi dei tassinari
sulle africane per mezzo ai viali
sopra i parenti negli ospedali
e piove stasera anche sul chiuso della galera

e venga la pioggia a Novembre
a lavarmi i pensieri dal fango e dal mal.

(V. Capossela)

C’è tempo

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno
teso come un lino a sventolare. 

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle,
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano,
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce,
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.

I.Fossati

…Perché ognuno trovi il suo tempo.