dom, 31 agosto 2008
La natura è capace di spettacoli straordinari, ne ho avuto conferma visitando la Sardegna. Una terra affascinante, che in ogni cosa esprime passione nei confronti della tradizione. Cucina, artigianato, musica, lingua, monumenti, simboli: tutto è unico. Anche il mare.

Su reposu est pius saboridu pustis de su trabagliu (Il riposo è più gradito dopo la fatica), recita la saggezza popolare locale. Difatti l’approdo a questa sala da tè è giunto graditissimo dopo una giornata trascorsa a camminare per le vie di Cagliari.
La tentazione di sorseggiare una tazza tiepida in prossimità del mare è molto forte e Dulcis Caffè è sembrato subito un rifugio piacevole.
Lo affianca il ristorante di Luigi Pomata, giovane cuoco emergente, proprietario di entrambi i locali; insieme propongono una vasta offerta di sapori: ostriche, champagne, vino, sushi, specialità di pesce, aperitivi, piccola pasticceria, caffè e tè.
Sul terrazzo l’atmosfera è placida, si gode di un bel silenzio. L’ora è quella tipica del tea time, ma il cameriere si stupisce quando gli chiedo una tazza di tè.
L’accoglienza è cortese e attenta, l’ordine e la pulizia esaltano il design essenziale dell’arredamento.
La carta dei tè non è granché ricca, ma esibisce gran parte delle tipologie di tè esistenti sul mercato: English Breakfast, Lapsang Souchong, qualche tè nero aromatizzato, Assam, Ceylon e un paio di Darjeeling. I tè verdi ne escono penalizzati purtroppo, se ne scorge appena uno aromatizzato al limone e zenzero. Il costo medio di ciascuna tazza si aggira intorno ai 4,00 euro.
Peccato imbattersi nell’errore (sempre più comune) di definire il Rooibos “tè rosso”, denota un approccio superficiale e scarsa conoscenza della materia.
Gli accessori sono graziosi, bella la scelta della teiera in ghisa e della tazza in ceramica chiara. Ahimè, le foglie giungono al tavolo già infuse da un tempo indefinito e il risultato è pressoché imbevibile. Per di più, la temperatura dell’acqua è troppo alta per un tè verde e la quantità è eccessiva per circa 300 ml.
Prendendo tra le dita alcune foglie risulta evidente che nella totalità sono spezzate e questo senza dubbio depone a sfavore della qualità del tè.
Certo l’entusiasmo si spegne e lascia spazio alla delusione; fortunatamente il caffè shakerato di chi mi accompagna è accettabile.
L’intenzione è buona, l’impegno è discreto, la volontà c’è tutta e questo è da premiare, soprattutto se si considera che in questa regione la cultura del tè stenta ancora a prendere piede.
È apprezzabile la scelta di utilizzare le foglie sfuse piuttosto che le consuete bustine industriali, ma se non si acquisisce il giusto metodo di preparazione e non si seleziona un valido fornitore, si rischia di vanificare tutto.
Pagando il conto e scambiando qualche parola con il cameriere, mi permetto di suggerirgli qualche piccolo accorgimento: la sua disponibilità lascia sperare bene.
Una sala da tè allestita su un terrazzo affacciato sul mare è cosa molto rara, e all’unicità di questa idea bisogna dare merito. Lasciamo che trascorra un po’ di tempo e auguriamoci che l’esperienza faccia il suo corso.
Dulcis Caffè
viale Regina Margherita 14 – Cagliari
È stata mia premura contattare direttamente il Sig. Luigi Pomata tramite email, cito testualmente: “Il ristorante Luigi Pomata è mio e di mio cugino ed io sono sempre presente, non saltuariamente ma costantemente, eccetto quando sono impegnato in trasmissioni televisive, conferenze, catering, ecc…
Comunque c’è il mio staff storico, ossia le stesse persone che cucinano e servono anche quando ci sono io.
Il locale accanto invece, chiamato Dulcis Caffè, dal dicembre 2007 non è più di mia proprietà, né la gestione della cucina, né l’organizzazione“.
Ringrazio il Sig. Pomata per la disponibilità e il chiarimento, e allo stesso modo ringrazio emilio per avermi permesso di correggere un’informazione in parte errata.
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