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I tè per l’estate

Finalmente pare che l’estate abbia deciso di palesarsi.
I gelsomini rifioriscono, le giornate si spengono su un cielo terso, nei campi lampeggiano i papaveri, l’aria ricomincia a profumare di buono.
Molti di voi mi hanno scritto nelle ultime settimane per chiedermi se e come poter utilizzare i tè della mia selezione per farne delle tazze fredde e dissetanti. Di seguito vi lascio dunque alcuni suggerimenti, uniti a qualche novità.

Il Mizudashicha è senza dubbio il tè più adatto ad accompagnare le giornate calde. Alcuni lo hanno già assaggiato lo scorso anno; è un tè verde importato direttamente dal Giappone (di cui in Italia al momento detengo con grande orgoglio l’esclusiva), costituito dalle foglie di uno straordinario Gyokuro Kyotanabe: quest’ultima, situata tra le montagne Ikoma e il fiume Kizu, è considerata la patria del Gyokuro della qualità più elevata.
È confezionato in pratiche bustine-filtro da circa 10 g ciascuna, utili a preparare in soli 5 minuti 1/2 litro di tè con acqua fredda. Potete portarlo ovunque: per improvvisi pic-nic, colazioni, giornate al mare o merende in terrazza. Avete la possibilità di prepararlo a casa e conservarlo in un pratico thermos per diverse ore, senza che diventi amaro, né astringente: per non rinunciare a dissetarvi in modo sano durante i lunghi viaggi, in ufficio, per la strada, accompagnando ogni spostamento nelle giornate più afose.
Il liquore è verde brillante e il sapore è quello tipico di un Gyokuro, di erba fresca in prossimità del mare.


In generale, i tè che si prestano particolarmente ad essere gustati anche freddi, sono quelli verdi, naturali, aromatizzati o profumati, a seconda dei gusti.
Il Matcha, per esempio, riserva sorprese interessanti se unito al latte freddo, declinato in vari tipi di bevande con frutta o spezie. Ne trovate qualche ricetta quiqui. E in questo testo ne trovate altre.
Se invece desiderate acquisire un modo per gustarlo freddo senza aggiunta di altro:
- Raffreddate la chawan in frigorifero per circa un’ora
- Setacciate il Matcha per evitare la formazione di grumi
- Versate nella chawan 2 chashaku (o 1 cucchiaino raso) di Matcha
- Versate circa 80 ml di acqua fredda (0°C) e mescolate con il chasen

Potete sperimentare invece il Genmaicha seguendo questo metodo di  preparazione:
- Utilizzate 7 o 10 g di tè per 500 ml di acqua fredda
- Mettete le foglie in una caraffa dotata di chiusura ermetica e versatevi l’acqua fredda
- Conservate in frigorifero per circa 2 o 3 ore
- Al fine di uniformare il sapore del tè, agitate la caraffa in orizzontale prima di versarlo in ciascun bicchiere

Il Gyokuro Shincha Wakana BIO e il Sencha Extra Premium Wazuka rendono ottimi risultati se preparati in questo modo:
- Utilizzate 8 g di uno dei due tè per una teiera da circa 400 ml
- Riempite la teiera con del ghiaccio (fatto con un’acqua oligominerale a basso residuo fisso)
- Attendete che il ghiaccio si sciolga in modo naturale, a temperatura ambiente
- L’infusione sarà terminata quando il ghiaccio si sarà sciolto completamente
- Versate nei bicchieri

L’Houjicha può essere preparato secondo due metodi differenti. Il primo appartiene all’antica tradizione contadina giapponese e consiste nel far bollire 10 g circa di foglie per 30 secondi in 500 ml di acqua, per poi filtrare e mettete in frigorifero per almeno un’ora, prima di aggiungere qualche cubetto di ghiaccio e servire.
Il secondo invece consiste nel fare un’infusione a caldo piuttosto forte, utilizzando 8 g per 200 ml di acqua a 80°C per 2 o 3 minuti e versando immediatamente nei bicchieri colmi di ghiaccio.
In linea di massima, quest’ultima metodologia può considerarsi adatta anche per tutti i tè verdi aromatizzati.

Il Rooibos, gli infusi di frutta Tino e Gobbolino e la nuova tisana benessere al Ginkgo (che da oggi trovate nella bottega virtuale nella categoria degli infusi aromatizzati) sono infine le alternative ai tè freddi adatte anche ad anziani e bambini.

Godiamo allora dei gelsomini, dei papaveri, del cielo terso e dell’aria buona. Godiamo del mare, del sole, delle albe senza rumore. Ma non rinunciamo al piacere della tazza, del ristoro.


Notte d’estate

L’acqua della fonte
suona il suo tamburo d’argento.
Gli alberi
tessono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela immensa
fa della luna
una stella.

(F.Garcia Lorca)

Horchata al tè verde

Horchata (o orxata) è il nome che viene attribuito ad una bevanda tradizionale a base di mandorle, orzo, riso, o chufa. Il nome ha origine a Valencia, orxata deriva molto probabilmente da ordiata (= fatta da ordi, orzo). Il francese e l’inglese orgeat, l’italiano orzata e l’olandese orgeade hanno la stessa origine, sebbene alcuni ingredienti siano diversi da Paese a Paese.
Viene servita ghiacciata ed è considerata un ottimo refrigerio durante la stagione calda; insieme al Tamarindo e Giamaica sono i tre sapori tipici della bevanda messicana Agua Frescas.

Quella che vi propongo è una versione rivisitata che, oltre alle mandorle, sperimenta l’aggiunta del tè verde e dello yogurt.
È un’idea innovativa ed energetica per le prossime colazioni estive, per la merenda di adulti e bambini, per un brunch o un dessert insolito per una cena in terrazza. Potete accompagnarla con un assaggio di cioccolato fondente, o qualche quadratino di ricotta fresca spolverizzata con cannella, o dello zenzero candito.

Ingredienti (per due persone):

• 1 tazza di tè verde freddo (potete utilizzare quello che preferite, personalmente vi consiglio questo, questo o questo che presto tornerà disponibile)
• 1 vasetto di yogurt bianco
• 1 bicchiere di succo di frutta alla pera freddo
• 1 pera Abate media fredda, pelata e tagliata a tocchetti
• 1 banana matura fredda, sbucciata e tagliata a tocchetti
• 3 cucchiai di mandorle pelate
• 5 cubetti di ghiaccio

Mettete tutti gli ingredienti in un mixer e aggiungete i cubetti di ghiaccio per ultimi. Frullate per circa 3 minuti a velocità media, o comunque finché il ghiaccio non si sarà frantumato completamente.
Versate nei bicchieri e servite immediatamente.


Il colore pallido e delicato dell’horchata mi ha portato alla mente alcuni versi di Pablo Neruda che vi lascio assaporare, tra un sorso e la pausa di un pensiero.

Ode al chiarore
(…)
Oh giorno pieno,
il mio corpo è una coppa
in cui la luce e l’aria
cadono come cascate.
(…)
Io sono il giorno,
sono la luce.
(…)
Devo andare
con il vento e l’acqua,
aprire le finestre,
abbattere porte,
rompere muri,
illuminare angoli.
Oggi devo
portare a termine il mio compito
di luce:
andare e venire per le strade,
le case e gli uomini
sconfiggendo l’oscurità.
Io devo farmi in mille
finché tutto sia giorno,
finché tutto sia chiarore.