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Biscotti verdi dei due orologi

Li ho chiamati così sull’onda della suggestione di un libro che amo molto e che sto rileggendo con gusto: Saltatempo, di Stefano Benni. Un testo originale, spiritoso, poetico e intelligente.
Lo faccio spesso, mi piace cucinare leggendo, muovendomi abilmente tra parole e immagini, odori e colori. Da un prato di ciclamini, una corriera verso il fondovalle, ad una cascata di farina e zucchero.
Dedico questa ricetta alle due canzoni di grillo, al cesto pieno di funghi sottobraccio, all’acqua che sa di corteccia, che evocano ricordi puliti e soleggiati.

Ingredienti:
• 200 g di mandorle
• 200 g di zucchero a velo
• 2 albumi
• 1 bustina di vanillina
• 80 g di pinoli
• 4 cucchiaini di tè Matcha

Montate a neve ben ferma gli albumi con metà dello zucchero. 
Mescolate lentamente con il restante zucchero e con le mandorle tostate e polverizzate nel mixer.
Aggiungete la vanillina e il tè verde. 
Dosando con un cucchiaino fate delle palline da rotolare, se volete, su un piatto in cui avrete distribuito i pinoli. Altrimenti, se amate sentire il gusto del Matcha più forte e incisivo, mettete solo uno o due pinoli al centro del biscotto con lo scopo di guarnirlo.
Cuocete in forno caldo per 15 minuti circa a 170°.

«Dunque, mettiti sotto quel nocciolo umido di brina, e fai in modo di ascoltare il rumore delle stille che cadono. Ora ti spiegherò una cosa fondamentale. Questo, è un orologio per il mondo di fuori». E tira fuori una cipolla meravigliosa, di acciaio brunito con un disegno di stelle e pesci. Lo apre, e dentro c’è un carillon.
«È meraviglioso», dico io.
«Questo è l’orologio che segna il tuo giorno cosiddetto normale: quello del far tardi a scuola, dell’alzarsi presto, delle ore che non passano mai, dei calendari, del lei guarirà in dieci giorni, dei moti stellari, delle maree e delle partite di calcio. Ma attenzione, ora ascolta».
Ed io ascoltai il ticchettio delle gocce che cadevano dal nocciolo.
«Ecco, questo è il rumore dell’orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena. È un tempo che non puoi misurare né coi cronometri né col più sofisticato astromacchinario. È il tempo tuo, misura la tua vita che è unica, e quindi è diverso dal mio.
Tu vivrai sempre con due orologi, uno fuori e l’altro dentro. Ogni volta che sentirai il ticchettio di quello di dentro, il gocciolare dell’acqua, le crome di un grillo, qualsiasi ritmo e balbettio del mondo, tu correrai avanti o scapperai indietro e vedrai cose e altre ne rivedrai»