mar, 10 aprile 2007
Ho indossato uno degli abiti più raffinati che possiedo per andare da Babington.
Mi trovo in piazza di Spagna, nel prestigioso palazzo settecentesco adiacente alla scalinata di Trinità dei Monti.
All’ingresso avverto subito un forte contrasto tra i rumori della strada e il silenzio ovattato della sala da tè. Vedo molta gente seduta ai tavoli ma tutti parlano a voce bassa.
C’è una bella luce che filtra dalle finestre, che in realtà sono vetrine.
La sala è arredata in tipico stile fine 800 e conserva tutte le decorazioni, stampe e mobili di quel periodo. Il risultato è sicuramente raffinato e signorile.

Sono state due signorine inglesi di buona famiglia a fondare Babington, nel 1893 : Isabel Cargill e Anna Maria Babington. L’intento era quello di aprire una sala da tè e di lettura per la comunità anglosassone.
Ancora oggi è gestita dalla famiglia di Isabel Cargill ed è un luogo diventato sinonimo dell’arte di servire il tè “all’inglese”, nel rispetto della più rigorosa tradizione.
Il personale ha un’aria infelice: signore con una divisa verde e rossa, dalla capigliatura impeccabile, che indossano un falso sorriso cortese e fissano i clienti in maniera insistente.
La sensazione che si ha dopo essersi accomodati è quella di essere di troppo.
Il servizio è molto curato ma del tutto impersonale. Avverto la mancanza di un sottofondo musicale che quasi sicuramente conferirebbe maggiore calore alla sala.
Ogni rivestimento è in legno pregiato, c’è un piacevole profumo nell’aria e gli specchi antichi donano all’ambiente una chiara impronta storica.
I tavolini posti negli angoli più belli, quelli che offrono gli assaggi più suggestivi della piazza, sono tutti rigorosamente riservati e sono gli unici ad essere impreziositi da vasi colmi di fiori.
Mancano i punti di errore, quelli che non si riescono a controllare. Mancano gli spazi imperfetti, quelli in cui l’apertura di una porta non è dove dovrebbe essere.
Non ci sono parti non finite, non chiare. Non vedo cose poste in posizioni sbagliate, non classiche.
Babington ha ospitato famiglie reali, politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura e ancora oggi offre una selezione di oltre 30 diversi tipi di tè e miscele provenienti da tutto il mondo, a cui si possono accompagnare dolci, muffins, tea cakes e scones caldi serviti con marmellate fatte in casa. Nel corso degli anni il menu si è arricchito con tradizionali breakfast all’inglese, insalate, sandwiches e piatti salati come il famoso riso al curry. E se non fosse abbastanza, il menu propone il tradizionale Brunch all’inglese con le uova Benedictine e l’High Tea: una selezione di crumpets caldi e pasticceria.

Il costo minimo di una tazza di tè è di 9,00 euro e quello massimo si aggira intorno ai 23,00.
Ordino un Keemun North Congou Anhui, un semplice tè nero aromatizzato all’orchidea. Non riesco ad apprezzarne la qualità: non emana alcun odore e il sapore è quello dell’acqua calda.
Sul menu non sono indicati i tempi di infusione per ciascun tipo di tè e le cameriere sono troppo discrete per dispensare indicazioni in merito: il risultato è un’infusione assolutamente imprecisa che altera la bevanda e non ne esalta le giuste caratteristiche.

Babington’s English Tea Room
Piazza di Spagna, 23
00187 – Roma
Phone +39 06 6786027
Fax +39 06 6791532
email: sales@babingtons.com
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