Foto del concorso “Il tuo rito del tè” (1)

 

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Il tè russo com'era una volta

Il tè russo com'era una volta

1) Scatto di Giulia da Anzio (RM) – 36 anni, cuoca/scrittrice
Sito web: http://rossa-di-sera.blogspot.com/
DESCRIZIONE: È il rito del tè pomeridiano come si faceva una volta nelle famiglie russe arstoctÏratiche: una dacha, un samovar, un pomeriggio di agosto e tante tante chiacchiere intorno ad un tavolo pieno di torte, dolci e frutta. Sono i ricordi della mia infanzia, quando tutta la famiglia ci si riuniva intorno.
Macchina fotografica: Canon Powershot A710 IS

 

 

 

Il rito del tè in ufficio

Il rito del tè in ufficio

2) Scatto di Giovanni da Viterbo – 45 anni, dirigente amministrativo ASL
DESCRIZIONE: Sappiamo bene che il tè ha i suoi tempi e i suoi riti. Ma siamo presi dal fast e dal food e qualche volta, nostro malgrado, facciamo del fast tea.
Macchina fotografica: Panasonic Lumix FX 12

 

 

 

Art of tea

Art of tea

3) Scatto di Paolo da Napoli – 42 anni, agente di polizia
DESCRIZIONE: La mia miscela preferita: tè aromatizzato con scorza d’arancio, mela e rosa canina miscelate a chiodi di garofano e coriandolo.
Macchina fotografica: Nikon coolpix S600

 

 

 

Il barbagiardino del tè

Il barbagiardino del tè

4) Scatto di Mariachiara da Milano – 28 anni, libraia
Sito web: http://www.thechefisonthetable.com/dblog/
DESCRIZIONE: Il giardino ideale per il mio rito del tè. [*Barbapapà]
Macchina fotografica: digitale

 

 

 

Fiore di tè bianco "Pont des Amoreux"

Fiore di tè bianco Pont des Amoreux

5) Scatto di Elga da Marrara (FE) – 35 anni, infermiera
Sito web: http://semidipapavero.blogspot.com
DESCRIZIONE: Una foto che ritrae perfettamente il mio rito del tè, donna che vive velocemente e che raramente si concede il lusso di una tazza di tè in solitudine.
Macchina fotografica: Nikon D70s

 

 

 

Il Tè: un viaggio tra infusi, dolcezze e ricordi

Il Tè: un viaggio tra infusi, dolcezze e ricordi

6) Scatto di Elisa da Renatico (FE) – 28 anni, infermiera
DESCRIZIONE: Il mio rito del tè rappresenta la mia vita, il calore della mia casa, il calore degli affetti, tutto rinchiuso in un unica esperienza.
Macchina fotografica: digitale

 

 

 

Cay

Cay

7) Scatto di Alessandro da Piombino (LI) – 34 anni, architetto
Sito web: http://lightwasenough.blogspot.com
DESCRIZIONE: In Turchia un bicchierino di cay è una tradizione irrinunciabile. Siamo abituati ad associare la Turchia al caffè, ma giunti in questo paese incredibile si rimane storditi dal ruolo che il tè – cay, pronunciato “ciai” – ha in questa societĂ . Ovunque, seduti a piccoli tavoli, i turchi scandiscono discussioni, chiacchiere, affari e amori bevendo in piccoli bicchieri di vetro a forma di tulipano – simbolo della Turchia stessa – un tè scuro dal colore rossastro e dal sapore deciso, uno dietro l’altro, accumulando i piattini per fare il conto al momento di alzarsi.
I commercianti vi offriranno del cay nel contrattare l’acquisto di un oggetto, e gli affittacamere vi offriranno un bicchierino di cay come benvenuto. PiĂš che il kebab o il caffè, dovessi dire quale alimento rappresenta la Turchia, ora so cosa risponderei: il cay.
Macchina fotografica: Pentax MX, 50mm SMC M f/1.7 su pellicola Ilford PanF 50 ISO

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