Di crepe, pollo e miscele

Tre idee per sperimentare i tè della bottega virtuale nelle declinazioni più disparate.
Una arriva dall’estate sulla mia terrazza; l’altra ci è stata suggerita da un lettore appassionato di cucina, architettura e tè; l’altra ancora da una cara amica e cliente che si diletta a creare miscele personalizzate con i tè e le tisane della bottega correggendole anche con spezie.

La ricetta della mia crepe salata è assai veloce, leggera, gustosa, adatta soprattutto a pranzi, cene o brunch improvvisi. Servendola con una tazza di Bai Lin Gong Fu Superior o di Shiawase  diventa un piatto originale, raffinato, di sicuro impatto sia visivo che gustativo.

Ingredienti (per 4 crepes piccole)
Per l’impasto:
– 500 ml di latte di soia (o latte normale parzialmente scremato)
– 2 uova
– 200 g di farina integrale
Per il ripieno:
– 1 zucchina grande tagliata a tocchetti
– 1 carota media
–  1 melanzana piccola
– cumino (facoltativo)
– 100 g di pecorino poco stagionato dolce tagliato a tocchetti

Frullate tutti gli ingredienti per l’impasto in un mixer e lasciate riposare per 10 minuti circa. Successivamente passate attraverso un colino per eliminare eventuali grumi.
In un wok versate appena 1 cucchiaio di olio d’oliva, mettete tutte le verdure, uno spicchio d’aglio privato dell’anima e pochissima acqua. Lasciate cuocere a fuoco medio mescolando di tanto in tanto per circa 15 minuti.
Se vi piace il cumino, tostatene una manciata di semi in un’altra padellina antiaderente per pochi minuti. Dopodiché pestateli in un mortaio e uniteli alle verdure.
Ungete una padella antiaderente non molto grande dai bordi bassi con poco burro di soia, fatela riscaldare bene e versate un mestolo di impasto per volta, lasciando cuocere circa 2 o 3 minuti per lato.
Farcite la crepe con il ripieno di verdure, aggiungete i tocchetti di pecorino dolce, arrotolatela e tagliatela a rondelle.
Servite adornando con del timo fresco se ne avete.


La ricetta di Marco invece è un secondo fresco e corroborante, in cui il tè diventa uno degli ingredienti principali:

Pollo affumicato al tè con pompelmo e finocchi

Ingredienti (per 4 persone)
– 600 g di petti di pollo interi
– 1 cucchiaio di tè [vi suggerisco l’Houjcha o il China Special Golden]
– 1 cucchiaio di riso
– 2 cucchiaini di zucchero
– 1 pompelmo rosa
– 1 pompelmo giallo
– 2 finocchi
– 1 cetriolo
dragoncello q.b.
– 2 cucchiai di yogurt naturale
– 3 cucchiai di olio EVO
– sale q.b.

Mettete il pollo in un cestello per la cottura a vapore, coprite e cuocete una mezz’oretta sopra una pentola con acqua bollente salata e poi lasciate intiepidire nel cestello stesso.
In un wok mettete dei fogli di alluminio a rivestire le pareti [va bene anche una larga padella antiaderente]; aggiungete le foglie di té, lo zucchero e il riso e mescolate.
Coprite e scaldate su fiamma dolce. Appena comincia a formarsi fumo, mettete sopra il cestello con il pollo e affumicatelo per 20 minuti, lasciando poi raffreddare.
Pulite e riducete a spicchi i finocchi, lavate a e affettate con una mandolina rigata il cetriolo, spremete il succo dei pompelmi. Al succo aggiungete lo yogurt, un pò di dragoncello [non tanto che è dolciastro], l’olio e un pizzico di sale.
Infine tagliate il petto a fette non troppo spesse, aggiungete cetrioli e finocchi [e se vi piace anche degli spicchi di pompelmo] e cospargete con l’emulsione di succo di pompelmo e yogurt.
Servite accompagnando con una tazza di tè bianco naturale selvatico Ye Sheng, che grazie alla sua spiccata nota minerale e ai suoi sentori lievemente agrumati e di nocciola, asseconda e contrasta al tempo  stesso il sapore del pompelmo, dei finocchi e dello yogurt.

In ultimo, Elvira propone una miscela personalizzata creata al mattino per la colazione, per garantirsi un risveglio salutare, profumato e rinvigorente, all’insegna della musica da meditazione. Lo ha chiamato Amarillide, il nome di un fiore il cui significato è preghiera, bellezza, fierezza.

Infuso Amarillide 

Ingredienti (per una tazza da 300 ml)
– 2 cm di zenzero fresco
– 1 cucchiaino di Tisana Buon Umore
Р1 cucchiaino e mezzo di t̬ verde aromatizzato Altri Tempi
– miele q.b.

Fate bollire la radice di zenzero sbucciata in 300 ml di acqua per circa 5 minuti. Successivamente filtrate e lasciate infondere nel decotto di zenzero le foglie della tisana per 6 minuti.
Nel frattempo l’acqua sarà giunta alla temperatura giusta (75°/80°C) per infondervi anche le foglie del tè verde per circa 2 minuti.
Alla fine filtrate tutto e aggiungete a vostro piacimento del miele.

Tre finestre sul cortile

Un post di passaggio per ringraziare tre care amiche per le interessanti opportunità che mi hanno regalato.

La prima è Miralda Colombo, ideatrice e curatrice di un blog delizioso scritto a due mani più due manine e un cucchiaino. Ha scritto un articolo sulla rivista KIDS invitandomi a rispondere a qualche domanda circa il rapporto tra il rito del riposo dei bambini e le tisane. Così è nata La notte buona di Acilia.

La seconda è Elena Torresani, la redattrice del blog di Maggie, uno spazio delle idee per far conoscere chi e come sta salvando il mondo. Mi ha intervistata durante una lunga e piacevolissima chiacchierata e mi ha dedicato un articolo nel suo spazio virtuale.
È stato per me un onore, per la devozione e l’accurata selezione degli argomenti e delle protagoniste che Elena conferma ogni giorno in ciò che scrive.

La terza è Sandra Salerno, che nel suo ormai famoso e amato blog Un tocco di zenzero ha ospitato 3 dei Sei sentieri della bottega virtuale, associandoli a 3 raffinate e originali ricette.
Da molti anni cura progetti legati al mondo del cibo e del vino, è una talentuosa fotografa e una consulente gastronomica appassionata e curiosa. Negli ultimi tempi è diventata anche cuoca a domicilio.


Creando queste 3 ricette ha dato ancora più prestigio a queste foglie che, per storia, lavorazione e aroma sono già fortemente caratterizzate.
Tengo a condividerle con voi perché possiate divertirvi a sperimentare il tè anche come ingrediente, sfruttando le sue potenzialità non solo in tazza.
Utilizzando l’oolong Li Shan, Sandra ha articolato un profumatissimo risotto alla lavanda, aromatizzando l’acqua di cottura con del finocchio e alcune foglie di tè.
Due proposte a base di pesce invece ha riservato per il tè verde Anji Bai e il tè bianco Ye Sheng selvatico. Il primo declinato in una insalata di sgombro affumicato con semi di senape e alchechengi, il secondo in uno spiedino di branzino in infusione nel tè con funghi champignon neri.


Mi piace sempre vedere in quanti modi il tè possa farsi stimolo. Nelle parole, tra i fornelli, sulla carta stampata, nelle consuetudini dei bambini.
Ringrazio di cuore tutti coloro che scelgono di aprire una finestra su questo che voglio definire cortile, e non mondo del tè, perché ne dà la giusta dimensione di intimità e valore. Perché come il cortile, dà luce e lascia passare aria.

Dressing per l’insalata al tè, cumino e yogurt

Oggi inizia ufficialmente l’estate.
Da domani, uno dei piatti che presenzierà più frequentemente sulle nostre tavole sarà l’insalata: di pasta, di verdure, di orzo o di farro, di formaggi, di frutta, di mare o di erbe fresche. In ogni declinazione, servita a metà o inizio pasto, da sola o a sostegno di carne e pesce, è un modo attraverso cui possiamo esprimere la nostra creatività, componendola come desideriamo, senza seguire necessariamente dosi e schemi predefiniti. L’insalata è un piatto libero, colorato, profumato, di facile e immediata preparazione.

Di seguito vi suggerisco un modo che ho sperimentato di recente per condirla.
Si tratta di un dressing (condimento) a base di tè, stuzzicante, leggero, dissetante. Il sentore mentolato, quasi balsamico del cumino è irresistibile.
Naturalmente potete divertirvi ad usare anche verdure diverse da quelle che vi propongo nella mia ricetta e potete aggiungervi un accenno di semi di zucca decorticati.

Ingredienti (per 4 persone):

• 1 cucchiaio di semi di cumino
• 1 cucchiaio di foglie di tè (potete usare un nero o un verde indifferentemente, speziato o agrumato. Nella mia insalata ho usato il tè nero Darjeeling BIO aromatizzato al bergamotto)
• 1 tazza di yogurt bianco magro BIO
• una manciata di pomodorini ciliegini o datterini
• 1 cetriolo
• una manciata di lattuga romana
• una manciata di carote
• sale q.b.
• pepe Sichuan (in alternativa, se non lo avete, va bene anche il classico pepe nero) q.b.
• qualche rametto di timo fresco e qualche foglia di basilico fresco per guarnire

Tostate in una padella antiaderente i semi di cumino finché non assumono una colorazione marrone scura e finché non iniziano a liberare l’aroma in modo dirompente.
Aggiungete le foglie di tè e tostate per 1 minuto. Togliete dal fuoco e mettete in un mortaio per ridurli in polvere.
In una ciotola (o nei singoli piatti fondi) mettete insieme i pomodorini, il cetriolo, l’insalata e le carote e condite con sale e pepe. Spruzzate con la polvere di tè e cumino e mescolate. Aggiungete lo yogurt aromatizzato con un po’ di pepe Sichuan e mescolate uniformemente.
Coprite e mettete in frigorifero fino al momento in cui la mangerete (eventualmente scolate il liquido accumulato in eccesso prima di servire).

Ricette fredde a base di Matcha: ultimo caldo

Una cara amica mi ha dato lo spunto: aveva il desiderio di un gelato artigianale al tè Matcha e mi ha chiesto la ricetta migliore che conoscessi. In realtà ne ho testato diverse versioni negli ultimi anni, ognuna delle quali si è rivelata ottima e a suo modo originale.
Ho pensato così di proporvi una selezione dal Web delle ricette fredde più curiose in fatto di Matcha, partendo dal gelato, passando per mousse e panne cotte, fino ad arrivare a budini e bavaresi. Per ristorare palato e spirito durante le ultime settimane calde che rimangono da godere.

Per coloro che ancora conoscono poco il tè Matcha, l’approfondimento più completo in merito ritengo sia quello redatto da Là dove fumano le tazze, un delizioso blog sul tè nato da poco più di un anno, che stimo e seguo con molta passione.
Qui invece potete trovare svariate fotografie in cui il Matcha è ritratto in tutte le sue declinazioni.

Divertitevi a sperimentare, confrontare e assaggiare.

Ancora buona estate a chi attende di riposare.

Horchata al tè verde

Horchata (o orxata) è il nome che viene attribuito ad una bevanda tradizionale a base di mandorle, orzo, riso, o chufa. Il nome ha origine a Valencia, orxata deriva molto probabilmente da ordiata (= fatta da ordi, orzo). Il francese e l’inglese orgeat, l’italiano orzata e l’olandese orgeade hanno la stessa origine, sebbene alcuni ingredienti siano diversi da Paese a Paese.
Viene servita ghiacciata ed è considerata un ottimo refrigerio durante la stagione calda; insieme al Tamarindo e Giamaica sono i tre sapori tipici della bevanda messicana Agua Frescas.

Quella che vi propongo è una versione rivisitata che, oltre alle mandorle, sperimenta l’aggiunta del tè verde e dello yogurt.
È un’idea innovativa ed energetica per le prossime colazioni estive, per la merenda di adulti e bambini, per un brunch o un dessert insolito per una cena in terrazza. Potete accompagnarla con un assaggio di cioccolato fondente, o qualche quadratino di ricotta fresca spolverizzata con cannella, o dello zenzero candito.

Ingredienti (per due persone):

• 1 tazza di tè verde freddo (potete utilizzare quello che preferite, personalmente vi consiglio questo, questo o questo che presto tornerà disponibile)
• 1 vasetto di yogurt bianco
• 1 bicchiere di succo di frutta alla pera freddo
• 1 pera Abate media fredda, pelata e tagliata a tocchetti
• 1 banana matura fredda, sbucciata e tagliata a tocchetti
• 3 cucchiai di mandorle pelate
• 5 cubetti di ghiaccio

Mettete tutti gli ingredienti in un mixer e aggiungete i cubetti di ghiaccio per ultimi. Frullate per circa 3 minuti a velocità media, o comunque finché il ghiaccio non si sarà frantumato completamente.
Versate nei bicchieri e servite immediatamente.


Il colore pallido e delicato dell’horchata mi ha portato alla mente alcuni versi di Pablo Neruda che vi lascio assaporare, tra un sorso e la pausa di un pensiero.

Ode al chiarore
(…)
Oh giorno pieno,
il mio corpo è una coppa
in cui la luce e l’aria
cadono come cascate.
(…)
Io sono il giorno,
sono la luce.
(…)
Devo andare
con il vento e l’acqua,
aprire le finestre,
abbattere porte,
rompere muri,
illuminare angoli.
Oggi devo
portare a termine il mio compito
di luce:
andare e venire per le strade,
le case e gli uomini
sconfiggendo l’oscurità.
Io devo farmi in mille
finché tutto sia giorno,
finché tutto sia chiarore.


Novità in Puglia e in Giappone

Mancherò qualche giorno perché andrò a Gragnano (NA) a seguire il Master del tè.
Nell’attesa di potervi raccontare quanto appreso, vi lascio una ricetta finger food velocissima in cui i sapori tipicamente meridionali sorreggono e arricchiscono quelli orientali in modo originale e stuzzicante. L’idea nasce infatti per accompagnare una tazza di Genmaicha Hanafubuki o Houjicha Kaori Fumi: nelle cene improvvise, per un aperitivo sfizioso, a merenda o per un brunch innovativo.

Crocchette J’improvise

Ingredienti:
– 1 mozzarella fresca
– 6 taralli pugliesi medi all’olio di oliva con semi di finocchio
–  25 g di burro
– rosmarino fresco q.b

Tagliate la mozzarella a tocchetti e frantumate i taralli in un mortaio. Amalgamate in una ciotola questi due ingredienti con le mani. Rosolate subito dopo in una padella antiaderente i 25 g di burro insieme al rosmarino, fino a farlo imbiondire.
Prendete l’impasto con un cucchiaio per poi passarlo in un altro (formate delle quenelle), oppure prendete il composto e lavoratelo con le mani fino a ottenere delle crocchette.
Cuocete le crocchette nel burro aromatizzato al rosmarino per pochi minuti (girandole almeno una volta), finché non risulteranno dorate. Servite ancora calde (e filanti).

Rimanendo in Giappone, colgo l’occasione per comunicarvi che da pochissimi giorni la categoria “Accessori” della bottega virtuale si è ampliata grazie all’inserimento di due nuovi prodotti esclusivamente orientali: il chasen e il set 3 pezzi per la preparazione del tè Matcha.

Rimanendo in Puglia invece, vi lascio due accenni di alcune nuove proposte che si affacceranno nella bottega nei prossimi mesi: una confettata realizzata e adornata artigianalmente per una coppia di sposi di Bari e un pensiero-ricordo realizzato, sempre artigianalmente, per il primo compleanno del mio nipotino, dedicato agli invitati della sua festicciola.




Torno presto. Vi abbraccio.

Biscotti della nonna Maria

Le ricette delle nonne, si sa, sono di gran lunga più buone di quelle che catturiamo da libri, riviste, televisione e di recente anche dai food-blog. Hanno una storia, una ragione, un luogo, un ricordo, uno stato d’animo da cui si originano e a cui sono legate; spesso sono frutto di una necessità diventata creatività. Sono ricette autentiche, questo è il valore aggiunto.
Le nonne impastano esclusivamente con le mani, non ammettono l’utilizzo di nessun congegno. L’unico modo che conoscono per dare forma ad un piatto è entrare in contatto diretto con ciascun ingrediente che lo compone. Le nonne si sporcano, si scottano, attendono.
In passato cucinare significava famiglia, le nonne erano solite farlo solo per i loro uomini e i loro figli. Era sinonimo di dedizione, di aggregazione.

Nonna_MariaMia nonna Maria preparava il pane in casa, i taralli dolci per la colazione, le cartellate e le sfogliatelle a Natale, i marzapani, le spumette, la focaccia con la farina di grano bruciato, le scarcelle a Pasqua e la pasta fresca di ogni tipologia con ogni tipo di condimento. È sempre stata una sintesi di energia, candore, tenerezza, spontaneità: non so immaginare la mia esistenza senza la sua voce. È l’espressione dell’abnegazione nell’accezione più piena, è dotata di una solarità contagiosa, di una positività irresistibile.

Questa ricetta è frutto di una tradizione che lei ha accostato al periodo natalizio; da molti anni le mie colazioni dicembrine sono degli appuntamenti irrinunciabili con questi biscotti, leggeri e versatili: si prestano ad affiancare indifferentemente caffè, latte, cioccolato caldo, tè aromatizzati e persino naturali. Sono biscotti semplici, molto gustosi, hanno una consistenza che sorprende. L’essenzialità è la loro caratteristica migliore.

Ingredienti:

• 1 Kg di farina 00
• 180 g di zucchero
• 4 uova
• 200 g di olio di semi
• 1 bustina di ammoniaca per dolci
• 1 bustina di lievito per dolci
• 1 bustina di vanillina
• mezzo bicchiere di latte tiepido
• marmellata a scelta q.b. (mia nonna usa rigorosamente quella di mele cotogne che prepara in casa)

Impastate con le mani creando un cratere con la farina e aggiungendo nell’ordine: le uova, lo zucchero, l’olio di semi, la vanillina, il lievito e l’ammoniaca fatta sciogliere nel mezzo bicchiere di latte tiepido.
L’impasto deve risultare né troppo denso, né troppo molle.
Bagnate le mani all’olio, fate una sorta di serpentelli abbastanza spessi con la pasta e distendeteli con il mattarello. Spalmate la marmellata sui serpentelli e ripiegate la pasta su se stessa per chiudere il rotolo; mettete su carta da forno, spargete con il pennello poco latte sulla superficie e spolverare con pochissimo zucchero.
Infornate (con forno già caldo ventilato) a 175° per 20 minuti circa.

Biscotti_nonna