Wistaria Tea House: il regno della resistenza culturale

Esiste un luogo in un angolo di Taipei, dove si instaura un dialogo tra il tè, il bevitore e il paradiso.
Un dipinto, un vaso di fiori, una finestra aperta rappresentano il cielo. Una teiera, una tazza, un cucchiaino simboleggiano la terra. Attraverso l’energia del tè, l’uomo, il cielo e la terra comunicano liberamente.

Si chiama Wistaria Tea House questo luogo, la casa da tè del glicine.
Ha l’età e la saggezza di una nonna, è nata nel 1920, costruita in una casa di legno in stile giapponese sulla Xinsheng Road, una delle strade principali di Taipei.
L’hanno chiamata così dopo che tre glicini nel cortile antistante hanno creato un’ampia zona ombreggiata che conduce fino all’ingresso del palazzo.


La dimora è stata la residenza del governatore generale di Taiwan sotto il dominio giapponese nel 1945. Successivamente, sotto l’amministrazione della Repubblica cinese nel 1950 è diventata un dormitorio pubblico.
È nel 1981 che si trasforma in una sala da tè, grazie a Mr. Zhou Yu, figura celebre in fatto di tè cinese e taiwanese. Si è fatta luogo d’incontro per i dissidenti politici in lotta per una Taiwan democratica e da allora è stata e continua ad essere un posto privilegiato di incontri per letterati, artisti e accademici.
Nel 1997 è stata designata come monumento storico del governo di Taipei.


All’interno di una stanza più ampia ci sono diverse camere tappezzate con tatami giapponesi e adornate con accessori curati in ogni dettaglio. I materiali naturali predominano nettamente.
Tutto è collegato in un cerchio che promuove il flusso del Qi (Ch’i), che nella concezione cinese del cosmo è l’energia fondamento dell’esistenza da cui ha origine la materia.
La carta dei tè è scritta a mano, solo in cinese, sebbene il personale parli inglese in modo da sostenere i turisti nella scelta delle foglie. I tè sono selezionati personalmente da Zhou Yu che predilige piantagioni antiche e ne assicura l’alta qualità. Il suo è uno spirito non solo alla ricerca dei sapori migliori, ma anche di un equilibrio in fase di coltivazione che rappresenta un aspetto del dialogo tra uomo e natura che il tè dovrebbe ispirare.
Si servono prevalentemente tè verdi, Oolong ossidati in varia percentuale, invecchiati e Pu-Erh pregiati.
L’acqua è volutamente presa da una sorgente di montagna che viene opportunamente bollita in cucina e portata ai tavoli in bollitori di argilla mantenuti caldi con bruciatori ad olio.
I metodi di preparazione possono essere differenti, a seconda del tipo di tè, del tempo a disposizione e del desiderio degli ospiti.
Il metodo più consueto è il Lao Ren Tea, espressione più antica del noto Gongfu Cha.
Il Lao Ren Tea è il tè del vecchio (老人 lao ren dal cinese si traduce old people), chiamato così probabilmente perché l’invecchiamento riconduce ai fondamenti della vita e perché detta ritmi lenti, come quelli assaporati durante la cerimonia.


La preparazione e la degustazione possono essere guidate, se non si preferisce stare in solitudine a leggere o scrivere.
Il più delle volte, oltre ad una teierina in terra Yixing, si adopera una tazza alta nera (cha hai) per la preparazione. Una tazza bianca alta (wen xiang) serve per sentire l’aroma delle foglie sia durante l’infusione che successivamente, una volta svuotata. In un’ultima tazza bianca più bassa (rukou) si beve il tè.
Si può arrivare a godere di 15 infusioni delle stesse foglie per esempio di un Pu-Erh invecchiato, deliziandosi anche con spuntini a base di mango e ciliegie essiccati e semi di anguria. Il pranzo invece è in stile giapponese.
I tempi sono dilatati, l’atmosfera è calma: si può restare seduti per l’intero giorno senza essere disturbati mai. Si può chiacchierare, lavorare, osservare, ascoltare musica cinese, talvolta anche dal vivo. Sono le sonorità dell’erhu ad avvolgere, a rilassare.


La musica è solo uno dei canali attraverso cui nella Wistaria Tea House si promuove la cultura. Periodicamente si ospitano mostre d’arte di pittori, fotografi o artigiani di tessuti, presentazioni di libri, workshop di talentuosi ceramisti, corsi di calligrafia cinese.
Lo stesso Zhou Yu conduce degli incontri sul tè, due dei quali ha chiamato “Semplicità infinita”, promuovendo soprattutto gli aspetti culturali della bevanda, unitamente al valore di alcuni agricoltori di Taiwan che curano le loro piantagioni con attenzione particolare.
Questa casa, prima di ogni altra cosa, è un centro creativo, intellettuale, un rifugio per la guarigione dello spirito, il regno della resistenza culturale. Un luogo prezioso dove si può fare qualunque cosa nel rispetto dell’ingegno, del tempo, del gusto.
Il fondatore sostiene che essa si fondi su 4 principi fondamentali:  correttezza, tranquillità, chiarezza e rotondità, intesa come completezza.
La tranquillità dovrebbe permettere di liberarsi dai risentimenti, al fine di ottenere chiarezza sulla propria esistenza.
Pochi simboli suggeriscono mondi.

Wistaria Tea House
No 1, Lane 16, Section 3, Xinsheng South Rd. (Heping East Rd, Daan District)
Taipei City 106, Taiwan

 

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10 Commenti a “Wistaria Tea House: il regno della resistenza culturale”

  1. roberta cobrizo Scrive:

    che sogno…

  2. Patty Scrive:

    Che meraviglia! Non fatico a credere che questo luogo aiuti la guarigione dello spirito.

  3. iulia Scrive:

    oh che mervaviglia! Acilia ti prego non smettere mai di raccontarci di queste realtà! Che peccato non ci siano posti così anche qui da noi!
    Un abbraccio

  4. Serena Scrive:

    Che posticino incantevole… Mi ha colpita il contrasto tra il rigoglio selvatico delle piante di glicine, fuori, e il nitore pacificato degli interni; o meglio: “dialogo”, più che contrasto: un indicarsi a vicenda. Che aria buona vi si deve respirare 🙂

  5. Giustino Catalano Scrive:

    Un solo commento. Brava e grazie per la diffusione della cultura vera del tè.

  6. Acilia Scrive:

    @roberta e @Patty
    È una meraviglia, sì. Me ne sono perdutamente innamorata appena mi sono imbattuta in un breve articolo inglese che la riguardava. Non ho potuto non approfondire.

    @iulia
    Prometto che non smetterò 🙂
    È difficile che posti così arrivino fino a noi. Non abbiamo la stessa passione e lo stesso rispetto per il tempo da dedicare a noi stessi.

    @Serena
    Te lo riscrivo anche qui che sono molto felice che tu sia tornata, anche tra i commenti nel mio blog 🙂
    Grazie.

    @Giustino Catalano
    Grazie a te collega, per l’apprezzamento e per contribuire con impegno e dedizione alla stessa diffusione.

  7. Paola C. Scrive:

    Splendido post Acilia cara. Quanta bellezza…!
    Grazie per averci condotti in un altro posto di sogno, dopo l’altrettanta magia della casa da tè giapponese Takasugian di cui ci hai già raccontato.
    Io ti vedrei bene in Italia a gestire un luogo così 🙂

  8. Ivana Scrive:

    Si tratta di cultura lontana dalla nostra e adattarla anche in parte a noi la stravolgerebbe. Certo e’ affascinante questa dilatazione del tempo,questa gestualità musicale,questa natura compenetrata all’uomo !possiamo però pensare almeno di tendere a questi modelli di relax mentale e fisico.

  9. Loretta Scrive:

    Grazie Acilia… mi trasferirei lì e ci vivrei all’infinito…

  10. Francesca Scrive:

    è proprio l’idea di sala da tè che ho in mente. Probabilmente impossibile per me entrare appieno nella filosofia cinese, ma mi piace molto studiarla.
    La chiarezza su chi si è veramente si può trovare solo in luoghi come questi, in una sala da tè pensata per dare stimoli, essere un centro dove partono rivoluzioni, soprattutto quelle interiori.
    Grazie per avermi mostrato questo angolo di mondo che pensavo esistesse solo nella mia mente. Spero un giorno di poter dar vita a un luogo così, fuori dal mondo.
    A presto,
    F.

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