Il racconto del Tè di Natale: proclamazione del vincitore

“Esattamente un anno fa, stanco dei pochi stimoli che avevo attorno e in cerca di nuove avventure, ho deciso di trasferirmi in Inghilterra per qualche mese, perch√© tutto intorno a me era buio e avevo bisogno di vedere i colori.
Il mio non è il racconto del viaggio, ma del ritorno. Del momento in cui ho raccolto le persone a me care, davanti ad una tazza di tè, in una calda atmosfera natalizia.

Avevo invitato a casa mia chi veramente mi era mancato in quei momenti con lo scopo di stare un po’ insieme, ma la sorpresa pi√Ļ grande √® stata ricevere da loro¬† un pacco con dentro un t√®: il tuo T√ą di Natale.
Ricordo i loro volti riflessi nelle tazze rosse con gli agrifogli verdi , le fragorose risate nel sentire i miei racconti di viaggio e la voglia che quei momenti potessero durare per sempre, o perlomeno fino al momento in cui si mette di nuovo l’acqua a bollire e si inizia nuovamente.
Nella stanza i carillon suonavano canzoni natalizie, le lucine dell’albero coloravano le pareti e il freddo pungente riusciva solo ad appannare i vetri delle finestre.
Non so se sia quella magica atmosfera oppure la bellezza di sorseggiare del t√® con chi ti √® veramente vicino, ma posso dire che quel momento lo ricordo ancora ora e quando arriva Natale, ormai per tradizione, metto su il bollitore e preparo quel t√® cos√¨ particolare¬† e l’odore che¬† si perde per tutta la casa mi ricorda il viaggio, ma soprattutto il ritorno. Un ritorno che ha ancora il sapore di biscotto e carota, ma in compagnia”.

Il racconto appartiene alla penna di Ezio, anzi di SpEzio, un giovane travel blogger pugliese che ambisce a speziare le giornate di tutti, in un viaggio immaginario con una vecchia valigia sotto braccio che nasconde un bastoncino di cannella.
Colleziona cappelli, si definisce un cantastorie, desidera che i suoi lettori si sentano su una ruota panoramica mentre leggono i suoi racconti.
Si aggiudica il premio per il miglior racconto del T√® di Natale per l’autenticit√†, la semplicit√† e la delicatezza. Per la suggestione legata alla dimensione del viaggio, del conforto, dell’amicizia. ¬†Del ritorno a ci√≤ che √® familiare.
Lo ringrazio per aver voluto condividere il suo ricordo e per averci trasferito l’emozione.

Il premio consiste in un cesto composto da un set di due tazze giapponesi artigianali, un libro di haiku, una selezione di tre tè, un set cucchiaini dosatori per le foglie e una deliziosa confettura di Moreno Cedroni di fragole e timo al limone.

I racconti arrivati sono stati molti, soprattutto attraverso le email. √ą stata una gioia accoglierli tutti: alcuni divertenti, altri malinconici, altri ancora di una tenerezza quasi inesprimibile. Tutti voglio ringraziare.
Tengo a trascrivere anche alcune righe di quello di Elena T., una cara cliente che vive in una paesino della provincia di Verona, che pure mi ha colpita per calore e bellezza.

Trovo che il Natale sia uno dei periodi pi√Ļ belli dell‚Äôanno.¬†√ą periodo di festa e di regali e di famiglie felici.
Il mio Natale per molti anni non è stato poi così bello. Figlia di immigrati, ho trascorso la maggior parte dei miei Natali sola con i miei genitori. Quanta tristezza avevo nel cuore in quei momenti.
Ho ricordi di Natali trascorsi nella solitudine della mia stanza, in compagnia di un buon libro. Era diventato un piccolo rito comprarmi un libro da leggere il giorno di Natale. Lo sceglievo sempre qualche settimana prima e lo riponevo sul comodino in attesa del fatidico giorno.
Ora che molto √® cambiato, i miei Natali sono decisamente pi√Ļ ricchi di¬†sorrisi ed anche se i miei parenti sono lontani ho la fortuna di¬†trascorrere questi giorni in compagnia delle persone che pi√Ļ amo.
Mi piace onorare questa magica  giornata in loro compagnia, mi piace cucinare, preparare una bella tavola piena di pietanze ed addobbare la casa a festa. Adoro il Natale e lo stare assieme.
Ma non per questo rinuncio al mio piccolo spazio che tanto mi era caro gli anni passati,  la mia tradizione personale a cui non voglio rinunciare: leggere un piccolo libro nel silenzio della mia stanza.
Da qualche anno la lettura del libro è sempre accompagnata da un’ottima tazza del tuo Tè, che mi riscalda e accompagna di pagina in pagina. Perché l’ho assaggiato per la prima volta l’anno scorso ed ha subito evocato in me ricordi di bambina, di una bambina felice ed estroversa che non aveva paura di nessuno. Ricordi di quella stessa bimba che a suon di studio e coraggio si era meritata il rispetto di tutte le persone che non la volevano.

Perché è questo quello che evoca in me questo tè di Natale. Con quel profumo di biscotto così buono che solo ad annusarlo mette allegria, ti fa pensare ai biscotti e al latte lasciati la notte a Santa Lucia, e al foglio con la firma della Befana che hai custodito per così tanto tempo, e a Babbo Natale che quella volta avevi riconosciuto come tuo vicino di casa.

Perchè questo tè è capace di scatenare vortici interni di emozioni. Non si sa mai quale nota sensibile toccherà al prossimo assaggio. Ed è per questo che va bevuto lentamente e nella tazza migliore, perché è elegante ma non pretenzioso, piace a tutti e produce una piccola consapevolezza interiore che bisogna saper ascoltare.
Io preferisco berlo nella mia tazza di fine porcellana cinese color blu oltremare, di prima mattina, quando il sonno ha sfumato i ricordi del ieri e la sveglia invece ha creato i presupposti per una nuova giornata.

Perch√® questo t√® √® speciale, perch√® questo t√® √® Natale“.

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2 Commenti a “Il racconto del T√® di Natale: proclamazione del vincitore”

  1. Patty Scrive:

    Grazie ad Ezio, anche per me il Suo racconto √® il pi√Ļ bello, grazie ad Elena per il Suo ricordo cos√¨ triste, ma anche tanto dolce e, soprattutto, grazie a Te Acilia per questo meraviglioso T√® di Natale che √® capace di risvegliare i migliori ricordi di ognuno di noi e mantiene la promessa di altre giornate cariche di calore, amicizia, condivisione.

  2. lapiubelladitutte Scrive:

    Che belle tutte due le storie! Buon anno nuovo!

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