Alla ricerca del tempo perduto: un premio per il vostro racconto del tè di Natale

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè.
Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere.
Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me.
Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale.
Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè”.
(M. Proust)

Lo spunto mi è stato dato dalla recensione che una cliente della bottega virtuale ha redatto in merito al Tè di Natale, la quale si è ricordata, bevendolo, di un’opera di Proust. Le ha evocato la ricerca del tempo perduto.
Non c’è espressione più calzante rispetto alle motivazioni che mi hanno guidata nella scelta degli ingredienti di questa miscela. È bello che siano arrivate dirette, filtrate solo dai profumi.


Quello perduto è il tempo pulito dell’infanzia, quello dilatato, infinito, delle notti trascorse ad aspettare i regali, delle colazioni di torte, canditi, campane e pigiami caldi di sonno contento. Quel tempo eterno che gioisce solo del suo essere tempo.
Questo è il tempo che cerchiamo  di ricostruire ogni giorno, consciamente o inconsciamente, quello a cui aneliamo ma che spesso dimentichiamo, perché trascinati dal risucchio asfissiante delle cose, dalla rigidità delle idee, dai sacrifici, dalle perdite.
Quando 3 anni fa ho creato questa miscela ho pensato esattamente a questo: colmare il desiderio di questa ricerca, dando contemporaneamente, nel solo spazio di una tazza, un’opportunità e un monito che riconciliassero e rammentassero quel tempo.
Per questo ho voluto la morbidezza dell’arancia vanigliata, per questo ho voluto l’aroma di biscotto. Perché il biscotto è il primo incontro con la dolcezza che ci viene concesso da bambini e nella vita adulta  ne rimane ancora il più potente richiamo.
Le scaglie di carota e i boccioli di rosa simboleggiano la leggerezza di coriandoli e fiori.

Una settimana fa poi, durante un corso che ho condotto presso il ristorante Umami, una partecipante mi ha raccontato di aver instaurato insieme a suo marito una sorta di rituale che consiste nel ritrovarsi ogni mattina nella cucina di casa, dopo aver accompagnato i figli a scuola, per fare colazione insieme, preparando il tè.
In quell’istante ho avuto la conferma che il rito della tazza calda, più di ogni altra cosa, serve a tornare per recuperare. Prima ancora di rischiare di perderlo quel tempo.

 

Tutto questo voglio tentare di dirvi con il mio Tè di Natale. Tutto questo potete dire voi regalandolo.
E altro ancora vorrei mi raccontaste dei pensieri che vi suscita, dei luoghi in cui vi porta, delle atmosfere che vi evoca.
Scrivetemi fino al 20 dicembre, nei commenti o in una email, il vostro racconto del Tè di Natale: ditemi del giorno o del momento più significativo in cui lo avete gustato, a chi lo avete regalato e perché, quali tazze e teiere avete scelto per prepararlo o servirlo, quali colori avevate intorno quando lo avete annusato. Raccontatemi se siete riusciti a recuperare, fosse anche per poco, quel tempo perduto.
Al racconto più bello spetterà la pubblicazione nel blog, nella pagina Facebook di Insieme a tè e la consegna di un grande pacco regalo dietro la porta di casa, a sorpresa. Come ogni Natale d’infanzia che si rispetti.

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5 Commenti a “Alla ricerca del tempo perduto: un premio per il vostro racconto del tè di Natale”

  1. Patty Scrive:

    Mi fa piacere che la mia recensione e la mia impressione, assaggiando il tè di Natale, siano state calzanti. Questo tè evoca proprio la ricerca, il ricordo, la gioia che sanno donare certi profumi.
    Sono ancora più contenta di poterlo nuovamente acquistare, è un rito a cui non so più rinunciare.

  2. Mariella Scrive:

    Il primo anno che ho acquistato il tuo tè di Natale l’ho portato con me in montagna. L’ho condiviso con gli amici che ritrovo lì ogni anno, quindi per me è diventato il tè della neve e delle amicizie ritrovate. Ci piace moltissimo a tutte le ore del giorno…
    Grazie Acilia

  3. Fulvia Scrive:

    Racconto del tè di Natale
    Fuori nevica, di quella neve a piccoli fiocchi ghiacciati che non evocano la magia della lentezza soffice di quelli più grandi, pesanti e morbidi.
    E’ un cadere meno soave, più freddo.
    Questo è il momento di creare dentro casa l’incanto che solo per un caso fuori ancora non c’è.
    Mi metto comoda, morbida e soffice nei pensieri, mi predispongo ad assaporare una tazza di tè caldo e aromatico e a condividerla con chi amo.
    Sorseggio il mio tè alla finestra, sento le voci delle bambine che scherzano piano, e, i fiocchi ghiacciati e rapidi nella loro discesa, sembrano rallentare per un attimo, riportando il tempo e i miei pensieri al giusto equilibrio.

  4. Sonia f Scrive:

    Il mio racconto è quello di un viaggio.
    Sono in autobus e sto andando a trovare mio padre che non vedo da 3 anni. Nella borsa ho un piccolo termos con il tuo tè di Natale che spero rimanga caldo ancora per qualche ora…
    L’ho assaggiato lo scorso anno per la prima volta perché me lo hanno regalato e l’ho aspettato per un anno intero impaziente.
    Ho voluto portarlo con me durante questo viaggio importante perché mi fosse di conforto, perché come nessun altro tè mi trasmette calore, da dentro.
    Ne conserverò due ultime gocce, con la speranza di poterle condividere una volta scesa dalll’autobus.
    …Grazie per queste emozioni Acilia.

  5. Ezio Scrive:

    Questo è il mio racconto del tè di Natale.

    Esattamente un anno fa, stanco dei pochi stimoli che avevo attorno e in cerca di nuove avventure, ho deciso di trasferirmi in Inghilterra per qualche mese, perché tutto intorno a me era buio e avevo bisogno di vedere i colori.
    Il mio non è il racconto del viaggio, ma del ritorno. Del momento in cui ho raccolto le persone a me care, davanti ad una tazza di tè, in una calda atmosfera natalizia.
    Avevo invitato a casa mia chi veramente mi era mancato in quei momenti con lo scopo di stare un po’ insieme, ma la sorpresa più grande è stata ricevere da loro un pacco con dentro un te: il tuo TE di Natale.
    Ricordo i loro volti riflessi nelle tazze di tè rosse con gli agrifogli verdi , le fragorose risate nel sentire i miei racconti di viaggio e la voglia che quei momenti potessero durare per sempre o perlomeno fino al momento in cui si mette di nuovo l’acqua a bollire e si iniziasse nuovamente. Nella stanza i carillon suonavano canzoni natalizie, le lucine dell’albero coloravano le pareti ed il freddo pungente riusciva solo ad appannare i vetri delle finestre. Non so se sia quella magica atmosfera oppure la bellezza di sorseggiare del tè con chi ti è veramente vicino, ma io posso dire che quel momento lo ricordo ancora ora e quando arriva Natale, ormai per tradizione, metto su il bollitore e preparo quel te così particolare e l’odore che si perde per tutta casa mi ricorda il viaggio, ma soprattutto il ritorno. Un ritorno che ha ancora il sapore di biscotto e carota, ma in compagnia.

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