Nelle mani di Cosimo

Cosimo fa il contadino. Suo figlio Michele è morto tre anni fa a causa di un tumore.
Era amico di mio padre, Michele. Quando ha combattuto con il tempo per provare a capire e a risolvere, mio padre non lo ha abbandonato un istante.

Ad ogni stagione Cosimo si presenta a casa per regalarci i frutti della sua terra.
Ogni volta ci sorprende, ogni volta lo invitiamo a sedersi e ogni volta lui rimane sulla porta, non vuole dare fastidio. Viene con il volto annerito e rugoso, dice poche parole sommesse: nelle mani cesti di olive, oppure di pesche o uva.

Per questo Natale io vi regalo questa piccola storia. E vi auguro di riuscire a mantenere saldo il valore della memoria, della riconoscenza, del pudore, di riuscire ad emozionare con gesti piccoli, come fa Cosimo.
Vi metto tutti nelle sue mani, segnate, indurite ma tenaci, autentiche. Nelle stesse mani in cui lui trattiene la bellezza dei frutti.

Carissimi auguri, grazie sempre per la vostra presenza.

 

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9 Commenti a “Nelle mani di Cosimo”

  1. antonio Scrive:

    E’ il miglior augurio che possiamo farci in questi tempi difficili: quello di riscoprire valori autentici soprattutto nei luoghi e nelle persone che li custodiscono. Riscriviamone la scala. Solo così potremo tornare Grandi….persone….prima di tutto! Auguri piccola!

  2. Francesca Scrive:

    tanti auguri carissima Acilia e grazie del racconto

  3. astrofiammante Scrive:

    è un bellissimo augurio, grazie e auguri a te.

  4. Serena Scrive:

    Che possa tornarti tutta indietro, questa bellezza che spargi così come si semina, senza riserve; che ti germogli intorno fino ad avvolgerti intera.

    Grazie per l’augurio toccante.

  5. Raffaele Scrive:

    Non potevo immaginare un augurio più bello e significativo, grazie carissima Acilia. Leggerti è sempre un grande piacere, come perdersi nella tua capacità di raccontare e di sentire.
    Buon Natale anche a te…e a Cosimo.

  6. Raccontatore Scrive:

    Un bell’augurio. Ci saranno ancora mani come quelle? sì, speriamo sempre più numerose.

  7. paolo balestra Scrive:

    Ti ringrazio per aver condiviso questo racconto toccante di vita vissuta. Francesca ha “pianto come una matta” (cito sue testuali parole), io sono rimasto molto colpito per il significato profondo di quel gesto genuito.
    Buon Natale da tutti noi.

  8. Anonimo Scrive:

    Cara Acilia, nell’oceano spesso vaniloquente e autoreferenziale dell’universo dei blog e dei social network, le tue parole sono fra le poche a suggerire, sempre, immancabilmente, una forza straordinaria ma quotidiana del sentire. Ammiro il rispetto che hai delle parole perché la loro bellezza non mira a se stessa, bensì sgorga naturalmente dal garbo con cui maneggi i ricordi, l’esperienza e la coscienza di parti di essa o della sua intierezza, il dolore, l’identità di ogni momento… Non diversamente accade quando le mani si muovono con cura devota attorno alle foglie di un tè, ad una tazza, scelta per caso o per volontà, a una teiera, al processo di infusione, attorno a tutti quegli oggetti e quei piccoli silenziosi passaggi che concorreranno a generare quel piacere che conosciamo e attendiamo. Il tuo sguardo sa rivolgersi sempre con semplice onestà al tuo vissuto interiore e con pari onestà le tue parole sanno restituircelo. La raffinatezza che avvolge quanto scrivi e contraddistingue il tuo mondo (quello che conosciamo attraverso il tuo sito e le tue attività) parlano di una mente e un cuore colti e coltivati, che hanno saputo liberarsi della tecnica giacchè ormai fa naturale parte di te. Ti ringrazio per questo meraviglioso augurio, foriero di qualche lacrima di commossa dolcezza, e auguro anche a te giorni di riposo e calore. Un forte e intenso abbraccio. Miriam

  9. Valerio M Scrive:

    Carissima,
    le riflessioni e le emozioni che suscita la tua sensibilità umana sono impagabili.
    In mezzo ad effimere apparenze, costumi e “necessità di crescita”, si dimentica il sale: la ricchezza della condivisione e della solidarietà fatta anche di piccole attenzioni, di umili gesti che però portano tutto ciò che si ha, e significano davvero ciò che si è!
    Con un mondo di bene, auguri!
    Tuo
    Valerio

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