ven, 14 maggio 2010
Horchata (o orxata) è il nome che viene attribuito ad una bevanda tradizionale a base di mandorle, orzo, riso, o chufa. Il nome ha origine a Valencia, orxata deriva molto probabilmente da ordiata (= fatta da ordi, orzo). Il francese e l’inglese orgeat, l’italiano orzata e l’olandese orgeade hanno la stessa origine, sebbene alcuni ingredienti siano diversi da Paese a Paese.
Viene servita ghiacciata ed è considerata un ottimo refrigerio durante la stagione calda; insieme al Tamarindo e Giamaica sono i tre sapori tipici della bevanda messicana Agua Frescas.
Quella che vi propongo è una versione rivisitata che, oltre alle mandorle, sperimenta l’aggiunta del tè verde e dello yogurt.
È un’idea innovativa ed energetica per le prossime colazioni estive, per la merenda di adulti e bambini, per un brunch o un dessert insolito per una cena in terrazza. Potete accompagnarla con un assaggio di cioccolato fondente, o qualche quadratino di ricotta fresca spolverizzata con cannella, o dello zenzero candito.
Ingredienti (per due persone):
• 1 tazza di tè verde freddo (potete utilizzare quello che preferite, personalmente vi consiglio questo, questo o questo che presto tornerà disponibile)
• 1 vasetto di yogurt bianco
• 1 bicchiere di succo di frutta alla pera freddo
• 1 pera Abate media fredda, pelata e tagliata a tocchetti
• 1 banana matura fredda, sbucciata e tagliata a tocchetti
• 3 cucchiai di mandorle pelate
• 5 cubetti di ghiaccio
Mettete tutti gli ingredienti in un mixer e aggiungete i cubetti di ghiaccio per ultimi. Frullate per circa 3 minuti a velocità media, o comunque finché il ghiaccio non si sarà frantumato completamente.
Versate nei bicchieri e servite immediatamente.

Il colore pallido e delicato dell’horchata mi ha portato alla mente alcuni versi di Pablo Neruda che vi lascio assaporare, tra un sorso e la pausa di un pensiero.
Ode al chiarore
(…)
Oh giorno pieno,
il mio corpo è una coppa
in cui la luce e l’aria
cadono come cascate.
(…)
Io sono il giorno,
sono la luce.
(…)
Devo andare
con il vento e l’acqua,
aprire le finestre,
abbattere porte,
rompere muri,
illuminare angoli.
Oggi devo
portare a termine il mio compito
di luce:
andare e venire per le strade,
le case e gli uomini
sconfiggendo l’oscurità.
Io devo farmi in mille
finché tutto sia giorno,
finché tutto sia chiarore.
Tag: bevande fredde, frullato, horchata, mandorle, ode al chiarore, orzata, Pablo Neruda, ricette con le mandorle, tè verde, tè verde freddo
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14 maggio 2010 alle 11:29
Io devo farmi in mille
finché tutto sia giorno,
finché tutto sia chiarore.
mi sembra un ottimo compito da prefissarsi.
un abbraccio, l’horchata non vedo l’ora di poterla assaggiar.
nina
14 maggio 2010 alle 13:05
mi sembra un’ottima proposta…
17 maggio 2010 alle 15:41
Degna conclusione con i versi di Neruda. Una bevanda che proverò sicuramente non appena il caldo si stabilizzerà anche quaggiù al Nord
17 maggio 2010 alle 20:12
Finalmente qualcosa da provare per l’estate
Specialmente visto che amo tanto il sapore delle mandorle, delle pere e, ovviamente del tè verde! E mi piace che non dici di aggiungere zucchero
18 maggio 2010 alle 12:15
La ricetta di questa bevanda sarà perfetta per rinfrescarsi nei pomeriggi caldi. Io amo molto anche il tuo lato poetico, grazie a te non scordo che il mondo può essere letto anche tramite una poesia. Un bacio.
29 maggio 2010 alle 05:52
Quanta orzata mi son bevuta da piccola…. e tanto latte di mandorle! mi hai fatto tornare in mente bellissimi ricordi!
voglio proprio provare questo drink….originale e speciale….come questo blog e te!
sempre bello passare da qui!
un abbraccione
Terry