gio, 6 agosto 2009
In Giappone esiste un tipo di tè che – si dice – vanti una storia ancora più antica e più nobile rispetto a quella del tè verde: 麦茶 il mugicha (si pronuncia mughicià), ossia il tè d’orzo tostato.Pare che il mugicha fosse una delle bevande estive predilette dagli aristocratici del Periodo Heian (794-1192 circa). La sua popolarità è continuata nei secoli successivi, rimanendo la bibita favorita non solo degli aristocratici, ma conquistandosi un posto speciale anche nel cuore della gente comune.
Nel Periodo Edo (1603-1867) il mugicha era diventata una bevanda così conosciuta ed apprezzata da un numero sempre crescente di persone che iniziarono persino a diffondersi i venditori ambulanti di questo tè. Queste attività viaggianti erano note col nome di 麦湯売りmugiyu-uri, ovvero vendita di tè d’orzo tostato.

Ancora adesso il mugicha rimane una delle bevande più amate dai giapponesi, soprattutto in estate quando l’afa e l’umidità sembrano prosciugare tutte le forze e le energie. Non a caso, infatti, il mugicha appare sugli scaffali dei supermercati verso i primi di giugno per poi ritornarsene nell’oblio verso la fine di settembre.
È interessante notare come il mugicha in Giappone venga servito quasi solo ed esclusivamente freddo, e per questo è considerata la bevanda tradizionale estiva per eccellenza. Il tè verde invece viene raramente servito freddo, anche in estate, mentre in Corea il mugicha si consuma freddo in estate e caldo in inverno.
Alcuni giorni fa sono stata invitata a casa di una mia amica a prendere un tè e sul suo tavolo mi aspettava proprio una refrigerante tazza di mugicha freddo accompagnata da un classico wagashi estivo: 水羊羹 mizu-yookan, ossia una gelatina preparata con marmellata di fagioli azuki, agar-agar e zucchero.
Sebbene il mugicha si trovi sfuso, la maggior parte dei giapponesi preferisce acquistarlo in pratiche bustine che si possono utilizzare sia per le infusioni a caldo che a freddo. L’infusione a freddo, in particolare, permette una preparazione rapidissima e semplice e che prevede l’uso di una bustina di mugicha imbevuta in un litro d’acqua fredda (la dosa d’acqua si può variare in base ai gusti). Il tutto viene poi lasciato riposare per circa un’ora, dopodiché la bevanda è pronta per essere gustata, naturalmente senza né zucchero né dolcificanti di alcun genere.

Ho aperto una delle bustine per mostrarvi com’è fatto il mugicha. Come vedete, si tratta soltanto di orzo tostato e frantumato. Il sapore ricorda molto quello di un caffè annacquato e sebbene questo paragone non sia molto invitante, vi posso assicurare che è delizioso.
Il mugicha però non è solo un eccellente rimedio contro l’afa della terribile estate giapponese, a quanto pare è un ottimo toccasana anche per chi soffre di stress. Inoltre, grazie alla totale assenza di caffeina, è un’ideale bevanda anche per i più piccini perché disseta in modo naturale senza stimolare il sistema nervoso.
Come sempre, le cose più semplici rimangono le migliori.
お茶はいかがですか。O-cha wa ikaga desu ka? Vi andrebbe una tazza di tè?
Tsubaki
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Tag: giappone, mugicha, orzo tostato, tè d'orzo, tè freddo, tè giapponese
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6 agosto 2009 alle 11:25
Mai una volta che passando di qui non si scopra qualcosa di nuovo!
Pensa che a me non scoraggia neanche l’idea del sapore di caffè annacquato; le novità mi incuriosiscono sempre, e lo assaggerei ben volentieri specialmente in queste giornate afose (che però immagino siano un paradiso di freschezza al confronto con l’estate giapponese).
E mi fa gola anche la gelatina di marmellata di azuki… sarà colpa dell’ora
6 agosto 2009 alle 14:59
Io adoro il mugicha, è l’unico tè che mi disseta veramente! D’estate, anche qui in Italia, vado avanti a caraffe (e a ogni sorso mi ricordo della mia prima estate in Giappone, quando l’ho scoperto).
9 agosto 2009 alle 09:00
Meraviglioso! Questo tè devo assolutamente provarlo anch’io!
12 agosto 2009 alle 20:31
Confermo, è dissetante e molto, molto buono!
13 agosto 2009 alle 08:42
che voglia di assagiarlo per dissetarmi e rinfrescarmi da un’estate romana veramente calda. Chissà, magari un giorno in Giappone.
26 gennaio 2010 alle 15:26
L’estate giapponese l’associo al canto delle cicale e al… mugicha!!!
25 ottobre 2011 alle 12:06
Ciao! Ma esiste in italy??