Dove tutto diventa possibile

Che Firenze sia un grande nucleo culturale risulta evidente da subito, dopo poche centinaia di metri percorsi nel centro storico. Non si tratta solo dei bellissimi musei e monumenti, non solo delle architetture religiose e civili; ad ogni angolo di strada si inciampa in piccole stamperie, cartolerie antiche e moderne, botteghe specializzate nella vendita di materiale per la pittura, rifugi di artigiani del legno e dell’oro, gallerie d’arte. È il trionfo dell’espressione artistica e creativa. Si ha la sensazione che tutti i passanti, una volta tornati a casa, non possano fare altro che scrivere, dipingere, scolpire, leggere o suonare.
Gli stimoli arrivano dai posti più inaspettati, dai bar che espongono mostre fotografiche, dagli alimentari tipici che propongono una selezione di letteratura a tema, dai parrucchieri che allestiscono le loro boutique con quadri e sculture di prestigio.
Il Rinascimento non è solo nato a Firenze, è una condizione dell’anima che si rinnova ogni giorno in questa città.

Ponte_vecchio
La sensibilità sviluppata nei confronti della cultura e del senso, inteso come significato, si manifesta anche attraverso la diffusione del tè nel capoluogo toscano. Nella mia lenta passeggiata mi sono imbattuta in diversi posti in cui servono e vendono le foglie profumate, alcuni dei quali mi hanno sorpresa e conquistata.
Durante il pomeriggio particolarmente afoso, cercavo una comune gelateria che mi rinfrescasse con un sorbetto alla frutta. Affacciandomi su Borgo degli Albizi ho scorto invece una deliziosa tana di legno chiaro, con due panchine, alcuni libri e un odore buono che mi ha catturata al primo sguardo. Vestri: cioccolato d’autore, gelato e, a sopresa, tè verde.
È il nome di una famiglia che da circa 30 anni rappresenta la tradizione della cioccolateria italiana e che negli ultimi 5 ha acquistato nell’isola di Puntacana (Santo Domingo) una piantagione di cacao di 8 ettari. Lì coltiva, senza pesticidi e senza prodotti chimici, il cacao che poi invia e lavora in Italia presso lo storico laboratorio di Arezzo. Il risultato è un cioccolato artigianale di altissima qualità, confezionato in un packaging realizzato dalla signora Vestri e studiato appositamente per ogni prodotto.
La stessa propensione alla genuinità e la stessa cura per i dettagli si ritrova nei loro gelati, rigorosamente artigianali, realizzati senza glutine, senza aggiunta di coloranti né aromi artificiali e dai gusti ricercati. La crema di menta, aromatizzata con la pianta erbacea e non con lo sciroppo zuccherino a cui gli altri bar ci hanno abituati, mi ha ammaliata per la sua inesprimibile bontà.
Vestri è un posto pensato sia per chi vuole fare una pausa veloce e ricominciare subito a camminare, sia per chi ha bisogno di riposarsi e desidera chiacchierare comodamente. Ai primi propone anche una serie di bevande servite in bicchieri di plastica adatti al take away (da portare via): cioccolata fredda, latte di mandorle freddo, frappé, granita, affogato di yogurt con fragole fresche e tè verde giapponese Matcha freddo, che ho trovato molto gustoso, preparato con la giusta concentrazione di polvere e venduto ad un prezzo decisamente accessibile (2 euro).

Vestri

Attraversando Piazza Salvemini e proseguendo per via Pietrapiana, si giunge a Piazza Ghiberti: un vasto largo improvviso dedicato al mercato di frutta, verdura e ogni altro genere alimentare. Non è tra le piazze più raffinate della città, ma grazie ai colori e ai suoni tipici dei mercati, freme di sincerità.
Al numero 22 della piazza si trova La via del tè. Da più di 40 anni questo marchio, sotto la guida di Alfredo Carrai, si è guadagnato il primato di importazione e commercializzazione del tè in foglia in Italia. Attualmente la squadra di Carrai è una delle poche, se non l’unica nel nostro Paese, ad occuparsi anche di miscelazione e creazione di nuovi mélanges.

Via Del Tè
La sala/boutique a Firenze, sede principale e storica de La via del tè, è esteticamente piacevole, elegante. Due gentilissime ragazze accolgono i clienti all’entrata aiutandoli a scegliere il posto ad essi più congeniale: sono sorridenti, disponibili e naturali.
I rivestimenti in legno scuro, le comode sedie tipiche dei vecchi bar e un ottimo jazz a basso volume, rendono l’atmosfera rilassante.
Il menu è abbastanza vario, ci sono specialità dolci e salate, tè aromatizzati freddi, cocktail analcolici a base di tè, il Gongfu cha e il tè marocchino serviti con gli oggetti caratteristici dei riti. Il Shincha Gyokuro Wakana è il tè che ho ordinato, corredato di biscotti al burro e Matcha e mandorle tartufate al Matcha. È stato servito in una piccola teiera di vetro, modello giapponese, alla giusta temperatura; la qualità delle foglie non ha deluso, forse la quantità era leggermente superiore a quella necessaria. Inoltre, giungendo al tavolo ad infusione già iniziata, sarebbe utile che il cliente fosse illuminato dal personale sui tempi di infusione del tè scelto, ché non è detto debba conoscerli.

Shincha Gyokuro Wakana
Chi mi ha accompagnato ha ordinato un tè verde freddo shakerato aromatizzato con agrumi e menta (da loro chiamato Casablanca), servito in un bicchiere da bibita di vetro con l’aggiunta di ghiaccio e quadratini di albicocca e accompagnato da frutta secca tostata e salata. Il risultato, benché alleggerito dopo poco dallo sciogliersi del ghiaccio, si è rivelato gradevole, molto fresco e dissetante.
Certo i prezzi non sono propriamente modici: € 5,60 per il tè freddo e € 9,80 per il Shincha Gyokuro Wakana. Ma è un bel posto in una bella città, rappresenta una buona occasione per chi desidera bere un tè autentico fuori casa e per chi vuole muovere i primi passi verso il piacere delle foglie. Un buon compromesso tra le sale da tè inglesi e quelle di stampo orientale, a metà tra l’essenzialità e la forma.

Shincha Wakana e Casablanca
Firenze induce a guardare, ad accorgersi. È il covo dei vecchi amori, il luogo dove tutto diventa possibile. Il profumo del verde brillante degli alberi si mescola all’odore delle brioches calde, che si mescola a quello della tempera, che si mescola a quello della gente che ti sfiora passando, che si mescola all’aroma del tè. E ti travolge, ti innamora.


Vestri
Borgo degli Albizi 11/R – Firenze
tel. 055 2340374

La Via del Tè
Piazza Ghiberti 22/23 – Firenze
tel. 055 2344967

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12 Commenti a “Dove tutto diventa possibile”

  1. Alex Scrive:

    Mi hai ricatapultato all’estate scorsa quando sono stata per la prima volta a Firenze. Ricordo quella sensazione che mi ha tolto il fiato quando sono entrata nel centro storico. Ho mangiato il gelato da Vestri e dopo aver finito il primo per strada siamo tornati indietro per fare il bis. Peccato non aver scoperto la Via del tè. Hai saputo descrivere egregiamente l’atmosfera che hai vissuto.
    Un abbraccio

  2. FrancescaV Scrive:

    un viaggio virtuale in una Firenze che ha dedicato qualche prezioso angolo al tè in folgie, e non solo. Indirizzi utilissimi che mi segnerò. Ora vado a guardarmi i siti web di questi posti che hai descritto. Grazie!

  3. Serena Scrive:

    E’ proprio vero che nei confronti della propria città, vissuta quotidianamente, capita talvolta di sviluppare un odio-amore che finisce per togliere la voglia di esplorarla: è il mio caso con Firenze.
    Soprattutto in estate, ci detestiamo appassionatamente. Per un fiorentino nato e vissuto lì, vederla soffocata e svilita dal turismo “mordi e fuggi” (con rare e luminose eccezioni, come appunto la tua) è sconfortante. Vedere negozi storici chiudere uno dopo l’altro, per far posto a pizze al taglio, grandi catene internazionali di negozi di abbigliamento e botteghe di “prodotti tipici” che di “tipico” hanno sì e no il nome sull’insegna e che condannano a morte certa artigiani radicati sul territorio da tempo immemorabile…
    E’ l’altra faccia della medaglia. Non sai quante volte mi capita di sentire turisti che, a corto di tempo, messi davanti alla necessità di scegliere tra gli Uffizi e uno dei numerosi outlet “grandi marche” fuori città scelgono la seconda opzione; nonostante rimanga ogni volta allibita (a che pro venire fino a Firenze, allora?), li preferisco comunque a chi si sobbarca tre ore di coda per vedere il David o la Primavera semplicemente perché “si deve”, tralasciando completamente quel poco che rimane della “vera Firenze”, che tu, da brava “cacciatrice di emozioni”, hai saputo scovare nell’ombra delle stradine traverse.

    A maggior ragione, quindi, grazie per questo tuo punto di vista – complementare al mio che è inevitabilmente un po’ “incattivito” dall’avere a che fare anche con gli aspetti più prosaici e avvilenti della città – che ha avuto il merito di svelarmi un angolo speciale (Vestri) di cui non ero a conoscenza, nonostante percorra le strade limitrofe quasi ogni giorno! Il Matcha freddo take away… giuro, non me lo sarei mai immaginato! 😀

    Ti abbraccio.

  4. maria Scrive:

    ciao Acilia,
    a Firenze nel negozio di Alfredo Carrai, sono stata anch’io, qualche anno fa!
    è lì che è nata la mia passione per il tè, tanto da volere un negozio anch’io!
    è un posto fantastico!! l’atmosfera è così particolare da affascinare anche i più inesperti, come ero io allora.
    è sicuramente uno tra i posti, che almeno una volta nella vita bisogna vedere!

  5. Carolina Scrive:

    Cara Acilia,
    che bel racconto che hai fatto della mia città…
    Commuove e stupisce sentirne parlare con queste parole da persone che fiorentine non sono.
    Sono contenta e onorata che ti abbia riservato una giusta accoglienza.
    I negozi di cui hai parlato li conosco entrambi e concordo pienamente con te sul giudizio. Unici.
    Buon fine settimana!

  6. FrancescaV Scrive:

    @serena: capisco appieno il sentimento che descrivi per la tua città, essendo io romana. Vedere la mia ogni giorno diventare sempre più un’eurodisney del turismo di fronte a magnificenze che sono lì da secoli, dove non c’è più spazio per la nostra vita di cittadini, ma solo per enormi bus di turisti che ci portano solo altro traffico e inquinamento, e non ne avremmo di certi bisogno, ecco anche a me svilisce inesorabilmente. E che non vengano a dirci che questo si chiama ‘sviluppo’, mercificare ogni angolo antico con pizze al taglio o gelati chimici.

  7. Serena Scrive:

    @FrancescaV: “non c’è più spazio per la nostra vita di cittadini”, dici. Quanto hai ragione! Io Firenze la sento veramente mia solo per quei pochi giorni dopo Natale in cui i turisti magicamente scompaiono e la città ridiventa sincera, e assolutamente meravigliosa, da togliere il fiato.

    Ad ogni modo, la piazzetta su cui affaccia La Via del Tè è davvero un angolo della Firenze che fu, dove si parla fiorentino stretto e si pubblicizzano frutta e verdura in toni spesso assai “coloriti”.
    Il contrasto con la raffinata e riservata quiete all’interno del negozio vale di per sé una visita! 🙂

  8. Romy Scrive:

    Ciao Acilia! Visto che bella La Via del Tè? Spesso vado a rifornirmi lì delle nostre amatissime foglioline…specialmente in inverno è un appuntamento irrinunciabile, ogni volta che passo da Firenze! Tra le miscele di Carrai amo in particolar modo il Bancha aromatizzato alle roselline tea e alla vaniglia…una vera meraviglia! Un bacione ( ho visto che la tua Selezione sta pian piano decollando…stai facendo davvero un ottimo lavoro! Bravissima 😀 )

  9. Lilium Scrive:

    Grazie Acilia per questo reportage!
    Credo proprio che il mio già previsto weekend autunnale a Firenze verrà anticipato! Belle le foto, le ambientazioni, il racconto 🙂 Riesci persino ad imbatterti in nuove sale da the così, per caso! Non so perchè mi torna in mente l’affogato al matcha che ho preso da Tea Smith… 😉

    Bacione

  10. Nina Scrive:

    avevo perso questo post. è incantevole.
    l’odore della tempera, il mescolìo di tutto ciò ciò che è creare.
    fremo come una foglia al sol pensiero!

  11. Elisa Bonini - Sillabarte Scrive:

    Firenze? la mia città d’adozione, spettacolare! da qualche mese mi sono trasferita proprio nella città dei Medici, proprio quella città che ho sempre pensato potesse diventare la mia città d’adozione e poi per caso e per magia… eccomi qui, tra l’altro a due passi da La Via del Tè, cercato, rincorso e raggiunto quando ancora ero solo turista insieme a mia nonna, altra appassionata di tè e ora,che vivo a Firenze ho scoperto che la Via del tè è a vicinissima a dove sto io! Da turista mi facevo accompagnare sempre lì per assaporare ogni volta una suggestione diversa nelle tazze di tè caldo e nei profumi delle foglioline scosse nei contenitori di latta…
    A proposito di profumi e suggestioni, lo so che non c’entra nulla ma volevo segnalare un altro posto magico… l’officina Profumo di Santa Maria Novella in Via della Scala, inebriante, coinvolgente, emozionante e intrigante. Dopo quasi otto anni di assenza dalla città di Firenze il mio ritorno è stato segnato da questo locus amoenus e dai suoi profumi incantevoli… Da visitare assolutamente alla prossima visita.
    Buon giro a Firenze!

  12. Farnocchia Scrive:

    Firenze….che meraviglia!
    Ogni volta che ci torno è sempre un colpo al cuore ed ora che sono venuta a conoscenza di questi due posticini devo trovare assolutamente il tempo per tornarci!

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