ven, 17 luglio 2009
Amacha letteralmente significa tè zuccherato, tè dolce. In realtà, non si tratta esattamente di tè.
Oltre alle coltivazioni di kabusecha, i giapponesi si sono distinti anche per la produzione di particolari tipi di ortensie di montagna (hydrangee), il cui infuso tipicamente dolciastro assume per loro anche un valore simbolico.
L’Amacha è uno dei protagonisti della festa con cui si celebra la nascita di Buddha in Giappone; cade ogni anno intorno a metà aprile, è considerata una delle feste nazionali ed è conosciuta anche col nome di Hana-Matsuri, la festa dei fiori.
La leggenda narra che Buddha sia nato nel giardino di Lumini, nel sud dell’attuale Nepal. Immediatamente dopo la nascita, pare che Buddha abbia mosso sette passi e, indicando verso l’alto e verso il basso, abbia detto: “Sono solo in cielo e sulla terra”. Dopo, nove draghi sarebbero discesi dal cielo battezzandolo con acqua pura.
Questo giorno rappresenta la commemorazione di tale evento; ogni tempio buddista allestisce sul terreno una sala dei fiori (Hanamido) che ricorda l’atmosfera del giardino di Lumini, al centro della quale viene posta una statua del Buddha alla nascita. La cerimonia si identifica in un rito chiamato Kambutsu-e, durante il quale la miniatura di bronzo viene sistemata al centro di un fiore di loto e viene lavata con il tè dolce Amacha: ogni persona che visita il tempio versa poche gocce dell’infuso con un cucchiaio di bambù per tre volte. L’Amacha rappresenta l’acqua pura versata dai draghi sulla testa del Buddha.

Si preparano litri di Amacha perché i visitatori possano anche portarlo a casa e berlo insieme ai propri familiari. E al tramonto, quando lunghe processioni si mettono in cammino e ogni partecipante porta la sua lanterna illuminata, i bambini bevono il tè dolce. Accendere e mantenere viva la luce della lanterna significa illuminare e purificare il proprio spirito, oltre che manifestare la devozione al Buddha.
In passato la gente era convinta che l’Amacha vantasse poteri magici: erano soliti utilizzarlo come inchiostro per scrivere formule magiche che poi appendevano al portone della propria casa, con la speranza di tenere lontani tutti gli animali sgradevoli.
Le varietà delle ortensie del gruppo Amacha sono molte, tutte ascrivibili alla specie Hydrangea serrata e conosciute nel Sol Levante come yama ajisai. Sono localizzate quasi tutte sulle montagne del centro e nord del Giappone; la maggior parte di esse ha foglie strette con superficie opaca e porta infiorescenze bianche, rosa o blu, influenzate dal grado di acidità del terreno.
In Europa sono comparse per la prima volta intorno 1740, ma nei giardini giapponesi erano già ampiamente diffuse durante il XVII secolo.
L’infuso più dolce si ottiene dalle foglie lunghe di Nagaba amacha, che cresce nel centro dell’isola di Honshu ed è particolarmente ricca di una sostanza naturale edulcorante. Prima dell’introduzione dello zucchero, il popolo nipponico usava questa ortensia come dolcificante.

Le altre varietà del gruppo Amacha utilizzate per l’infuso sono:
- Amagi amacha (ortensia da tè Amagi): proveniente dalla zona delle montagne della penisola di Izu in Giappone. Ha un aspetto molto elegante, fiori bianchi e foglie lunghe e strette che anche non seccate hanno un sapore dolce-amaro. In passato le foglie erano usate anche per preparare una sorta di farinata chiamata Amacha gayu.
- Koamacha (ortensia da tè piccola): introdotta da Philipp Franz von Siebold nel suo “Flora Japonica”. Le foglie sono molto piccole e il peduncolo della foglia insieme agli steli hanno un insolito colore rossiccio. Attualmente non è più molto usata in quanto si tende a preferire piante con foglie più grandi che garantiscano un raccolto più abbondante.
- Odoriko amacha (ortensia da tè ballerina): si ottiene da un seme di Amagi amacha e fiorisce più a lungo e più copiosamente delle altre ortensie dello stesso gruppo. Ha infiorescenze formate da grandi fiori sterili bianchi con fiori fertili colorati.
- Yae no amacha (ortensia da tè a fiore doppio): è una specie molto rara dal fiore doppio che proviene dalla regione di Nigata. Ha fiori azzurri, bianchi o rosa affatto uniformi. Scoperta abbastanza recentemente (nel 1960), è una delle più graziose ortensie del gruppo Amacha.
- Oamacha: tradizionalmente conosciuta in Giappone, è apprezzata sia come cespuglio ornamentale, sia per il sapore zuccherino delle foglie verdi punteggiate da curiose macchioline di colore rosso bruno. I fiori sono bianchi rosati, hanno delle bellissime sfumature.

Tag: amacha, amacha buddha, festa dei fiori, Kambutsue, ortensie, tè dolce
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17 luglio 2009 alle 11:36
Cara Acilia,
sono sempre così interessanti i tuoi post…
Non ero a conoscenza di questo amacha, e anche per questo motivo ho trovato la tua spiegazione arricchente.
Sono stata da “The Tea House”. Ho fatto una bella scorta: per me, amici, e parenti…
Grazie per il suggerimento!
Ti auguro un buon fine settimana.
18 luglio 2009 alle 11:36
molto bello leggere di questo tè di ortensie di montagna, con tutta la storia e la tradizione buddista ad esso legata. Già c’è nella tua selezione? Un bacio a presto, magari sorseggiando un bicchiere di amacha.
18 luglio 2009 alle 13:11
Carissima Acilia,
metterai anche l’amacha nella tua selezione? Sarei davvero curiosa di provarlo!
Grazie mille per lo splendido post è sempre interessantissimo quello che scrivi.
18 luglio 2009 alle 14:00
Mi unisco al coro: sono da tempo curiosa di provare questo “tè alternativo”, e dopo il tuo post ancora di più, ma mi risulta abbastanza arduo da trovare in giro; mi pare di averlo intravisto una volta sola da qualche parte su internet ma neanche ricordo dove… Mica per caso hai intenzione di inserirlo nella Selezione, prima o poi, fosse anche solo in una “edizione limitata”?
Passa un sereno week-end,
Sere
18 luglio 2009 alle 14:14
@Carolina
Mi fa piacere ti sia piaciuta la Tea House. Buon fine settimana anche a te, a presto.
Ben tornata
@Francesca V – giugiu – Serena
Anche l’idea dell’edizione limitata è interessante.
Carissime, al momento l’amacha non fa parte della mia selezione, ma magari prenderò in considerazione di inserirlo in catalogo in autunno, chissà. La mia più cara amica ne è molto ghiotta, credo saprà convincermi
Grazie per gli apprezzamenti, sono molto contenta vi sia piaciuto il post (mi ha richiesto diverse ore di lavoro di ricerca). Vi abbraccio forte
18 luglio 2009 alle 23:54
che dire? io adoro questo tè. E’ il mio preferito. Tutti quelli a cui l’ho fatto assaggiare ne son rimasti folgorati. L’aspetto ancora più bello di questo incontè è che sei stata proprio tu a donarmelo la prima volta.
Da allora non ne posso più fare a meno. Il suo sapore ha risvegliato dolci ricordi infantili… attendo con impazienza il suo respiro e appena ne bevo un sorso ecco comparire sul mio viso, quel sorriso gioioso che avevo da bambina. Ricordo che aspettavo con ansia mia madre e il suo sacchetto di zuccherini colorati. Adoravo quei cerchietti zuccherosi e ancora di più adoravo toccarli con le mani..Facevo sempre un giochetto magico. Chiudevo gli occhi e dentro di me pensavo:”Adesso ne prenderò una rossa!” Immancabilmente sbagliavo colore..ma non ne ero di certo scontenta, perchè ciò voleva dire tentare e ritentare un’altra volta..ehehe
Una tazza di tè, un ricordo. Se questa non è magia….
19 luglio 2009 alle 14:18
Bè, Amacha o non Amacha, devo dirti che questa “stagionalità” della Selezione mi piace un sacco! Non sapere cosa ci proporrai di nuovo di stagione in stagione rende tutto ancora più coinvolgente e “naturale”. In ogni caso siamo in buone mani
20 luglio 2009 alle 21:35
Mi affascianno i rituali celebrativi orientali ed il protagonismo del tè, in questo caso lo speciale amacha, così ben documentato da te
)
4 marzo 2010 alle 15:06
Cara Acilia io questo tè l’ho assaggiato e posso dirti che è sublimale.Vorrei sapere da te dove posso acquistarlo. Ti ringrazio se riuscirai a darmi tutte le notizie.