lun, 23 marzo 2009
È risaputo: l’Asia da sempre è il maggior produttore ed esportatore di tè, sia verde che nero. India, Cina (con Taiwan) e Ceylon costituiscono la metà del mercato mondiale e producono circa 820.000 tonnellate di tè all’anno.
In Europa, le isole Azzorre erano considerate l’unico tentativo andato a buon fine: sull’isola di Sao Miguel, ”piantagioni di tè Gorreana” dal 1883 si dedica a questa attività e da 5 generazioni mantiene le tecniche più tradizionali di coltivazione.
Negli ultimi 20 anni però, con grande sorpresa, Sant’Andrea di Compito, un piccolo paese in provincia di Lucca, si è guadagnato il titolo di secondo produttore europeo di tè e unico produttore italiano. L’idea appartiene a Guido Cattolica, responsabile per la Toscana della Società Italiana della Camelia e attualmente anche consigliere dell’Associazione Italiana Cultura del Tè.
Nel 1987 attraverso l’Orto Botanico di Lucca furono trovati i semi provenienti dalla Cina e si decise di farli germinare: giovani piantine videro la luce e furono messe a fissa dimora in alcuni filari in un terreno lungo il Rio Visona. Sia per il tipo di terreno che per l’acqua, il territorio di Sant’Andrea di Compito presenta caratteristiche idonee alle camelie di cui, come sappiamo, il tè è una specie. Nel 1990 fu effettuato manualmente il primo raccolto destinato a ottenere tè verde; ad oggi i tipi di tè dell’impianto compitese sono tre: tè verde “Polvere di Giada”, tè semi-fermentato “Opale” e tè nero “Tè delle tigri”. Pare che ciascuno di essi abbia partecipato a concorsi internazionali, posizionandosi intorno al 12° posto su un totale di circa 60 partecipanti.

In occasione della ventesima edizione della Mostra Antiche Camelie della Lucchesia, sabato 21 marzo è stata data la possibilità di visitare personalmente la piantagione del Sig. Cattolica e l’esperienza si è rivelata bellissima, di grande fascino e interesse.
Nella piantagione i raccolti sono annuali e la quantità di tè prodotto, considerata ancora a livello amatoriale, è minima: circa 1400 piante per 5 kg di tè in totale.
Recentemente l’esperimento è stato allargato con altri due impianti di 300 nuove piante, presso il vivaio dell’Antica Chiusa Borrini, con la speranza di riuscire ad ottenere nei prossimi anni una produzione di 10 kg di tè al massimo.
Il Sig. Cattolica si occupa personalmente della vendita del suo tè, non intende concederne la distribuzione a terze persone, né ad attività commerciali di alcun tipo. L’unico modo per assaggiare le sue foglie è recarsi in Toscana e bussare alla sua porta.
La Mostra delle Antiche Camelie ha riservato al tè italiano un ruolo privilegiato che ha conciliato la visita guidata alla piantagione, i racconti del Sig. Cattolica e la vendita di poche confezioni del tè (5 euro per ciascuna scatolina da 10 g), unite alle piantine e ai semi della Camelia Sinensis, riservati a chi avesse voglia di godere del fiore sul proprio balcone.

L’emozione di trovarsi immersi in un verde accecante, avvolti e penetrati da una freschezza sconosciuta, è stata netta. Stabilire un contatto così ravvicinato con la propria passione più grande, è occasione di rara soddisfazione.
Ascoltare il Sig. Cattolica è stato piacevole e condividere le esperienze personali con quelle degli altri presenti è stato istruttivo. Inoltre, spostandosi di qualche centinaia di metri, percorrendo i suggestivi vicoli del borgo, siamo stati testimoni della dimostrazione della cerimonia cinese del tè gongfu cha.
Delle tre qualità prodotte, l’unica a cui, a mio parere, riconoscerei una certa personalità è il tè semi-fermentato, che ha un aroma definito e genera un liquore più convinto rispetto agli altri. È piacevolmente aromatico, al contrario del tè verde che produce un liquore molto scuro e ha un sapore debole e indefinito.
È un peccato che il Sig. Cattolica abbia scelto di frantumare le foglie dei suoi tè e di proporle in bustine-filtro, per di più non sigillate ermeticamente: il packaging andrebbe forse riconsiderato e sarebbe conveniente lasciare le foglie intere, soprattutto per l’Oolong la cui caratteristica principale è la foglia lunga, arricciata, che si gonfia considerevolmente durante l’infusione. Frantumando le foglie si perde la possibilità di valutare le sfumature di colore, o la presenza di tips dorati che spesso distinguono le migliori qualità; in più, a parità di peso, nei tè sminuzzati è esposta all’aria una maggiore superficie, per cui le perdite di aroma risultano più pronunciate.

Al di là di ogni considerazione, rimane una bella conquista, una grande prova di coraggio e abilità.
Che il tè italiano trovi una collocazione nel mercato mondiale oppure no, per noi è motivo di grande orgoglio e sicuramente ha già trovato una collocazione nel cuore.
Qui trovate altre fotografie della Mostra e altri particolari degli eventi dedicati al tè.
Tag: Guido Cattolica, Mostra Antiche Camelie della Lucchesia, Sant'Andrea di Compito, tè in italia
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23 marzo 2009 alle 14:55
grazie mille Acilia di averci parlato di questa realtà italiana sul tè così importante e di largo respiro. Faccio tutti i miei migliori auguri al tè italiano e al sig. Cattolica.
23 marzo 2009 alle 15:09
il tuo resoconto è preciso e puntuale, e risponde alle curisità che avevo circa l’evento in questione, al quale purtroppo non ho potuto partecipare.
Grazie
23 marzo 2009 alle 17:16
ciao Acilia, ci siamo conosciuti sabato nel giardino del sig. Cattolica. Da parte mia è stata un’esperienza veramente unica poter vedere e toccare una piantagione di thè italiana! E concordo con te quando parli di delusione per le bustine di thè sminuzzato… Questo weekend preparerò con la mia ragazza l’infuso e poi ti farò sapere il mio giudizio. Grazie per la foto con il sig. Cattolica
Ciao.
23 marzo 2009 alle 17:34
@maria
Ti ringrazio, un abbraccio.
@Massi
Ben venuto (e un caro saluto anche alla tua ragazza).
Che piacere averti qui, sono contenta tu sia passato a trovarmi
L’esperienza è stata unica senza dubbio e sono molto contenta di averla fatta. Attendo le tue impressioni e il vostro giudizio in merito ai tè, mi interessa.
A presto
23 marzo 2009 alle 22:52
Sembra molto interessante e si ripete ancora per un week end vedo, sarebbe bello poter partecipare, grazie delle informazioni.
24 marzo 2009 alle 13:59
Ciao, aspettavo il tuo resoconto che come il solito è molto dettagliato e ricco di informazioni.
Non sarà facile per il Sig. Cattolica, produrre del tè, ci vuole proprio una grande passione.
Molto belle anche le foto, grazie ancora per il tuo blog è una pausa piacevole e rilassante.
Lu
24 marzo 2009 alle 16:03
Dovevo esserci anche io…ma non ho potuto! Non sai il dispiacere…comunque leggere questo bel post è stato un po’ come vivere questa bella esperienza…Ti abbraccio e ti auguro una splendida giornata
6 maggio 2009 alle 14:43
Una mostra stupenda! Io sono andata l’anno passato e, nonostante il freddo e il tempo inclemente, mi sono divertita molto: ho assaggiato ed acquistato tè molto particolari, e ho comprato anche due piante di camelie che quest’anno mi hanno regalato una fioritura incantevole.
Un abbraccio.
9 ottobre 2009 alle 14:02
ciao,sono il manager di un ristorante italiano a new york.
sarei interessato all’acquisto del te italiano,sto facendo una ricerca per avere tutti i prodotti,dal sale,al rosmarino tutto di produzione italiana.
il ristorante ,che e’ di propieta’ di un mio amico e’ stato arredato,dalle piastrelle alla vernice all’arredamento con materiale prodotto in italia e spedito appositamente x noi.
e ora,scoperto che anche in italia si produce te’(ora ne usiamo uno di marca francese…)non posso certo farmelo scappare!
vi prego di contattarmi,grazie.
leuce@arenagroup.it
10 ottobre 2009 alle 08:59
@Francesco
Ciao Francesco, ho risposto al tuo quesito con una email.
Ho visto il sito del ristorante e trovo sia delizioso. Un caro saluto e inboccalupo.