sab, 28 febbraio 2009
sono mesi che non accendevo il computer (problemi tecnici) ma sono subito andata a leggere tutto quello che mi sono persa del tuo blog. Mi puoi forse suggerire un tipo di tè adatto ad un pomeriggio conviviale con le mie amiche?
E avrei ancora una cosa da chiederti, forse un pò azzardata: ho un pezzetto di terra in un paesino (a 900 mt.) che una volta il Carducci definì “l’aerea FIELIS”, proprio nel cuore della Carnia, e dove pianto un pò di tutto: pensi che potrei coltivare le piantine del tè? Se sì, dove potrei trovarle?
Un saluto e un abbraccio
Nirvana [Trieste]
Dunque, in merito al pomeriggio conviviale, tutto dipende da come sono queste amiche
Dovresti scegliere dei tè che quasi certamente incontrerebbero il gusto di tutte le tue ospiti, senza osare con miscele ricche di troppi ingredienti o sapori troppo particolari. Un classico tè al gelsomino è spesso gradito da tutti per esempio, o in alternativa un tè alla vaniglia, o all’arancia e cannella, una tazza tradizionale ai frutti di bosco o un Earl Grey (bergamotto).
In linea generale, per quanto ho appreso dalla mia esperienza personale, è sempre meglio proporre dei tè neri ad ospiti dal palato inesperto, perché sono più simili a quelli commerciali il cui gusto è già familiare, perché sono i più adatti ad accogliere lo zucchero e perché hanno aroma e sapore più incisivi, più definiti e quindi più “facili”. I tè verdi e i tè bianchi rischiano di apparire sfuggevoli e deboli a chi non li ha mai assaggiati e gli oolong suscitano spesso perplessità.
Certo i tè lavorati potrebbero essere una buona soluzione per sorprenderle; sono delle piccole opere d’arte a forma di gemma, lavorate a mano pezzo per pezzo e rilasciano un aroma tipicamente floreale (qualche tempo fa ho scritto un post in merito). Tuttavia, sono costituiti il più delle volte da foglie di tè verde e le osservazioni sono le stesse fatte poc’anzi.
Il tuo secondo quesito richiede una risposta un po’ più complessa.
La pianta del tè, la Camelia Sinensis, non si può coltivare ovunque purtroppo, ha bisogno di condizioni climatiche molto particolari. Anzitutto necessita di grandi quantitativi d’acqua per crescere e per questo viene coltivata nelle regioni calde e umide, dove l’elevata frequenza delle piogge ne assicura almeno 2 metri ogni anno (ma ciò che più conta per la resa agricola è la distribuzione temporale delle precipitazioni). Inoltre, il terreno più adatto al suo sviluppo è bene che sia acido, permeabile, privo di ristagni d’acqua e per i primi 2 metri di profondità privo di sassi o di terra troppo dura.
Altri fattori importanti sono la temperatura, che in genere dovrebbe oscillare tra i 13 e i 32°C, e la lunghezza del giorno che influenza i ritmi di crescita della pianta.
Dopo la raccolta, le foglie devono essere immediatamente sottoposte a diverse lavorazioni (che determineranno la tipologia del tè), perché qualunque ritardo incide sulla qualità. Nel caso del tè nero, per esempio, le foglie sono disposte su graticci ventilati con aria calda e sono fatte appassire per circa 20 ore ad una temperatura di 30°, al fine di perdere gran parte della loro umidità. Segue poi il processo di appassimento, rullatura, la fase della fermentazione e l’essiccamento (indispensabile per stabilizzare nel tempo il peso e le caratteristiche delle foglie): tutte pratiche che non potresti svolgere personalmente accanto al tuo pezzetto di terra ![]()
Addirittura la fase del trasporto delle foglie, subito dopo la raccolta, richiede che si rispettino rigidamente alcune regole. Non meno importanti sarebbero anche le problematiche legate agli insetti nocivi che potrebbero rovinare la piantagione.
Purtroppo non funziona come per il basilico, le foglie del tè non vengono semplicemente raccolte e poi infuse in una tazza calda: la fase della lavorazione è imprescindibile e molto complessa.
Spero di esserti stata utile in qualche modo. Ricambio il tuo abbraccio.
A presto
Acilia
Tag: coltivazione del tè, lettera del mese, tè con le amiche, tea time
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1 marzo 2009 alle 00:44
ACILIA> E’ uno dei tuoi post migliori. Esaustivo e non pedante. Molto brava, come sempre.
Prova!!!
NIRVANA> Non dare retta a quel che dice Acilia! Pianta, pianta e raccogli. La natura nasconde forze insospettabili, per noi che ormai abbiamo perso il rapporto vero con essa. Sperimenta, pianta e raccogli. Lo so che i lettori di questo blog mi odieranno per questo, ma fidati: prova a piantare e raccogliere. Non sarà un tè raffinato, ma… vuoi mettere “il tuo tè”? Anche se sapesse di basilico, sarebbe comunque un successo!
1 marzo 2009 alle 09:26
penso che – avendone le possibilità – valga comunque la pena di tentare. Sperimentare è meraviglioso.
1 marzo 2009 alle 11:58
accidenti! per rispondere ai coltivatori casalinghi di marjiuana avrei voluto anch’io coltivare del tè! ^___^
pazienza!
1 marzo 2009 alle 16:19
Riesci sempre ad interessarci, e ad offrirci piacevolissime ed istruttive lettura, cara Acilia! Buona domenica
2 marzo 2009 alle 12:01
@[:Nybras]
Allora vuol dire che spesso sono stata pedante
@balpa
Sperimentare è meraviglioso, certo, ma quando esistono dei limiti reali e concreti la vedo dura.
@Romy
Buon inizio settimana a te, cara Romy. Ti ringrazio e ti abbraccio.
2 marzo 2009 alle 13:40
Che bel post!Le piantagioni di tè le ho viste in fotogrfia o in film…mi chiedo se mandano profumo!!!
4 marzo 2009 alle 10:07
eppure mi capitò di assaggiare delle foglie essiccate prelevate direttamente da una pianta di te, le prese una mia amica da un giardino in giappone, e il gusto pur essendo diverso da qualunque te verde lo ricordo parecchio gradevole.
4 marzo 2009 alle 10:12
ciao acilia! ho appena pubblicato una ricetta fatta col tè verde mat-cha: mi piacerebbe avere il tuo parere di esperta in materia! il risultato mi è piaciuto molto, ma chissà magari tu hai qualche indicazione da darmi per migliorare
grazie mille! e complimenti per l’ennesima perla di cultura in questo post
7 marzo 2009 alle 18:32
Cara Acilia,
dove posso acquistare quelle sfere di tè che a contatto con l’acqua si schiudono liberando un fiore? Io sono di Roma. Grazie! Vittoria
7 marzo 2009 alle 22:52
@Vittoria
Ti ho lasciato tutte le informazioni che desideri in una email
Un caro saluto
10 dicembre 2009 alle 21:57
Mi tolgo le scarpe e provo a entrare modestamente al cospetto di Voi cultori del thè!
Poi mi metto un paio di scarpe comode da giardiniere appassionato di piante esotiche e vi invito a rivelarmi dove caspita si può acquistare una pianta del thè così che cresca nel mio giardino come se niente fosse!
ps: e non proverò neanche a strappare una fogliolina per assaggiarla!
grazie di ogni vostra gentile risposta alla mia umile richiesta….
ciao a tutti
Beppe
6 maggio 2010 alle 14:35
[...] un processo di lavorazione che non potremmo avviare così su due piedi (come scrive Acilia qui). dopo la raccolta, infatti, le foglie vengono sottoposte a diverse operazioni che determinano la [...]