Le vostre lettere: il Lapsang Souchong

Ciao,
sono capitato per caso nel tuo blog mentre cercavo informazioni sul Lapsang Souchong. Complimenti, è molto elegante e ben fatto.
Dicevo, ho scoperto da poco questa varietà di tè affumicato e mi piace molto per il suo gusto più pieno e aromatico rispetto al solito té nero. Al mattino ne bevo sempre una tazza (un cucchiaino nell’acqua bollente, poi spengo e lo lascio a riposo circa 5 minuti).
Devi sapere che io al mattino sono praticamente uno zombie e dal momento che il caffé mi ha sempre fatto male (per oscuri motivi, forse le resine mi hanno detto), un periodo mi sono indirizzato sul guaranà, ma siccome ho una completa assuefazione alla caffeina, dopo pochi giorni il suo effetto scompare. E invece il té mi fa un effetto più blando, non mi dà questi effetti.
Certo tutta la mia famiglia protesta (ormai debolmente) perché sembra che stia cucinando le uova col bacon. Poi si ricordano che sono vegan e se ne vanno mormorando “che schifo”, “ma no, guarda che è buono”, “ti assicuro,non faccio complimenti”…
Questo volevo chiederti: c’è una particolare preparazione per questo tipo di té, non credo che si debba lasciarlo in ebollizione, vero?
Ringraziandoti per i futuri consigli, ti ringrazio anche per le rubriche che hai messo a disposizione di tutti.
Ugo [Roma]
Ciao Ugo.
Ti ringrazio per i complimenti, sei gentile.
In merito al Lapsang Souchong, forse lo sai già, è un tè che ha subìto un processo di affumicatura ottenuto disponendo le foglie su grate di bambù e avvolgendole con il fumo della combustione di legni aromatici.
Tra i tè affumicati in realtà è il più leggero e delicato; se dovesse piacerti più forte potresti provare il Tarry Souchong.
Mi permetto di consigliarti una preparazione un po’ diversa da quella che segui abitualmente; di solito l’acqua per qualsiasi tè non si fa MAI bollire e piuttosto che immergere le foglie nella tazza già piena, sarebbe preferibile versare l’acqua calda sulle foglie, delicatamente. Il tempo di infusione per questo tè corrisponde a 4 minuti circa e la temperatura dell’acqua dovrebbe avvicinarsi ai 90° C. Ricorda di non utilizzare mai l’acqua del rubinetto, bensì l’acqua oligominerale in bottiglia (ho scritto un post tempo fa in merito a questo).
Certo è insolito che si scelga di berlo puro al mattino, spesso l’aroma di fumo lo rende adatto ad accompagnare cibi speziati e salati, in particolare il pesce. Ma è importante che ognuno segua i propri gusti 🙂
Mi auguro di averti fornito informazioni utili e di aver soddisfatto la tua curiosità.
Un caro saluto, buona giornata.

Acilia

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18 Commenti a “Le vostre lettere: il Lapsang Souchong”

  1. [:Nybras] Scrive:

    Non ci crederai, ma passavo di qui proprio per vedere se c’era qualcosa su questo tipo di tè! 😀

    Guardavo una trasmissione sul Tartufo di Alba (Rai2), e uno chef consigliava di lasciare macerare il tubero proprio in questo tè. La cosa mi intriga moltissimo, bisogna che senta assolutamente l’odore di questo tè. Magari a qualcuno piace l’idea tartufo+tè affumicato (+uova + panna, nella ricetta da forno), per cui lascio questo commento… 😉

  2. [:Nybras] Scrive:

    PS – Per il tuo lettore: il caffè mi risulta sia spesso pieno di cere usate per rendere il chicco lucido e bello. Forse, più delle resine, sono queste che a qualcuno creano disturbi.

    PS2 – Per te: non ho letto il tuo post sulle acque (mi metti il link, per favore?), e cloro e calcare non fanno certo bene all’aroma del tè, ma tra OLIGOminerale e minerale trovi differenza? Te lo chiedo perchè le acque in bottiglia non fanno belle figure nei test delle Ass. Consumatori, ma alcune (le più blasonate e costose, poi!) sono peggio di altre. Scusa la pignoleria 🙂 ma la mia è solo curiosità, non ho intenzione di rompere le scatole.

  3. Acilia Scrive:

    @[:Nybras]
    È un tè molto utilizzato per le marinature, si è portati a sfruttare il suo aroma incisivo e particolare. L’abbinamento con il tartufo mi giunge nuovo, mi sembra ottimo (grazie per lo spunto).
    Il post sull’acqua risale a molto tempo fa, forse oggi aggiungerei qualche altra nozione: http://www.insiemeate.net/2005/11/21/lacqua-la-madre-del-te/
    Per preparare un buon tè, la qualità dell’acqua per l’infusione è importante quanto la qualità delle foglie. È indispensabile che i due elementi si armonizzino tra loro: solo così le sostanze solubili del tè possono liberarsi nella tazza sprigionando in pieno fragranza e colore. Pensa che gli antichi maestri del tè erano capaci di riconoscere acque differenti nell’infuso che veniva loro servito 🙂
    Per tutti i nostri tè dovremmo scegliere un’acqua pura e leggera, che abbia un contenuto minimo di sostanze minerali e chimiche. Un’acqua senza gusto, né odore, non calcarea, con un PH quasi neutro e un basso residuo fisso.

    Premesso che tutte le acque potabili contengono sali, la legge considera “minerali” quelle che originando da una falda sotterranea, hanno caratteristiche igieniche particolari (microbiologicamente pure) e proprietà favorevoli alla salute. L’unico trattamento eventuale è l’aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.
    Le acque Oligominerali hanno un contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro. In virtù dei pochi sali minerali presenti, sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente; inoltre svolgono un’ottima azione diuretica e contengono poco sodio.
    Quelle Minerali hanno un residuo fisso compreso tra 500 e 1000 milligrammi (1 g) per litro. Contengono una percentuale consistente di sali minerali e pertanto non devono essere bevute in quantità eccessive, alternandole con acqua oligominerale. Hanno applicazioni diverse a seconda del tipo di sostanze in esse presenti (calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato). (http://www.sportmedicina.com/acque_minerali.htm)

    Quindi, per rispondere alla tua domanda, sicuramente preferirei l’acqua oligominerale.
    Se la cosa dovesse interessarti, l’acqua LAUQUEN è particolarmente adatta alla preparazione dei tè verdi naturali; nasce dal ghiaccio puro e dalla pioggia purificata dalle Montagne delle Ande, ha un gusto delicato, unico e leggero. Viene imbottigliata tra foreste vergini e montagne, e garantisce la miglior purezza tra tutte le acque del mondo. È controllata e testata dai migliori laboratori, è in vendita nei centri gastronomici di alto livello e in alcuni negozi specializzati.
    In alternativa, molto buona anche l’acqua FINÈ.

  4. [:Nybras] Scrive:

    8o Accipicchia, che rapidità! Grazie. (Mai sentite quelle marche di acque… )

  5. Romy Scrive:

    Sei sempre una fonte inesauribile di informazioni! Leggerti è sempre un grande piacere. Un bacio e buon inizio settimana! 🙂

  6. [:Nybras] Scrive:

    Letto il tuo vecchio post sull’acqua. Capito perchè “ma allora l’acqua distillata non sarebbe meglio?”, che mi frullava in testa. 🙂
    Ricordavo la faccenda delle bollicine “a occhio di pesce”, probabilmente da un altro tuo post. Il “fuoco marziale”, invece, è una cosa nuova: lo dirò a mia madre quando cuoce la tardura: “Mi raccomando, fuoco marziale!”. 😀 Non vedo l’ora…

    Riguardo l’acqua, se mi permetti, vorrei ricordare una cosa importante a te ed ai tuoi lettori.
    I FILTRI casalinghi (citati nel tuo post di cui sopra: carbone attivo, sabbia, e qualunque altro tipo) sono ricettacoli di microbi e virus. Andrebbero sostituiti tutti i giorni, cosa che nessuno fa. Dopo i primi litri, l’acqua diventa pericolosa per carica batterica. Da evitare come la peste: meglio la bistrattata acqua del Sindaco.
    Le acque in bottiglia di plastica: è provato che rilasciano sostanze poco rassicuranti. Specie se conservate male dai distributori (il CRAI difronte a casa mia le lascia per giorni al sole ed alle intemperie, stoccate nel retro esterno, senza alcuna protezione!). Pochi le vedono, molti le consumano: evitate, se potete.
    Le acque in bottiglia di vetro sono, quindi, l’unica soluzione accettabile. Immagino che le due marche da te citate siano in vetro.
    Spero di essere utile a qualcuno. Oltre che essere ansiogeno. 😉

  7. marisgutta Scrive:

    altro uso del Lapsang : gamberi al vapore (ma anche le verdure) Quando l’acqua bolle, una manciata di te e subito il cestello con i gamberi.Delicatissimo.

  8. Marco Scrive:

    Vorrei dare un piccolo consiglio sulle acque minerali… invece di cercare acque esoteriche come la Lauquen, o acque tipo la Iceberg dove secondo il produttore viene presa direttamente dal ghiaccio e poi sciolta, il consiglio che posso dare è:
    La Lauretana l’acqua con il più basso residuo fisso d’europa praticamente è quasi una distillata, sul sito del produttore si trv i negozi, o si acquista nei super NaturaSi, costa circa 80 c. a bottiglia.
    La Sant’Anna la si trova facilmente nei super, residuo fisso leggermente + alto.
    Plose acqua costosa la si trova in negozi tipo erboristerie e co. simile a lauretana viene presa da posti incontaminati del trentino.
    Acqua Amorosa la si trova in farmacia e Supermercati è anche’essa costosa e di media leggerezza.

  9. Giorgio Scrive:

    Ciao Acilia,
    anche io sono un fan del Lapsang (ma, del resto, lo è anche Peter Greenaway, che ne cita l’aroma in uno dei suoi film – credo 8 donne e 1/2).
    Io però, a differenza del “lettore” (o utente, come si dice?) Ugo, non riuscirei a berlo al mattino a stomaco vuoto, i miei succhi gastrici si ribellerebbero e comincerebbero a scalmanarsi. Oltre che nell’après midi, lo utilizzo spesso proprio in cucina, aggiungendolo ad es. alle patate schiacciate per un purè dal sapore deciso, oppure per le uova sode, ma in generale qualche cl al posto della semplice acqua nelle pietanze che sarebbero altrimenti troppo incolore: alla fine però il profumo fumè rimane sempre.
    Saluti

  10. Romy Scrive:

    Per voi fanatici dell’aroma del Lapsang, come me (che lo sniffo dal barattolino tutte le mattine, perchè mi dà la carica ) avete mai sentito il profumo dell’Artisan Parfumeur Tea For Two? E’ uno dei tanti capolavori del “naso” Olivia Giacobetti: io ne ho comprata una bottiglietta un anno fa e, vi giuro, lo si indossa come fosse un gioiello, tanto è squisito e prezioso, ma soprattutto…coglie alla perfezione la nota del Lapsang! Se vi capita, provatelo, e ne rimarrete affascinati! 🙂

  11. Yari Scrive:

    Ciao Acilia,
    molto interessante, è un tè di cui ho sentito parlare molto, ma che non ho ancora provato.
    Volevo chiederti anche un’altra cosa, su di un tè giapponese, molto caro ai macrobiotici e agli appassionati di cucina naturale, il bancha e le sue varietà. Viene solitamente consigliato di mettere pochi rametti nell’acqua fredda, di portarla a ebollizione e di farla bollire per 5′. Cosa ne pensi?

  12. Acilia Scrive:

    @Giorgio
    Buona l’idea di aggiungerlo al purè di patate, la sperimenterò presto. Direi che lo stesso principio vale anche per i risotti, per aromatizzare il vapore con cui si cucina il pesce, o per la preparazione del cous cous.
    Non sapevo fossi anche un bravo cuoco 🙂

    @Romy
    Non sapevo dell’esistenza di questo profumo, hai fatto benissimo a darne indicazione.
    Appena possibile chiederò di sentirlo in profumeria, mi hai incuriosita molto 🙂
    Pare sia miscelato con cannella, zenzero e vaniglia e che in realtà ricordi vagamente l’aroma del Chai indiano. Da quanto ho letto, credo sia adatto sia alle donne che agli uomini.
    Grazie ancora cara.

    @Yari
    Ammetto di conoscere poco lo stile alimentare della macrobiotica. So però che in questa filosofia di vita è abitudine diffusa preparare il tè Bancha, o spesso Kukicha (perché particolarmente poveri di teina entrambi) facendoli bollire per alcuni minuti.
    Non ne conosco la ragione, anzi mi piacerebbe comprenderla. Penso semplicemente che una tazza preparata nel modo in cui racconti non sia una tazza di tè, piuttosto una tazza di decotto di foglie di tè. Di solito lo si fa con cortecce, radici o semi per estrarne i principi attivi; per godere delle proprietà benefiche del tè verde basta prepararlo nel modo consueto, non serve fare di più, anche perché si rischia di rovinarne il sapore originario.

  13. masso Scrive:

    OT: ieri leggendo “La Stampa”, un articolo parlava dei gusti del neopresidente Usa e c’era questa frase: “In America il presidente eletto beve tè freddo (Honest Tea) alle bacche della Foresta Nera. ”

    Chissà perchè ho pensato a te? 😉

  14. Irish Coffee Scrive:

    la prima cosa che mi vien da scrivere è che entrare quà è come entrare in casa mia, non quella del web ma quella reale
    scrivo poco del tè, forse ne farò ancora non so, ma sicuro a casa mia non manca, accompagna sempre le mie giornate, mattino, pomeriggio, sera…
    ho sempre la caraffa riscaldata con del tè pronto da bere 🙂
    mi sa che il tuo sito me lo leggerò per bene
    mi piace scoprire e conoscere
    grazie 🙂

  15. Yzma Scrive:

    non potrei bere il tè di cui parlate perché gli aromi affumicati non li apprezzo proprio, ma ho letto con interesse tutte le informazioni del post e dei commenti

    buon week end 🙂

  16. [:Nybras] Scrive:

    Yzma ha lasciato uno dei più bei comment che io abbia visto in un blog.

  17. Carlos Scrive:

    Pure io sono un fanatico del Lapsung … purtroppo, a causa della mia pigrizia, l’ho sempre preparato con l’acqua del rubinetto.
    Devo anche dire che ultimamente, dopo la sbiancatura dei denti, ho un po’ abbandonato il vizio del tè (e anche del caffè).

  18. Tofu al Lapsang Souchong con pepe di Szechuan | ilcucchiaiodilegno - vegan food and travels Scrive:

    […] Che si possa cucinare col tè è risaputo, ero io che ancora non ero ancora totalmente conscio. Non che fossi diffidente, anzi, ma è che non avevo mai pensato al té come a un possibile ingrediente per altri piatti. Ma da quando girovago in rete alla ricerca di nuove idee, e soprattutto da quando ho scoperto il curatissimo blog di Acilia,  mi frullano in mente tante idee sul suo utilizzo in cucina. Per questa ricetta ho voluto utilizzare un tè affumicato cinese, il Lapsang Souchong, che, insieme all’anice stellato e al gusto forte di una salsa di soia come il tamari,  dà carattere al sapore neutro del tofu. La miscela di sale e pepe di Szechuan esalta infine l’aroma forte e particolare di questo tè. Per consigli su come berlo, infine, leggete qui. […]

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