mer, 22 ottobre 2008
Ho accolto con piacere l’invito a partecipare a questa iniziativa, perché chi l’ha organizzata è una persona gioviale, dall’entusiasmo contagioso e la cui creatività sono lieta di promuovere.
Naturalmente l’argomento mi è familiare, sebbene non sia granché appassionata del tea time britannico.
Sentendomi più vicina allo spirito orientale e considerando il tè una consuetudine quotidiana che appartiene ad ogni momento della giornata, ho cercato di interpretare la proposta di Twostella raccontando semplicemente un tè del pomeriggio, immaginandolo in un angolo appartato della mia casa e consumato con le poche amiche più care.
La colonna sonora è quella di “Time for tea“, una deliziosa raccolta di brani anni ’50 dedicati al tè, adatti a rendere l’atmosfera leggera e piacevolmente frivola.
Offrirei uno dei tè che preferisco, un verde naturale giapponese, il Gyokuro Uji, ma non sono certa incontri il gusto delle mie ospiti. Così preparo altre due teiere per un tè nero naturale Darjeeling Selimbong e un tè bianco cinese aromatizzato al melograno e lampone. Trovo che tutti costituiscano un ottimo connubio con i dolci a cui ho pensato: crepes con confettura di castagne al cacao, dolcetti allo zenzero e mandorle, un assaggio di scaglie di cioccolato fondente aromatizzato alla maggiorana, una ciotola di lamponi freschi bagnati con acqua di fiori d’arancio e delle frittelline di riso al miele di cui vi lascio la ricetta.
Ingredienti:
• 100 g di riso
• 1/2 litro di latte
• mezza stecca di cannella
• 50 g di farina
• un cucchiaino raso di lievito in polvere
• la scorza di mezzo limone grattugiata
• un vasetto di miele
• 3 uova
• olio di semi per la frittura
• un pizzico di sale
• 100 g di uvetta
• 40 g di zucchero
Mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida (o in una tazza del tè nero che preferite).
Portate ad ebollizione il latte e la cannella in una casseruola. Unite il sale, il riso e fate cuocere quest’ultimo mescolando continuamente, finché il latte sarà assorbito.
Aggiungete, lontano dal fuoco, lo zucchero, la farina, l’uvetta ben asciugata, il lievito, la scorza del limone e i tuorli; mescolate bene e lasciate raffreddare il riso.
Successivamente amalgamatevi gli albumi montati a neve ben soda.
Fate scaldare l’olio nella padella e mettetevi a cucchiaiate il composto di riso. Fate cuocere, poche per volta, le frittelline, fino a quando saranno dorate e croccanti.
Scolatele su carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso, accomodatele su un piatto da portata e servitele tiepide, versando il miele al momento di gustarle.
Quanto all’argomento di conversazione, mi piacerebbe proporre la lettura di una poesia di A. Machado intitolata “Sogno infantile“: per scivolare insieme sui ricordi adolescenti e tornare a fantasticare di fate, baci, feste e profumi.
di festa e di luna,
notte dei sogni miei,
notte di allegria
(…)
la più giovane fata
mi portò in braccio
all’allegra festa
che ardeva in piazza.
Sotto il crepitio
delle luminarie,
amore tesseva
matasse di danze.
E in quella notte
di festa e di luna,
notte dei sogni miei,
notte di allegria,
la fata più giovane
mi dava un bacio
in fronte.
Tutti i roseti
davano profumi,
tutti gli amori
offriva l’amore.
*Qui trovate gli altri menu di chi ha partecipato all’iniziativa.
Tag: afternoon tea, Machado, poesia, ricette, tea time
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22 ottobre 2008 alle 13:22
Se solo potessi verrei a fare una degustazione di tè da te, cara Acilia. Ho intravisto ultimamente il tè bianco in un negozio bio, ora che ne parli mi incuriosisce ancora di più e sarà sicuramente il prossimo che proverò.
Molto delicati anche gli assaggi offerti inisieme ai tuoi tè. Uno splendido post.
A presto e un abbraccio
22 ottobre 2008 alle 17:19
Adoro il tè proprio perchè attraversa la storia, la cultura, la geografia dei popoli, ed ha la sua epifania attraverso le suppellettili più svariate, dal samovar ,alla teiera in ghisa, alle raffinate porcellane inglesi. Anche io ,come te, sono affascinata dall’approccio orientale al tè: ma ultimamente, come avrai visto, tutto ciò che ruota attorno al tè delle cinque mi attira, e parecchio! Perciò , dato che sono le cinque passate da poco,ti verso virtualmente una buona tazza di Margaret’s Hope, carissima Acilia, e ti invito ad assaggiare un biscottino, magari uno di quelli che ho appena sfornato, e che fra poco posterò sul blog ( shhhh…matcha e cioccolato: non dirlo a nessuno, ma me ne sono già mangiati cinque! )
22 ottobre 2008 alle 20:30
Il tuo post è di atmosfera e molto piacevole. Mi piace perchè riflette i tuoi gusti e mi dà modo di approfondire altre usanze e nuovi abbinamenti! Complimenti e grazie
p.s. il tè bianco cinese non lo conosco ma mi ripropongo di cercarlo, mi farebbe piacere assaggiarlo!
23 ottobre 2008 alle 14:21
Acilia, la tua è un’oasi di tranquillità e di serenità tutta orientale! Ed è un immenso piacere entrare qui e chiudere per 5 minuti il solito tran-tran-
Grazie per delle bellissime sensazioni!
Il tè bianco l’ho assaggiato, l’ho trovato molto delicato con un’aroma sottile . Ma era semplice, non aromatizzato, potrei trovare a Roma, secondo te, quello come il tuo?
23 ottobre 2008 alle 22:58
@Alex
Se potessi farei una maxi-degustazione con tutti voi, con estremo piacere. Ti ringrazio anche per l’apprezzamento.
Cara, che bella cosa hai detto, grazie
@Romy
Grazie per il pensiero.
Accetto molto volentieri la tua tazza di Margaret’s Hope, pur amando in particolar modo i tè verdi naturali. I biscottini appena sfornati sono una delle ragioni per cui vale la pena vivere
@Twostella
Grazie a te per l’idea, mi fa piacere ti sia piaciuto il mio tea time.
@Rossa di sera
Sono molto contenta di essere per te occasione di serenità
Esistono diversi tipi di tè bianchi, di diverse provenienze geografiche. Quello che ho citato io è aromatizzato e ciascun negozio specializzato propone le proprie miscele aromatizzate; non sono certa tu possa trovare il mio a Roma, puoi provare a chiedere alle boutique della città.
24 ottobre 2008 alle 01:47
il riso è il mio ingrediente preferito nei dolci, e non si direbbe visto che non ne ho pubblicato nemmeno uno, che strana che sono certe volte
IO ci vengo subito a prendere un tè da te, però mi devi preparare tutto tu, a cominciare dalla giusta temperatura dell’acqua! Un bacio.
24 ottobre 2008 alle 12:19
che bellezza! molto raffinato il tuo menù, una delizia i lamponi bagnati con acqua di fiori d’arancio
24 ottobre 2008 alle 15:08
Cara Acilia, volevo solo dirti che ho comprato il tè bianco che sto bevendo mentre ti scrivo. È una miscela di tè bianco Pai Mu Tan e vari tè verdi (Sencha, Lung Chin, Gunpowder, Jasmin, Jade Pearls), fiori di gelsomino, fiori d’arancio, petali di rosa e di girasole. È di una delicatezza infinita, sono felicissima di aver trovato questa miscela e volevo condividerlo con te.
Grazie per avermi segnalato il tè bianco …. senza di te non avrei mai osato comprarlo
29 ottobre 2008 alle 19:52
@Alex
Quella che hai comprato è, come giustamente l’hai definita, una miscela che contiene il tè bianco insieme a molte altre cose. Ciò che ti consiglio di provare adesso è un tè bianco naturale, anche lo stesso Pai Mu Tan se vuoi: senza l’aggiunta di nessun frutto o fiore potrai apprezzarne realmente la delicatezza.
Fammi sapere, ti abbraccio.
30 ottobre 2008 alle 09:34
Acilia,mi daresti una dritta?
Se usassi del tè per una ricetta di salmone,usando del sale affumicato dici che andrebbe bene quale tipo?
Ho in mente una preparazione particolare e vorrei usare proprio del tè ma nn rinunciare neanche al sale affumicato,è troppo?
30 ottobre 2008 alle 11:53
@Lory
Dunque, scarterei senza dubbio gran parte dei tè verdi perché troppo delicati: le note affumicate del sale ne coprirebbero totalmente l’aroma e il sapore. Idem per i tè bianchi.
Unica eccezione potrebbe essere il giapponese Genmaicha che si abbina molto bene al salmone e ha un retrogusto tostato che dovrebbe accompagnare degnamente il sale.
Bisognerebbe conoscere la ricetta e sapere gli altri ingredienti per consigliarti al meglio.
Ad ogni modo, in alternativa potresti provare con un qualunque Assam, tè nero naturale indiano dal sapore forte, deciso e maltato. Oppure osare con una miscela aromatizzata a base di tè nero e spezie, o ancora miscelando delle foglie di Earl Grey con delle foglie di Lapsang Souchong: in questo modo rafforzeresti il sapore affumicato del sale aggiungendo un accento agrumato.
Fammi sapere cosa ne viene fuori, mi raccomando
31 ottobre 2008 alle 04:39
Ecco lo sapevo che mi avresti dato le dritte giuste,settimana prossima sarò a Milano e vedrò di procurami i tè neccessari,certo che ti farò sapere !
)
Purtroppo avrei voltuto scriverti tutti gli ingredienti ma nn li ho ancora ben chiari in testa
31 ottobre 2008 alle 04:39
Ccidenti…GRAZIEEEEEEE