Il tè di Ninetta

Attilio Bertolucci è uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Un uomo discreto, silenzioso, che ha sempre vissuto nella verità della poesia. Uno dei pochi per cui nutro un’ammirazione sincera, che si è appartato non dalla vita ma dalla storia, “che della vita è solo l’ombra distorta”.

Paolo Lagazzi, scrittore e critico letterario, in questo bellissimo libro narra l’incontro con il  poeta e il viaggio che ha condotto per ventiquattro estati alla scoperta di Bertolucci uomo. È stato accolto nella sua casa diventando suo amico fraterno e grazie al suo racconto oggi possiamo leggere le poesie di Attilio con il privilegio della conoscenza dovuta a questa magica frequentazione.

Mai avrei pensato di trovare in queste pagine il profumo del tè; scoprire che Bertolucci e sua moglie Ninetta hanno condiviso la mia stessa passione attraverso la celebrazione di un rito intimo e quotidiano, è una coincidenza che ho accolto con sorpresa e commozione. 

(Foto tratta dal libro)

Un’autentica maturità intima si coniugava in lei con la più rara delicatezza, con un senso innato e profondo della discrezione. Spesso sapeva rendersi invisibile, ma nel suo improvviso riapparire c’era sempre il senso “musicale” di un andare e venire a tempo, senza alcuna impazienza o forzatura.
Lui si abbandonava con gratitudine e voluttà alla sottile ragnatela protettiva che lei sapeva allestire attorno ai loro spazi quotidiani.
Tra i riti di casa Bertolucci, uno che Ninetta officiava con uno stile tutto suo, era il rito del tè. Sapeva preparare un ottimo tè scuro, forte e un po’ amaro, lievemente odoroso di tabacco; una bevanda schietta e corroborante, che era come un’emanazione diretta del suo temperamento, della sua capacità di accogliere gli altri e di confortarli.
 
Tratto da La casa del poeta – Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci, di Paolo Lagazzi, Ed. Garzanti

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6 Commenti a “Il tè di Ninetta”

  1. Romy Scrive:

    E’ vero: l’ho visto coi miei nonni…la solidità di una coppia sta in quel sottile linguaggio fatto non solo di parole, ma anche, e soprattutto ,di gesti che solo ” noi due” conosciamo; sta in quei piccoli rituali che, se ripetuti quando la persona amata non c’è, ce la riportano magicamente accanto…E’ proprio una bellissima descrizione, quella di Ninetta : secondo me questo è un libro da leggere tutto d’un fiato! Brava Acilia, che ci offri sempre queste “chicche” 🙂

  2. Yari Scrive:

    Bellissimo questo passaggio.

  3. ciciuzza Scrive:

    Ma che bello questo sito che hai costruito.. non lo avevo ancora visto! scusa il ritardo. bravissima!! adesso lo “gusterò” un po’ meglio, ma intanto complimenti!

  4. Maite Scrive:

    Certe scoperte depositate tra le pagine ci sorprendono come saporose coincidenze, ma in realtà è molto spesso sulla scia di sensibilità comuni che si ritrova la traccia di sapori, abitudini e riti tanto “nostri” da poterli leggere nelle vite altrui, soprattutto quando sono così ben scritti…

  5. cobrizo Scrive:

    che bello. l’intimità che rinnova l’amore, nel tempo. chissà se ne saremo capaci pure noi, con tanta poesia…
    ciao acilia!

  6. Francesca Scrive:

    mi hai fatto conoscere un poeta italiano non ancora scoperto, meglio tardi che mai 🙂 Intensa la foto che accompagna felicemente il testo.

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