Una parabola

In un sutra Buddha raccontò una parabola:
Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre.
Giunto a un precipizio si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo.
La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando, l’uomo guardò giù dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva.
Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite.
L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Aggrappandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola. Com’era dolce.

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7 Commenti a “Una parabola”

  1. Romy Scrive:

    Bellissima…è proprio vero, quando il mare è in tempesta, è inutile annaspare…tanto vale fare “il morto”, e magari è la volta buona che si rimane a galla! Solo concentrandoci sugli aspetti più dolci della vita, e sulle opportunità che si lasciano cogliere, possiamo distoglierci dalle difficoltà, e trovare un nostro equilibrio! Romy

  2. Lory Scrive:

    Bellissima questa parabola davvero e molto bello il commento di Romy!

  3. fukuza Scrive:

    Nella pratica dello zen, l’unica cosa che ha un qualche interesse è il momento presente.
    Niente a che vedere con il “fare il morto” o gli aspetti dolci della vita.
    Solo cogliere l’istante, così com’è, immo…
    Se davvero vi interessa lo zen, la pratica e la filosofia profondissima che vi stanno dietro, non dimenticate di prenderne in considerazione le basi: per quanto sia tentante la voglia di interpretarne i suoi koan in modo poetico, artistico o intuitivo, non dimenticate che come tutte le filosofie/pratiche, anche lo zen ha le sue chiavi indispensabili, chiavi filosofiche metafisiche e storiche.
    Se no si guarda il dito invece che la luna ;-)

  4. Romy Scrive:

    Forse sono stata semplicistica ed inopportuna: non conosco in profondità lo zen, e non volevo urtare la sensibilità di chi ne sa più di me: quindi mi scuso. Ho semplicemente letto questa bella storia che l’amica Acilia ha messo a disposizione di noi tutti, e ne ho dato una mia personalissima interpretazione, basata anche su quello che sto vivendo, senza avere nessuna presunzione o velleità. Penso che la grandezza di certi racconti stia nel suscitare pensieri ed immagini in tutte le menti,in tutti i cuori,e a tutti i livelli: ognuno poi usa gli strumenti che ha a disposizione, quelli che la natura ,o la cultura ,gli hanno dato. Grazie, Acilia, perchè ci dai così tanti spunti da approfondire!

  5. cobrizo Scrive:

    Acilia, che piacere “ritrovarti”… ti avevo “perduta” nel mio vecchio computer… adesso ti incollo tra i segnalibri! ;-)

  6. Sere Scrive:

    Bellissima questa parabola, ad hoc con la mia filosofia di vita.
    Un piacere leggerti…
    A presto.

  7. giulia Scrive:

    Grazie per la tua visita. Questa parabola è spelndida, dovremo tenerla a mente sempre, ciao. Giulia

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