dom, 7 settembre 2008
Non l’hai mai visto usato ma lo stesso senti
passare e cadere il materiale caricato sulla rete,
zolle e germogli in un piccolo mucchio,
la pila che aumenta a pioggia sotto il vaglio.
Cosa sarà meglio, quello che resta o quello che passa?
Oppure è la scelta stessa a creare il valore?
A gambe aperte, mano abile, si cominci un mimo
per setacciare il senso delle cose dall’immaginato.
(…)
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9 settembre 2008 alle 10:03
questi versi, che all’inizio arrivano un po’ criptici, ad una econda o terza lettura arrivano carichi di poesia. Come uno scrigno che finalmente si apre dopo vari tentativi. Perfetta l’immagine che ci fa vedere un grande setaccio di foglie di tè.
9 settembre 2008 alle 12:05
Complimenti per la nuova versione del blog, ora vado ad aggiornare il link. Sarei tentata anch’io di passare a wordpress e rinnovare un po’ The Japan Experience… tu come hai fatto a trasportare tutta la cronologia?
9 settembre 2008 alle 13:35
Bellissima poesia. Molto adatta al filo conduttore del tuo blog e una bella metafora.
Auguri per il trasloco del blog e un grande in bocca al lupo, sono certa che potrai solo andare più in alto.
Ti seguo sempre e grazie per gli spunti…
10 settembre 2008 alle 09:46
quello che resta anche se passa
buona giornata
10 settembre 2008 alle 10:29
@Francesca
Hai ragione, è una poesia criptica, al primo impatto quasi incomprensibile. Ma di una bellezza notevole, come quella di una melodia di cui non si capiscono le parole. L’immagine che hai dato dello scrigno rende perfettamente l’idea.
@Stefy
Ti ringrazio per i complimenti cara.
Del trasporto del vecchio archivio, e di molte altre cose, se n’è occupato il Webmaster
So che è un’operazione che richiede tempo e pazienza, ma non è troppo complessa.
@Paola C.
Grazie per gli auguri Paola e crepi il lupo, spero di continuare ad avere idee da proporvi e condividere. Un abbraccio affettuoso
10 settembre 2008 alle 16:58
Queste parole colgono il senso della vita: saper scegliere, in ogni cosa, dalla più piccola alla più grande. Perchè le cose, le persone, le occasioni non sono tutte uguali…ed è giusto che anche le sfumature facciano la differenza! Bella metafora…vado a documentarmi su Seamus Heaney, che non conosco affatto…già il nome del libro mi affascina e mi fa sognare! Ciao . Romy