gio, 26 giugno 2008
Si riversano sulla strada come cascate di piccoli ruscelli. Freschi, luminosi, di una bellezza essenziale.
Li ritrovo ogni giorno sul percorso di casa: l’aria si impregna di estate e puntualmente esplode una gioia incosciente.
Hanno forma di stella i gelsomini, racchiudono il mistero che palpita nelle piccole cose.
Il vento passa, ne ruba il profumo e si dirige verso le anziane sedute sui balconi, a sorprenderle.
Se ne coglie tutta la delicatezza in una tazza, e il liquore chiaro stordisce.
I gelsomini incontrano le foglie del tè e realizzano il miracolo dell’incanto. Il piacere si espande e il profumo diventa aroma, diventa sapore.
È il tè del sorriso, ne provoca uno ad ogni sorso.
Bianco, verde o nero, quello al gelsomino è uno dei tè profumati più antichi in assoluto. In Cina lo si beve da moltissimi anni (茉莉花茶) in ogni momento della giornata.
Si ottiene grazie ad una particolare lavorazione: le foglie del tè vengono accatastate per qualche ora accanto ai fiori di gelsomino appena raccolti, in modo che il tè assorba più possibile la fragranza dei petali. Si tende a ripetere l’operazione più volte a seconda del livello qualitativo che si desidera ottenere, arrivando fino ad un massimo di sette ripetizioni.
Completato il processo, i fiori possono essere allontanati dalle foglie del tè oppure mescolati con esse in minima parte. Contrariamente al pensiero comune, la presenza dei petali non è indice di qualità.
Raggiungere il corretto equilibrio tra fiori e tè non è semplice, anche in questa armonia risiede il fascino. Se l’aroma del fiore è troppo forte e dominante, il liquore assume un sapore amaro; generalmente, la giusta proporzione è costituita dal 70% di tè e 30% di fiori.
Non esiste il connubio migliore, le sensazioni si distinguono a seconda della base del tè utilizzato: il gelsomino riserva ad ogni tipo di foglia una caratteristica diversa.
È bene gustarlo puro, non troppo caldo, e qualora fosse tè verde o tè bianco, osservando tempi di infusione molto bassi. A sfiorarlo appena.
La notte, patria della pace e del silenzio, è la migliore alleata di una tazza di tè al gelsomino. Una brezza tiepida diffonde il profumo e gli occhi si chiudono sul ricordo.
E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Tag: gelsomino, pascoli, poesia, sorriso, tè al gelsomino
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26 giugno 2008 alle 17:54
Il tè al gelsomino è il mio preferito!
Sembra proprio di bere una tazza di fiori…
E quella poesia…che incanto! Ogni volta che la leggo è un’emozione.
Un abbraccio!
27 giugno 2008 alle 00:45
Parlando del tè al gelsomino lo hai descritto così bene che se chiudo gli occhi mi sembra di sentirne la fragranza…adoro io gelsomino, ne ho messa una pianta proprio al cancello per avere il piacere di tuffarci il naso ogni volta che entro in casa! Mi avevi detto di farti sapere se mi era piaciuto l’olio al Genmaicha…è ottimo! Un bacione. Romy
28 giugno 2008 alle 01:49
Bellissimo post! Il gelsomino lo adoro ho una pianta vicino alla porta d’ingresso della mia casa e non ti dico ora che è tutto fiorito che profumo inebriante che emana.

Il tè lo devo comprare presto
hai mai provato questo infuso?
Anacapri
Buona notte *_*
Carla di lettoemangiato
28 giugno 2008 alle 01:52
Il commento di prima era il mio….
Volevo dire se hai mai provato questo infuso si chiama Anacapri.
http://lettoemangiato.blogspot.com/2008/06/olive-speziate.html
28 giugno 2008 alle 01:55
Sorry per i diversi post, ma non capisco perchè non mi prende quello che voglio mettere
Vediamo ora se va bene.
Anacrapi
Carla di lettoemangiato
28 giugno 2008 alle 17:31
che bella questa freschezza di gelsomino nel torrido pomeriggio romano!il profumo e il bianco escono dallo schermo e mi portano per vicoli vacanzieri in ombra fiorita a picco su mare campano!Anche Pascoli rivive senza tristezza ma con quiete in un millennio che non ha data. Ciao!Vera
29 giugno 2008 alle 00:10
Sto lavorando, con il computer, sulla terrazza. E’ notte. In giardino inizia a liberarsi il profumo del jasmine, quello che a maggio annuncia l’imminente arrivo delle tiepide notti estive, e diventa difficile dormire perché molte cose viene voglia di fare. Tra i miei the non manca mai quello al jasmine, come il Mo Li Zhen Zhu, il mio preferito, soprattutto d’inverno, quando mancano i fiori. Ora li raccolgo in giardino unendoli a un pregiato verde o a un delicato oolong per il primo the, perché al mattino il loro profumo è particolarmente intenso. Ma solo quelli caduti sul prato. Guardarli ancora sulla pianta mi rende felice, e mi porta a pensare che qualcosa di speciale i prossimi giorni porteranno……
Insula
29 giugno 2008 alle 17:46
@cinciarella
Ricambio l’abbraccio, è sempre bello ritrovarti.
@Romy

Mi fa molto piacere che l’olio ti sia piaciuto
Un bacio a te.
@Carla
L’infuso di cui parli sembra un incrocio tra una tisana e un fruttato. Non credo di averlo mai assaggiato, ad essere sincera sono solita prediligere tè naturali.
Ma sono certa abbia un ottimo profumo e sia una buona alternativa fresca e dissetante
@Vera
Le tue parole mi piacciono sempre.
Sono felice di vederti qui, grazie per il bellissimo commento.
@Insula
Ti ringrazio molto per aver voluto condividere con noi questo momento. Sono sempre stata convinta che i gelsomini siano portatori di belle speranze.
30 giugno 2008 alle 10:43
carissima, in questo periodo, dove tutto mi è proibito caffeina e teina compresa. devo far colazione con tristi bustine di deteinato…che tristezza! Godo il profumo dei miei gelsomini e mi ritorna la gioia.
un sorriso e un pensiero felice.
sergio
2 luglio 2008 alle 22:42
Forse la mia poesia preferita in assoluto. E uno dei tuoi post piu` belli, non posso fare a meno di pensarlo. Non salgo a far bollire l’acqua per le perle di gelsomino solo perche` e` tardi e temo che mi disturberebbe il sonno, ma so gia` che infuso berro` domani mattina.
Kja
3 luglio 2008 alle 10:41
@Sergio

Hai tutta la mia comprensione
Porta pazienza, prova magari ad arricchire l’infuso delle bustine con spicchi di frutta fresca, o una spruzzata di spezie.
Ti abbraccio.
@Kja

Mi hai sorpresa, non immaginavo conoscessi e apprezzassi già questa poesia. Dunque non è vero che non leggi poesie
Ti ringrazio molto per l’apprezzamento. Questa mattina ti ho fatto compagnia bevendo anch’io la mia tazza di fiori.
3 luglio 2008 alle 11:55
Non leggevo questa poesia da anni, l’avevo studiata quando facevo le scuole medie.
Non ho mai assaggiato il tè al gelsomino, ma se è come l’odore dei suoi fiori allora sarà buono senza dubbio!
Un abbraccio, cara Acilia!