mar, 20 maggio 2008
L’aroma del nostro nettare ambrato evoca molteplici immagini e sensazioni. I profumi conducono in spazi infiniti.
di quale frutto,
di quale stella, di quale foglia?
Vicino
alla tua piccola orecchia
o sulla tua fronte
mi chino,
inchiodo
il naso tra i capelli
e il sorriso
cercando, conoscendo
l’origine del tuo aroma:
è dolce, ma non è fiore,
non è la pugnalata
del garofano penetrante
o impetuoso aroma
di violenti gelsomini,
è qualcosa, è terra,
è aria,
legna o mele,
odore della luce sulla pelle,
aroma
della foglia dell’albero della vita
con polvere di strada
e freschezza di ombra mattutina
nelle radici,
odore di pietra e fiume,
ma più simile a una pesca,
al tiepido pulsare segreto
del sangue,
odore
di casa pulita
e di cascata,
fragranza di colomba
e chioma,
aroma della mia mano
che ha percorso la luna
del tuo corpo,
le stelle
della tua pelle stellata,
l’oro,
il grano,
il pane del tuo contatto,
e lì,
nella longitudine
della tua luce folle,
nella tua circonferenza di giara,
nella coppa,
negli occhi dei tuoi seni,
tra le tue grandi palpebre,
e la tua bocca di schiuma,
in tutto lasciò,
lasciò la mia mano
odore d’inchiostro e selva,
sangue e frutti perduti,
fragranza
di pianeti dimenticati,
lì
il mio stesso corpo
immerso
nella freschezza del tuo amore, amata,
come in una sorgente
o nel suono
di un campanile,
lassù
tra l’odore del cielo
e il volo degli ultimi uccelli,
amore,
odore,
parola
della tua pelle, della lingua
della notte nella tua notte,
del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore
sale il tuo aroma,
come dalla terra
la luce fino alla cima del ciliegio:
nella tua pelle io trattengo
il tuo battito
e aspiro
l’onda di luce che sale,
la frutta immersa
nella sua fragranza,
la notte che respiri,
il sangue che percorre
la tua bellezza
fino ad arrivare al bacio
che mi aspetta
sulla tua bocca.
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20 maggio 2008 alle 08:43
Meravigliosa.
Paola C.
20 maggio 2008 alle 12:29
Che parole evocatrici di emozioni. Che profumi evocatori di ricordi. Grazie ancora Acilia per questi versi condivisi. Una tazza di the è aroma e sapore, tempo e pensiero. L’amata di Neruda è ogni cosa
Insula
20 maggio 2008 alle 18:31
E’ sempre una grande emozione leggere Neruda hai fatto una scelta, come sempre, degna del tuo blog.
un carto saluto
Lu
20 maggio 2008 alle 18:57
Neruda è il mio poeta preferito: ogni volta che leggo una sua opera rimango abbagliata. Tra le odi dedicate agli umili e grandissimi ingredienti della cucina, quella al limone, quella alla cipolla e quella al grongo sono state per me delle vere maestre di vita :mi hanno aperto gli occhi sulla magia del cibo e sul rito del cucinare, magia che si compie sotto i nostri occhi ogni giorno, e sulla quale a volte sorvoliamo . Anche il tuo blog ci insegna questo: che in un semplice infuso e nella sua preparazione si compie un piccolo miracolo di poesia, di cultura, di storia, di chimica, di gusto. Grazie per avermi fatto ricordare quanto amo questo poeta. Romy
21 maggio 2008 alle 12:04
queste parole descrivono una sensualità travolgente.
21 maggio 2008 alle 14:09
Non avevo mai letto questa sua poesia, ma la trovo incredibile. La descrizione dei profumi e`evocativa, trascinante e sensuale.
Mi fa pensare ad una donna con i capelli ricci e nerissimi, sdraiata in un campo di grano al tramonto; contro il profilo di uno spicchio di luna si staglia il volo di una coppia di colombe.
Kja
22 maggio 2008 alle 16:55
Estremamente evocativa e passionale.
Ad ogni parola, le sinapsi del mio cervello generano una diversa immagine della mia donna, in tutta la sua bellezza e sensualità.
Però lo confesso, non mi ricorda minimamente alcun tipo di tè
22 maggio 2008 alle 17:49
Non capirò perchè continuo a meravigliarmi del tuo essere nel mondo completamente “te” in ogni tuo semplice movimento, cenno o esistere.
Passavo e come alò solito porto via qualcosa con me.
Ciao
N^
23 maggio 2008 alle 19:32
una delle mie poesie preferite…spazi infiniti, sì.
ciao Acilia
Grazia
25 maggio 2008 alle 14:25
Poesia bellissima di un autore cheamo, grazie. Giulia