gio, 17 gennaio 2008
In attesa di un nuovo trasloco, un’idea dolce e sfiziosa per accompagnare i pomeriggi freddi e piovosi.
Sotto la tazza vi lascio una poesia.
Ingredienti:
• 90 g di latte
• 75 g di farina autolievitante
• 25 g di farina di mais
• 25 g di farina di farro
• 1 cucchiaio di burro + 20 g
• 10 g di zucchero
• 2 mele
• 1 uovo
Per il caramello
• 100 g di zucchero
• 50 g di panna fresca
• 15 g di burro
• ½ tazza di tè nero molto concentrato aromatizzato al caramello
Miscelate le farine con lo zucchero, impastatele con l’uovo e i 20 g di burro fuso.
Aggiungete il latte ottenendo una pastella densa priva di grumi.
Versatela a cucchiaiate sul fondo ben caldo di una padella antiaderente, in modo da ricavare 12 frittelle dalla consistenza morbida, larghe circa 8 cm e alte 1 cm.
Detorsolate e sbucciate le mele e tagliatele ricavando da ciascuna 6 anelli che farete imbiondire in 1 cucchiaio di burro 2 minuti per parte.
A questo punto create i pancake a 3 strati, mantenendo per base una frittella.
Per la salsa al caramello, sciogliete sul fuoco lo zucchero nel burro e quando è color nocciola unite la panna e il tè.
Mescolate lentamente, versatelo sui pancake e servite.
(…)
Voglio versi di tela e piuma
che pesino appena, versi tiepidi
dell’intimità dei letti
dove la gente ha amato e sognato.
Voglio poesie macchiate
dalle mani e dal quotidiano.
Versi di pasta sfoglia che spandano
latte e zucchero nella bocca,
l’aria e l’acqua si bevono,
l’amore si morde e si bacia,
voglio sonetti commestibili,
poesie di miele e farina.
(…)
Qualcuno si è sporcato le mani
impastando tanta dolcezza.
Con noi o senza di noi
la dolcezza continuerà a esistere,
ed è infinitamente viva,
eternamente rediviva,
perché in piena bocca dell’uomo
per cantare o per mangiare
abita la dolcezza.
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17 gennaio 2008 alle 18:31
Molto ‘sensuale’ un pancake così gustando mentre leggi le righe davanti ad un caldo camino!
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18 gennaio 2008 alle 13:03
La ricetta mi intriga molto brava. Da quandto ho iniziato a leggerti mi sono appassionata ad usare il tè in cucina.
Riguardo alla poesia fai sempre delle ottime scelte…grazie perché me le fai conoscere.
Buon trasloco!
Annamaria
19 gennaio 2008 alle 15:49
I traslochi sono sempre fonte di malinconia e speranza.
Malinconia per l’abbandono delle pareti che ci hanno protetto, dei profumi che ci hanno avvolto, di quel contenitore che al rientro da una giornata faticosa, chiudendo la porta alle spalle, ci permette di esclamare, con un sospiro di sollievo, “finalmente a casa”.
Speranza per il nuovo periodo di vita che si va ad affrontare, per l’eccitazione di riempire di noi un nuovo contenitore, per la voglia di renderlo speciale e, nuovamente, casa.
Ammetto di non leggere poesia e, probabilmente anche per questo, di non riuscire ad apprezzarla granché. Ma a volte, leggendo qualche verso, sono colto da una brezza allo stomaco, una brezza che spinge verso l’alto, fino agli occhi, costringendomi ad ingoiarla per evitare che possa uscire fuori e palesarsi agli altri.
Come quando ho letto questa poesia.
Vorrei proprio sporcarmi le mani impastando tanta dolcezza.
Malinconicamente, spero di assaggiare presto la tua ricetta.
21 gennaio 2008 alle 09:22
Ho trovato un oolong al caramello, va bene lo stesso? Mi incuriosisce molto…

Bella l’associazione che hai fatto tra questa ricetta e la poesia, il tuo blog è sempre una fonte inesauribile di idee e spunti, grazie molte.
Ti seguo sempre con piacere
Adesso bevo la mia consueta tazza di tè verde e la condivido con te e tutti voi.
Ciao
Giorgia (Sa)
22 gennaio 2008 alle 11:07
Ciao, grazie per essere passata dalle mie parti, scopro così con molto piacere il tuo bellissimo blog. Io amo il te, e gli infusi vari, ne uso molti, in vari momenti della giornata.
Sono contenta di averti conosciuto, tornerò senz’altro a trovarti.
22 gennaio 2008 alle 11:10
Ho notato che non compariva il mio nome nel precedente commento quindi mi firmo, sono marinella dell’omonimo calderone
22 gennaio 2008 alle 12:36
@LazyBoy72

Questo trasloco è fonte di sola speranza per me.
In merito alla poesia, cercherò di fornirvi sempre nuovi spunti, così avrai forse modo di apprezzarla maggiormente
Nel frattempo, ti consiglio di curiosare nell’intera produzione di Neruda, Garcia Lorca, Hikmet e Machado.
@Giorgia (Sa)
Direi che va bene lo stesso. Meglio se l’Oolong è fermentato almeno al 50% e quindi abbastanza vicino ad un tè nero. Se fosse troppo delicato rischieresti di non sentirlo nella salsa al caramello.
Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti e condivido anch’io con te e con tutti la mia consueta teiera di tè verde che sto sorseggiando questa mattina.
A presto.
@Marinella
Fa piacere anche a me averti scoperta, il tuo calderone contiene molte notizie interessanti.
25 marzo 2008 alle 18:29
salve a tutti!! io sto facendo una tesina sul tè e ho bisogno di trovare semplici accostamenti per accompagnare il tè a non so..dolci ma non solo..cose cmq non troppo difficili da portare in sede d’esame per offrirla alla commissione per fargli apprezzare il tè… potete aiutarmi?!