Profumo fiorito di noce

Il tram è il luogo dei pensieri.
Ci sono tutte le rappresentazioni delle vita in un tram.
Osservando i gesti più impercettibili di ciascun passeggero riesco ad avvertire esattamente cosa mi manca.
L’autista fischietta, mi perdo nel sorriso di un uomo anziano mentre sua moglie gli sfiora la mano e intanto rimbalzo tra la luna e una coppia di ragazzi che ha l’aria di chi farà l’amore appena tornato a casa.
Vorrei essere capace di contemplare le cose come se potessi separare l’immagine che hanno in sé dall’immagine che abbiamo loro imposto.
Il pianto di un bambino mi risveglia da me stessa e mi accorgo che i rivestimenti in legno contribuiscono a rendere più evidente il contrasto del tempo e ad accentuarne il peso.
Di tanto in tanto gli sguardi si incrociano nel vuoto e per qualche attimo si trovano a condividere un frammento di spazio sospeso. Ti scopri a pensare che sarebbe bello parlare con uno di loro, così all’improvviso, chiedergli cosa desidererebbe in quell’istante per esempio, e un po’ ti vergogni per questo.
Gli occhi fissi sulla frenesia al di là del finestrino ti ricordano che a casa non c’è nessuno ad attendere il tuo ritorno. Allora non vorresti più scendere, vorresti accompagnare tutti.
Inizia a piovere e nella pioggia c’è un po’ dell’inquietudine di ognuno, nelle folate attraverso cui la stanchezza della giornata si rovescia sulla terra.

Appena varcata la soglia mi muoverò nel buio e scalderò l’acqua per una tazza di Young Hyson, i cinesi lo chiamano Prima della Pioggia. L’aroma è acerbo: mi ricorderà la sciarpa del mio vicino di posto. Aveva un profumo fiorito di noce.

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9 Commenti a “Profumo fiorito di noce”

  1. utente anonimo Scrive:

    ciao acilia,solitudine piena di cose:odori, sentimenti, assonanze,riflessi…a casa ti usciranno quanto meno i tuoi lettori dal computer, che in un momento o un altro avranno osservato le stesse rotaie, o avranno incontrato sul treno i tuoi occhi chiedendosi cosa c’era dietro.

  2. utente anonimo Scrive:

    Ci hai reso partecipi di un flusso di pensieri molto intenso, mi ci perdo dentro e vedo tutta la scena distintamente, anche quei dettagli che hai affidato alle impressioni tacite evocate da un profumo.

    Kja.

  3. utente anonimo Scrive:

    Noto con estremo (dis)piacere che questo blog è censurato nei commenti.

    Dov’è finita la mia domanda?

    Cosa cera che non andava?

  4. Acilia Scrive:

    @utente anonimo

    Ti lasci dispiacere da cose molto futili.

    Questo blog non è censurato; più semplicemente, la tua era una domanda sciocca, il cui unico intento mi sembrava quello di prendersi gioco della sottoscritta. L’ho trovata fastidiosa, spiacevole e di scarso interesse per gli altri lettori.

    Normalmente non mi piacciono i commenti anonimi e tendo spesso ad ignorarli, sono spiacente.

  5. utente anonimo Scrive:

    Hai ragione cara Acilia.

    Perdonami.

    A volte sono proprio uno scemo.

    Complimenti per il pezzo comunque. Sinceri.

  6. LaFataStronza Scrive:

    Forse è perchè crescendo sia ha più viva la percezione della solitudine, ma forse è più perchè crescendo si perde la sfrontatezza dei bambini. Loro avrebbero interrotto quel silenzio che sa di menefreghismo.

    Ma è possibile essere così tutti menefreghisti? Io non lo credo, credo piuttosto che non sappiamo più il valore di un sorriso e di un saluto.

    Prepariamo i cappotti Acilia,

    sembra che per scaldarsi si debba per forza essere in due e nessuno sembra capire che potrebbe essere anche su un tram, basterebbe un sorriso in più, un po’ di curiosità e tanta buona educazione non anonima.

    Sempre un piacere leggerti,

    un abbraccio

  7. utente anonimo Scrive:

    Il viaggio, continua su strade sterrate o su rotaie lucide. ricordati di sfiorare col corpo le persone che incontri, annusarne i pensieri e sussurare doci parole nell’anima.

    ciao cara

  8. utente anonimo Scrive:

    Trovo molto interessante quello che hai scritto, e il semplice senso del reale che hai dato alle tue percezioni, mi ha fatto esser là, con tè sul tram.

    … è proprio vero, spesso hai bisogno degli altri per vedere te stesso,

    grazie,

    Un amico.

  9. Artesia1 Scrive:

    Quanto calore emani Acilia.

    Sento in te ricera interiore, emotività controllata ed espressa in un rito lento, come quello di versare un tè.

    Se me lo concedi vorrei seguirti, per imaprare e addomesticare la mia tristezza, impegnandomi nel rituale del tè.

    Artesia

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