mar, 24 luglio 2007
mar, 24 luglio 2007
Come se ti avessero, amore, fatto d’argilla
per le mie mani di vasaio.
(…)
Le tue ginocchia, la tua cintura
mancano in me come nel vuoto
di una terra
da cui staccarono una forma,
e uniti,
siamo completi come un solo fiume,
come una sola arena.

Questo articolo è stato pubblicato il martedì, 24 luglio 2007 alle 00:27 e classificato in Volute di fumo e di pensieri. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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24 luglio 2007 alle 00:48
Ho scattato queste fotografie all’interno di un piccolo giardino dell’ospedale. Il Giardino Segreto.
Dinanzi a questa statua ho pensato a questa poesia e voglio dedicarla ad ognuno di voi, ringraziandovi per la cura e l’affetto che mi avete donato.
24 luglio 2007 alle 10:16
Oh! Acilia! Finalmente tue notizie!
Mi spiace moltissimo tu sia ancora in ospedale…
Grazie per la poesia, delicata come sei sempre tu!
Un abbraccio e tanti auguri di pronta guarigione!
24 luglio 2007 alle 10:20
grazie del pensiero, molto intimo e delicato. Molto spesso dai tuoi post imparo a conoscere versi eterni come questi. Ben tornata
24 luglio 2007 alle 13:12
Sconforto nel saperti ancora laggiù
24 luglio 2007 alle 15:02
@cinciarella

Adesso sono tornata a casa cara cincia.
Mi tengo comunque i tuoi auguri di scorta (per le prossime volte)
Sono pronta per la nostra cena.
@FrancescaV
Ti ringrazio molto Francesca. Ho sentito la tua presenza nei giorni passati e mi è stata di grande aiuto e compagnia.
Hai ragione, sono versi eterni.
@utente anonimo
Mi riesce difficile apprezzare il valore di parole e pensieri anonimi, mi spiace.
Ma grazie.
26 luglio 2007 alle 00:12
Siamo tutti anonimi dietro parole senza voce nè sguardo.
Un nome fittizio è pari a un nome inventato.
Felice di saperti a casa
26 luglio 2007 alle 07:46
Con due giorni di ritardo apprendo che sei a casa.
Il ritardo, già, che importa. La scoperta di immaginarti nuovamente nella tua casa ha un valore più grande di un semplice ritardo.
E’ vero, siamo tutti anonimi dietro parole senza voce né sguardi, tuttavia ogni parola è lanciata per raggiungere qualcuno, per dirgli:”non mi vedi, non mi senti, ma ci sono pensandoti”.
Bentornata, Acilia! Auguri, auguri, auguri.
Neruda e la sua poesia sono un’ottima rentrée fra i tuoi, fra noi!
fior
26 luglio 2007 alle 11:29
Ogni parola è lanciata per raggiungere qualcuno: “non mi vedi, non mi senti ma ci sono e penso a te”.
Cara Fior, condivederà Acilia questo tuo, questo mio pensiero?
The insieme a voi
26 luglio 2007 alle 13:43
@fiordibrughiera
Grazie fior.
1 agosto 2007 alle 16:10
un fiume che scorre di lentezza e forza, di frescura e profondità